Serrata generale dei capimastri muratori
Il 26 gennaio la lega dei muratori dichiara il boicottaggio di tre cantieri, dove le ditte Toschi, Bortolotti e Natali rifiutano di rivolgersi alla Commissione arbitrale - secondo il concordato stipulato in precedenza tra le parti - per la soluzione di alcuni contenziosi.
La società dei capimastri risponde proibendo ai soci l'assunzione dei duecento muratori addetti ai cantieri boicottati e il 15 febbraio proclama la serrata dei propri cantieri.
Dal 28 febbraio quasi tremila muratori rimangono senza lavoro. L'amministrazione comunale tenta invano una mediazione. Gli operai anzi rilanciano, chiedendo anche un aumento anticipato per sopperire ai disagi provocati dalla serrata.
A loro volta i capimastri il 10 marzo deliberano di estendere la serrata ai cantieri di tutta la provincia. Li seguono i produttori di laterizi e cemento di Bologna, che oltretutto licenziano gli operai che hanno scioperato in favore dei muratori.
La serrata generale durerà dal 12 al 26 marzo, coinvolgendo circa diecimila lavoratori a Bologna e nei comuni del circondario. I capimastri rifiuteranno vari tentativi di conciliazione fatti dal Prefetto e dai deputati della città.
Il 15 aprile, in una riunione alla Camera del lavoro, verrà deciso lo sciopero generale per 24 ore, al quale aderiranno, oltre che le categorie di mestiere, anche i tramvieri e i fiaccherai.
La conclusione della vertenza si avrà il 30 aprile, con un accordo promosso dalla Camera di Commercio, in cui saranno accolte parzialmente le richieste dei lavoratori. Il 2 maggio tutte le categorie riprenderanno il lavoro.
La lunga inattività dell'industria edilizia comporterà notevoli sacrifici per le famiglie dei muratori. Inoltre, "il diminuito consumo della massa operaia più importante della città" danneggerà seriamente il piccolo commercio.
- Alfredo Angiolini, Eugenio Ciacchi, Socialismo e socialisti in Italia. Storia completa del movimento socialista italiano dal 1850 al 1919, Firenze, Nerbini, 1919, p. 1008
- Serrata generale di muratori e cementisti a Bologna e nel circondario, in: "Bollettino del lavoro e della previdenza sociale", 17 (1912), pp. 317-321