Il cardinale Parocchi nominato Arcivescovo
“Destinato alla diocesi di Bologna dal defunto pontefice per rinvigorire il clero bolognese e al tempo stesso infondere vita sugli interessi politici della Santa Sede depressi e negletti nelle Romagne per la senile debolezza e pel carattere mite del suo predecessore” (”La Patria”, 21 aprile 1880)
Il 18 marzo è nominato arcivescovo di Bologna mons. Lucido Maria Parocchi (1833-1903), già vescovo a Pavia e fondatore de “La Scuola Cattolica”.
E’ considerato persona da sempre “ostilissima all’Italia”. Per i liberali la sua nomina è dovuta “alle insistenze del partito nero più irreconciliabile e dei gesuiti”.
In giugno successivo diventa cardinale, a soli 44 anni. Come i suoi due predecessori non ottiene il regio exequatur e sarà costretto a risiedere in Seminario.
Si farà terziario domenicano per godere della protezione del patrono della città nella difesa del Credo cattolico. Sarà anche Segretario dell'Inquisizione.
Reggerà la carica arcivescovile fino al 24 giugno 1882, per divenire poi Vicario generale del Papa per la Diocesi di Roma, dove morirà il 15 gennaio 1903.
- Fonte: Araldica Vaticana, Public domain, via Wikimedia Commons
- Luciano Gherardi, Il sole sugli argini. Testimonianza evangelica di S. Clelia Barbieri, 1847-1870, e storia di famiglia delle Minime dell'Addolorata, Bologna, Il mulino, 1989, p. 169
- Marco Poli, Il Conte ladro e altre storie bolognesi, Bologna, Costa, 1998, p. 242
- Giampaolo Venturi, Episcopato, cattolici e comune a Bologna, 1870-1904, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1976, pp. 108-110, 113