Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

14 aprile 1868

Sciopero contro la tassa di ricchezza mobile

Scoppia a Bologna uno sciopero generale degli esercenti e dei lavoratori contro l'esosa tassa di ricchezza mobile. E' il primo di questo tipo e di questa portata in città.

Il 14 aprile la maggioranza dei negozi resta chiusa. Gli operai e i muratori scendono in piazza. Il mercato rimane deserto. Le azioni di protesta sono organizzate dalla Società Operaia e dalla Società Democratica.

Testimoni raccontano che i dimostranti rompono a sassate i vetri del palazzo comunale e del caffè degli Stelloni.

Nella notte vengono arrestati  Paolo Bentivoglio, presidente della Società dei Compositori e Tipografi, assieme a Ermete Bordoni e Francesco Pais redattori del giornale democratico “L'Amico del Popolo”.

Il giorno successivo il tumulto continua: si grida contro Minghetti e si inneggia a Garibaldi e Mazzini. Le scuole rimangono chiuse.

Alla sera Ceneri adunò il popolo che veniva a dire se volevano la rivoluzione e repubblica, il popolo disse di sì e voleva farla subito. Ceneri disse di no che la rivoluzione avea a farsi più tardi se non calavano l tasse.

La polizia compie diversi arresti, tra i quali quello del prof. Quirico Filopanti e dell'avv. Giuseppe Ceneri.

Viene anche sequestrato il quotidiano "L'Indipendente" e arrestato il suo direttore, Ferdinando Berti. In via dell'Archiginnasio la cavalleria carica i dimostranti, considerati nemici della nazione e del Governo. Le truppe si acquartierano poi in piazza Maggiore e soffocano ogni protesta.

Il 15 aprile i manifestanti impediscono ancora la riapertura dei negozi: rivendite improvvisate di pane e carne sono promosse dal Comune e dall’esercito.

Il 16 aprile un decreto del Governo scioglie le tre società democratiche bolognesi: la Società Operaia, la Società dei Tipografi e l’Unione Democratica. Il Prefetto si incarica di chiuderne le sedi e sequestrarne i beni.

Secondo il giornale moderato "Il Monitore", Bologna è al centro di "una vasta cospirazione che potrebbesi dire europea, tendente a sommuovere ovunque le classi lavoratrici".

Il deputato Oreste Regnoli (1816-1896), insegnante all'Università di Bologna, fa un'interpellanza alla Camera sui fatti accaduti. Il ministro dell'Interno risponde facendo "caldi" elogi del Prefetto e delle truppe impegnate.

Dello sciopero bolognese si interessano anche Marx e Engels. Quest'ultimo commenta da Manchester il 17 aprile: "Le cose operaie vanno splendidamente. Prima il Belgio, poi Ginevra, ora Bologna".

L'aprile 1868 segna l'inizio di una serie di battaglie sociali che porteranno alla costituzione di una prima organizzazione socialista - quella del Fascio Operaio - influenzata dalle idee di Bakunin (De Micheli).

Bibliografia
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  • La società attraente. Cooperazione e cultura nell'Emilia Romagna, Bologna, dicembre 1976-gennaio 1977, a cura di Franco Solmi, Bologna, Grafis, 1976, pp. 144, 146, 149-150
  • Torri e castelli. Bologna e la sua provincia. Storia, dizionario biografico, opere d'arte, notizie d'oggi, 2. ed. ampliata a cura di Luigi Arbizzani e Pietro Mondini, Bologna, Editrice Galileo, 1966, p. 36
  • Marco Veglia, Dal mito alla storia. L'Università di Bologna dal 1860 al 1911, in: ... E finalmente potremo dirci italiani. Bologna e le estinte Legazioni tra cultura e politica nazionale 1859-1911, a cura di Claudia Collina, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Editrice Compositori - Istituto per i Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, 2011, p. 172
contenuto inserito il 5 lug 2021 — ultimo aggiornamento il 19 gen 2022