Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

5 novembre 1917

Bologna è una "grande retrovia"

Dopo la rotta di Caporetto Bologna e il suo territorio confermano il loro ruolo di “grande retrovia”.

Il 5 novembre il Ministero dell'Interno chiede un notevole potenziamento delle strutture gestite dal Comando Territoriale, prevedendo 25.000 posti letto.

Senza andare troppo per il sottile, l'esercito effettua massicce requisizioni in città, dovendo sistemare con urgenza uomini e servizi. Gli elenchi di ville e palazzi privati forniti dal Prefetto sono poco utilizzati.

I comandi concentrano la loro attenzione sulle scuole, costrette spesso a interrompere la propria attività. Via Jacopo della Quercia, nei pressi del nuovo istituto dei Salesiani, è occupata da baraccamenti militari.

Un problema drammatico è quello delle migliaia di soldati, che hanno perduto i contatti con le loro unità e si sono riversati in disordine al di qua del Po. Essi vagano senza meta, laceri e affamati, in fuga dagli orrori della guerra.

Per i numerosi ammalati sono attivati nuovi ospedali e sono aperte strutture sanitarie apposite per gli infettivi. Saranno 18.000 i ricoverati, dei quali oltre 6.000 contagiosi.

La maggior parte dei militari sbandati sono bloccati e radunati in campi di riordinamento, dove vengono inquadrati in nuove unità e rispediti al fronte.

Nella pianura emiliana i campi più grandi hanno sede a Guastalla (RE), a Copparo (FE) e soprattutto a Mirandola, dove sono concentrati 80.000 uomini dell'artiglieria, e a Castelfranco Emilia, dove sono riuniti circa 200.000 soldati sbandati di fanteria.

A Bazzano e Cento (FE) sono invece istituiti magazzini per la raccolta del materiale bellico abbandonato durante la rotta e in seguito recuperato.

Le autorità cercano di impedire i contatti tra i soldati fuggiaschi e le popolazioni "sovversive" della Bassa: entro il 4 novembre oltre 7.000 di essi sono consegnati dai carabinieri ai centri di raccolta.

A metà dicembre gran parte degli sbandati giunti in Emilia saranno di nuovo al fronte, ma nei comuni intorno a Bologna molti di essi continueranno a vagare isolati e a sfuggire ai rastrellamenti.

Approfondimenti
  • Fabio Degli Esposti, La grande retrovia in territorio nemico. Bologna e la sua provincia nella Grande Guerra (1914-1918), Milano, Edizioni Unicopli, 2017, pp. 616-620

  • Fabio Montella, La disfatta di Caporetto, l'abbassamento del fronte, i campi di riodinamento, in: Grande guerra e fronte interno. La svolta del 1917 in Emilia-Romagna, a cura di Carlo De Maria, Bologna, Pendragon, 2018 , cit., pp. 173-189

Contenuto inserito il 13 set 2019
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