Chiusi i circoli socialisti
Il 22 ottobre, per ordine del governo Crispi, vengono chiusi i circoli socialisti di Bologna, Baricella, Bazzano, Imola e Budrio. E' inoltre sciolta la Federazione romagnola del Partito socialista, con sede a Imola. Le sedi socialiste vengono perquisite e numerosi documenti sequestrati.
Seguono denunce e arresti nei confronti di attivisti e dirigenti. Tra essi Andrea Costa (1851-1910), Anselmo Marabini (1865-1948) e Gaetano Benzi (1848-1910).
Contro la repressione governativa, socialisti, repubblicani e radicali formano a Milano la Lega della Libertà, alla quale il 27 ottobre aderiscono le associazioni imolesi. Poco dopo si aggregano anche quelle di Bologna.
Sullo scioglimento dei circoli socialisti e sull'applicazione delle leggi eccezionali vengono spedite varie interpellanze alla Presidenza della Camera.
La reazione crispina non frenerà lo slancio dei socialisti e la capacità di penetrazione delle loro ideee tra le masse operaie e contadine. Alle elezioni del maggio 1895 essi triplicheranno i loro voti e il numero dei parlamentari salirà da sette a quindici.
- Cimitero del Piratello - Imola (BO)
- Andrea Costa e il governo della città. L'esperienza amministrativa di Imola e il municipalismo popolare 1881-1914, a cura di Carlo De Maria, Reggio Emilia, Diabasis, 2010, pp. 52-53
- Luigi Arbizzani, Sguardi sull'ultimo secolo. Bologna e la sua provincia, 1859-1961, Bologna, Galileo, 1961, p. 82
- Giuseppe Brini, Quelli del tramway. Cento anni di vita e di lotta nella città di Bologna, Bologna, Centro Stampa ATC, 1977-1985, vol. I, p. 54 (data di chiusura del Fascio dei Lavoratori di Bologna: 29 febbraio 1894)
- Carlo Manelli, La Massoneria a Bologna dal XII al XX secolo, Bologna, Analisi, 1986, p. 124
- Costanzo Rinaudo, Cronologia italiana dal 1869 al 1896 in continuazione alla Storia degli italiani di Cesare Cantù, Torino, Unione tipografico-editrice, 1897, p. 219