Esperimenti di aratura a vapore
Nell’estate del 1863 a Crevalcore, nella Tenuta Palata dei principi Torlonia, subentrati ai Pepoli nel 1857, è compiuto il primo esperimento di aratura a vapore di un terreno destinato a risaia, secondo il metodo funicolare con locomobile dei fratelli Howard di Bedford.
La prova non dà buoni risultati e la tecnica verrà a lungo poco utilizzata nella provincia di Bologna. Una certa diffusione si avrà soprattutto nelle risaie delle grandi proprietà.
Nelle annate agricole 1876-1877 anche Quirico Filopanti compierà esperimenti di aratura meccanica a vapore nella campagna di Budrio e Mezzolara.
La locomotiva verrà collegata con una cinghia di trasmissione a un ingranaggio da lui inventato, che darà movimento all’aratro.
Secondo la testimonianza resa molti anni dopo da Augusto Majani: “il meccanismo era stato costruito tutto in legno, e per questo funzionava un poco a rilento: l’inventore non aveva potuto costruirlo in metallo, perché troppo costoso”.
I campagnoli esprimeranno nel dialetto locale le loro perplessità: “Al professour Filopanti l’è brev, mo que l’a tort: sanza coran, an s’era tera” (In questo caso il professore ha torto: la terra non si ara senza “corna”, ovvero senza buoi).
Negli anni successivi, durante la raccolta del grano, le locomobili a vapore azioneranno soprattutto le trebbiatrici.
Nei primi anni del ‘900 nella provincia bolognese l’interesse per la meccanizzazione agricola crescerà notevolmente.
- Museo della macchina a vapore "Franco Risi" - San Giovanni in Persiceto (BO)
- Crevalcore (BO)
- Crevalcore (BO)
- Palata Pepoli - Crevalcore (BO)
- all’opera nella campagna bolognese - Fonte: Mostra "Fedora Servetti Donati" - Budrio - 2024
- Archeologia industriale in Emilia Romagna Marche, a cura di Giorgio Pedrocco e Pier Paolo D'Attorre, s. l., CoBaPo, 1991, p. [138]
- Bassa bolognese: il riso...e le lacrime, annotazioni raccolte da Oriano Tassinari Clo, Bologna, Associazione Genitori Porta Lame, 1984, pp. 14-15