Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

20 novembre 1859

Manifestazioni per Garibaldi "padron vero" delle Romagne

Il Generale Garibaldi è dall'agosto in Romagna. Comanda la Legione toscana ed è Vice Comandante delle truppe della Lega dell'Italia centrale.

Il suo fascino presso il popolo romagnolo è grande. Tra settembre e ottobre attraversa il territorio in lungo e in largo, suscitando in ogni paese un entusiasmo indescrivibile. Egli appare, come afferma Gaspare Finali, segretario del Governatore Cipriani, “il padron vero della situazione delle Romagne”.

Il Partito d'Azione vorrebbe un suo ingresso manu militari nelle Marche e nell'Umbria, per dare un carattere più popolare all'espansione dinastica dei Savoia.

Anche il Comandante della Lega Fanti e il Governatore Farini sono inclini a un'iniziativa verso sud, ma solo in risposta a eventuali attacchi dei soldati pontifici.

Il governo non ha il favore popolare: molti, a Bologna e altrove, vedrebbero Garibaldi “dittatore in Romagna”.

Il Generale è impaziente a muovere oltre il confine. Raccoglie volontari e da Rimini chiede armi al ministero della Guerra. Ricasoli, Cavour e le diplomazie della Francia e dell'Inghilterra si muovono per fermarlo.

L'11 novembre Garibaldi telegrafa a Farini annunciando che le Marche sono insorte e che si mette in marcia. L'intervento di Napoleone III e l'ordine reale del 12 novembre non sembrano fermarlo.

Appoggiato dai mazziniani e dai ceti popolari, l'eroe dei due mondi chiede a Farini il comando supremo dell'esercito entro 24 ore, ricevendo un netto rifiuto. Il Governatore afferma di rispettare i patrioti, ma di non voler cedere ai faziosi.

Garibaldi è costretto a fermarsi e il 15 novembre è a Torino a colloquio con il Re. In seguito lascia l'armata. Benché consigli i suoi seguaci a rimanere, con lui se ne vanno Bixio, Benedetto Cairoli e altri ufficiali meno noti, assieme a un migliaio di militi.

Con la sua partenza si arresta l'affluenza dei volontari nell'esercito della Lega e “quelli che vi si trovano arruolati per diciotto mesi ci sono di mala voglia”.

Il 20 novembre Bologna vive un momento di scontro intenso e di passione nazionale. Gruppi di popolani manifestano davanti al palazzo del Governo, gridando “Viva Garibaldi”. Vengono dispersi dalla forza pubblica e alcuni più scalmanati vengono arrestati.

Non si tratta solo di una dimostrazione di pochi straccioni, di “più vile feccia”, come sostiene la stampa locale, ma di un ampio movimento popolare.

La manifestazione - una gran folla in piazza con le bandiere tricolori - non si trasforma in tumulto solo grazie alla discrezione e alla capacità di controllo dei carabinieri, dei soldati toscani e dei militi della Guardia Nazionale.

La lapide ricorda la presenza di Garibaldi a Lugo (RA) nel settebre 1859
La lapide ricorda la presenza di Garibaldi a Lugo (RA) nel settebre 1859
Busto di G. Garibaldi a Cesena (FC)
Busto di G. Garibaldi a Cesena (FC)
Monumento a Garibaldi - Cervia (RA) - Palazzo comunale
Monumento a Garibaldi - Cervia (RA) - Palazzo comunale
Bibliografia
  • Lilla Lipparini, Il convegno di Pratolino, in: Il 1859-'60 a Bologna, Bologna, Calderini, 1961, p. 250

  • Giovanni Maioli, Garibaldi "padron vero delle Romagne", in: Il 1859-'60 a Bologna, cit., pp. 259-275
  • Giovanni Maioli, Moderati e partito d'azione nel 1860 a Bologna e nelle Romagne, in: Il 1859-'60 a Bologna, cit., 1961, p. 334
  • Marco Poli, Cose d'altri tempi 4. Frammenti di storia bolognese, Argelato, Minerva, 2015, pp. 91-92
  • Giancarlo Roversi, Viaggiatori stranieri a Bologna. Impressioni d'Autore dal '500 al '900, Bologna, L'inchiostroblu, 1994, p. 170
  • Piero Zama, Luigi Carlo Farini anche governatore delle Romagne, in: Il 1859-'60 a Bologna, cit., p. 301
  • Renato Zangheri, Bologna, Roma-Bari, Laterza, 1986, pp. 13-17

I giorni del lavoro - Cronologia - 1840-1859


contenuto inserito il 21 nov 2021