L'Associazione fra gli operai braccianti del mandamento di Budrio
Il 27 aprile 1884, in una riunione che si tiene nella sala del Consorzio dei Partecipanti di Budrio, è proposta la creazione di una associazione di braccianti e giornalieri a salario.
L’idea è di Giuseppe Gabusi, un anziano bracciante di San Pietro Capofiume, raccolta dal presidente della locale Società di Mutuo Soccorso Giuseppe Rivani.
L’1° gennaio 1885 è creata ufficialmente l’Associazione fra gli operai braccianti del mandamento di Budrio e Molinella, la prima cooperativa di questo tipo nella provincia di Bologna e una delle prime in Italia.
A differenza di quella analoga di Ravenna, ammette anche soci azionisti non lavoratori. All'atto della costituzione risultano iscritti 931 operai e 170 di altre categorie.
Il sodalizio si propone di "assumere per conto proprio lavori pubblici e privati", concorrendo con fondi sociali agli appalti statali e di altri enti pubblici per “lavori di terra”, distribuendo poi equamente i lavori acquisiti.
Eliminando ogni mediazione, vuole favorire un maggiore guadagno per i braccianti. Vuole, inoltre, promuovere il loro benessere, studiando tutte le forme possibili di miglioramento delle condizioni di lavoro.
Tra le prime commesse ottenute vi sono il piano stradale ferroviario tra Castenaso e Molinella della linea Bologna-Portomaggiore gestita dalla Società Veneta e importanti lavori di arginatura del fiume Idice tra le chiaviche del Cavedone e di Vedrana.
Dal 1886 assumerà lavori pubblici per 150.000 lire e alla fine del 1887 avrà un patrimonio di 43.205 lire.
L'Associazione Mandamentale di Budrio funzionerà fino al 1960. Nel 1977 si fonderà con la Cooperativa Trasporti di Bologna.
In quasi tutta la pianura bolognese sorgono in questi anni società simili a quella di Budrio: ad esempio la Società cooperativa dei braccianti di Imola, l'Associazione cooperativa tra i braccianti di Galliera, la Società cooperativa tra i braccianti di San Giovanni in Persiceto.
Nasceranno inoltre: la Società cooperativa fra i braccianti e arti affini in Sesto Imolese, l'Associazione fra i braccianti di Minerbio, la Società cooperativa fra operai e braccianti di Castel d'Argile.
- sistemano canali presso le risaie della zona - Anni Cinquanta - Fonte: Mostra Fedora Servetti Donati - Budrio - 2024
- Luigi Arbizzani, Sguardi sull'ultimo secolo. Bologna e la sua provincia, 1859-1961, Bologna, Galileo, 1961, p. 62
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- Molinella e Massarenti nel quadro delle lotte sociali in Italia. Alle radici del socialismo e della democrazia. Una rivoluzione concreta partito-sindacato-cooperative-comune, a cura di Natale Guido Frabboni, Bologna, AGCI, Federazione di Bologna, 1980, p. 9
- Francesco Pesci, Associazione fra gli operai braccianti del mandamento di Budrio. Monografia, Bologna, Soc. tip. già Compositori, 1888
- Fedora Servetti Donati, È Budrio un buon castel del Bolognese. Breve guida al centro storico di Budrio, Bologna, Compositori, 2002, p. 28
- Il sindacato nel Bolognese. Le camere del lavoro di Bologna dal 1893 al 1960, a cura del Centro documentazione-archivio storico della Camera del lavoro territoriale di Bologna, Roma, Ediesse, 1988, p. 113 (data cit.: 9 dicembre 1884)