Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

2 agosto 1921

Firmato a Roma il "patto di pacificazione"

Il 2 agosto a Roma rappresentanti del Consiglio Nazionale dei Fasci, del partito socialista, della CGL e dei gruppi parlamentari socialista e fascista, con la supervisione del Presidente della Camera De Nicola, firmano il “patto di pacificazione” proposto da Mussolini.

L'articolo 2. dichiara che devono subito cessare "minacce, vie di fatto, rappresaglie, punizioni, vendette, pressioni e violenze personali di qualsiasi specie" tra le opposte fazioni politiche. Le infrazioni saranno sottoposte a un giudizio arbitrale da parte di commissioni insediate in ogni provincia.

Il giorno successivo, in una intervista al "Resto del Carlino", Mussolini dichiara che ora nel fascismo deve prevalere l'elemento politico su quello militare e passa all'offensiva contro le opposizioni annunciate all'interno del movimento: "Se il Fascismo non mi segue nessuno potrà obbligarmi a seguire il Fascismo".

Il 31 luglio a Pianoro, durante la cerimonia di inaugurazione del gagliardetto del Fascio, Oviglio e Grandi hanno criticato pubblicamente la proposta di accordo.

Il 1° agosto le sezioni dei Fasci emiliano-romagnole si sono riunite nella sede provinciale di Bologna e hanno dichiarato di ritenersi estranee alle trattative in corso e “di mantenere un atteggiamento di vigile difesa”

Bologna si annuncia come il centro dello "scisma" (Tasca) nei confronti delle decisioni prese a Roma e della stessa leadership di Mussolini.

Il 6 agosto, in un articolo su “L'Assalto”, Dino Grandi definisce l'accordo con i socialisti “la insidia più sottile e più subdola destinata a disgregare la forza e la compagine ideale del movimento fascista”.

La parte sindacale del fascismo, rappresentata da Baroncini, è preoccupata che “con la cessazione della guerriglia venga meno la pressione militare nei confronti delle Leghe rosse” (Senta).

Sul versante opposto, il consiglio generale delle Leghe di Bologna e provincia il 9 agosto approverà il patto “a grande maggioranza”, confermando l’intenzione già espressa in precedenza dall’assemblea dell’Unione socialista bolognese. 

Al congresso dei fasci della regione emiliana, che si terrà in città il 16 agosto - con delegazioni provenienti anche da Mantova, Cremona e Rovigo - il patto sarà invece respinto con decisione.

Approfondimenti
  • Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel Bolognese, 1919-1945, Bologna, Comune – ISREBO, vol. I, Nazario Sauro Onofri, Bologna dall'antifascismo alla Resistenza, 2005, p. 354
  • Dal Santerno al Panaro. Bologna e i comuni della provincia nella storia nell'arte e nella tradizione, a cura e coordinamento di Cesare Bianchi, Bologna, Proposta edizioni, stampa 1987, vol. 1: Da Bologna a Modena, p. 80
  • Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003, p. 228, 347

  • Emilio Gentile, E fu subito regime. Il fascismo e la marcia su Roma, Roma, Bari, GLF editori Laterza, 2012, pp. 27-28
  • Antonio Senta, Rodolfo Vittori, Guerra civile. Bologna dal primo dopoguerra alla marcia su Roma (1919-1922), Milano, Zero in condotta, 2024, pp. 242-247
  • Angelo Tasca, Nascita e avvento del fascismo, a cura di Sergio Soave, Scandicci, La nuova Italia, 1995, pp. 267-268
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