Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

24 ottobre 1917

Dopo Caporetto la città è invasa dai profughi

Le truppe austro-tedesche scatenano un'offensiva su larga scala tra la conca di Plezzo e Tolmino ed entrano a Caporetto. Inizia una disastrosa ritirata dell'esercito italiano e la fuga degli abitanti delle zone occupate del Friuli e del Veneto.

Nelle settimane seguenti Bologna è invasa da circa 16.000 profughi. Entro novembre oltre 56.000 persone transitano dallo scalo cittadino (alla fine, secondo il Prefetto, i rifugiati in transito saranno centomila).

Il Comitato d'azione civile presidia un punto di accoglienza alla stazione, dove distribuisce pane e carne conservata forniti dall'amministrazione militare e mette a disposizione pagliericci.

Le prime strutture di ricovero per chi vuole fermarsi in città sono il Collegio Venturoli in via Centotrecento e l'Istituto dei Salesiani fuori porta Galliera.

Al fine di allestire asili improvvisati per i bambini orfani e per quelli che nella fuga hanno perduto i familiari, si occupano anche le sale cinematografiche. Gli alunni iscritti nella scuole bolognesi salgono rapidamente a 1.400 unità.

In città gli affitti raggiungono prezzi esorbitanti e prospera il mercato nero. La situazione diviene presto insostenibile: il 31 ottobre la polizia richiede l'intervento dei militari per impedire ai profughi di scendere dai treni.

A Casalecchio di Reno è istituito un posto di blocco per fermare i militari fuggiaschi. Essi vengono nuovamente inquadrati e rispediti al fronte.

La Giunta bolognese e il "Resto del Carlino" aprono una sottoscrizione per gli orfani e per il comune di Udine, la cui amministrazione è temporaneamente ospitata a palazzo d'Accursio.

L'Associazione Agraria Bolognese offre una sede all'Agraria Friulana e promuove la collocazione di profughi per lavori agricoli. Le organizzazioni operaie denunciano "lo sfruttamento del lavoro dei profughi".

Una commissione prefettizia distribuisce nelle campagne bolognesi circa seicento "mangiatori di polenta" provenienti dalle zone occupate. I proprietari terrieri forniscono vestiti e scarpe a 270 di essi.

Con la ritirata oltre il Piave, il territorio bolognese rafforza il loro ruolo di "grande retrovia". Molti servizi logistici dell'esercito - ad esempio l'Intendenza generale, prima a Treviso - e migliaia di soldati prendono alloggio in città e nei dintorni, aggravando una situazione abitativa già precaria e mettendo in allarme le autorità.

Preoccupano in particolare la diffusione di notizie "tendenziose", lo spionaggio, la propaganda disfattista e i contatti con i "sovversivi".

Approfondimenti

Antifascismo e resistenza a Casalecchio di Reno. Documenti e testimonianze, a cura di Graziano Zappi (Mirco), Bologna, Libreria Beriozka, 1988, p. 39


Franco Cavazza, Le agitazioni agrarie in provincia di Bologna dal 1910 al 1920, ristampa anastatica, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1994, pp. 130-132


Daniele Ceschin, Gli esuli di Caporetto. I profughi in Italia durante la grande guerra, Roma (ecc.), Laterza, 2006, p. 44


Tiziano Costa, Il secolo scorso a Bologna. Storia e vita del Novecento, Bologna, Costa, 2006, p. 68 sgg.


Daniel Degli Esposti, In fuga dalla guerra. Le retrovie e il problema dei profughi, in: Grande guerra e fronte interno. La svolta del 1917 in Emilia-Romagna, a cura di Carlo De Maria, Bologna, Pendragon, 2018, pp. 198-208


Fabio Degli Esposti, La grande retrovia in territorio nemico. Bologna e la sua provincia nella Grande Guerra (1914-1918), Milano, Edizioni Unicopli, 2017, pp. 523-524, 606-612


Fabio Degli Esposti, Trasformazioni economiche e realtà urbana, in: Grande guerra e fronte interno. La svolta del 1917 in Emilia-Romagna, a cura di Carlo De Maria, Bologna, Pendragon, 2018, pp. 70-71


Gente comune impigliata nella storia. I bolognesi nella grande guerra, Bologna, a cura dell'Istituto Comprensivo 1, 2013, p. 32


Grande guerra e fronte interno, cit. (sezione fotografica)


1914-1919: Francesco Zanardi sindaco di Bologna, Bologna, a cura della Direzione dei servizi di informazione e relazioni pubbliche del Comune, 1974, p. 164-168


Fabio Montella, La disfatta di Caporetto, l'abbassamento del fronte, i campi di riodinamento, in: Grande guerra e fronte interno, cit., p. 145 sgg.


Giorgio Moro, Maurizio Roman, La Grande Guerra e il territorio di San Giorgio della Rinchivelda, Rodeano Alto (UD), Lito Immagine, 2013, p. 182


Nazario Sauro Onofri, La grande guerra nella citta rossa. Socialismo e reazione a Bologna dal 1914 al 1918, Milano, Edizioni del Gallo, 1966, p. 344


Rossano Pancaldi, La prima guerra mondiale a Bologna, in: "Il pensiero mazziniano", 2 (2017), pp. 129-130


Pane e alfabeto. Francesco Zanardi sindaco socialista di Bologna (1914-1919), a cura di Marco Poli, Bologna, Costa, 2014, p. 164


Marco Poli, Cose d'altri tempi. Frammenti di storia bolognese, Argelato, Minerva Edizioni, 2008, p. 153


Fabio Raffaelli, Filippo Raffaelli, Il Nettuno si racconta. Quattro secoli di vicende romanzesche, dai papi a Napoleone, da Garibaldi ai nostri giorni, visti con gli occhi del Gigante, Bologna, Grafica editoriale, 1989, p. 106


Giuseppe Raimondi, I divertimenti letterari (1915-1925), Milano, A. Mondadori, 1966, p. 187



Contenuto inserito il 1 mag 2021
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