Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

19 agosto 1859

La Congregazione di Carità

Il Governatore delle Romagne Leonetto Cipriani stabilisce che i beni di ospedali, luoghi pii, orfanotrofi, lasciti siano amministrati gratuitamente da una Congregazione di Carità, istituita in ogni comune e formata da “probi cittadini”. Ne fanno parte anche il Vescovo, l'Intendente e il Capo del Municipio.

La Congregazione potrà effettivamente costituirsi nel giugno 1860, sotto il Regno del Piemonte. Inizialmente controllerà solo quattro istituti: il Cumulo della Misericordia, l'Opera degli Agonizzanti, l'Opera della Carità e il patrimonio gesuitico. Non saranno compresi gli Ospedali, passati sotto un'unica amministrazione.

Il compito dato da Cipriani di entrare in possesso “di tutti i beni spettanti ai luoghi Pii" rimarrà a lungo una chimera. Il 23 marzo 1879 la Congregazione si vedrà assegnare 243 fondi e lasciti parrocchiali.

La legge Crispi del 17 luglio 1890 trasformerà le Opere Pie in Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB), dando loro la figura giuridica di enti pubblici, con competenze in materia assistenziale per conto dello Stato.

Nel 1937 la Congregazione di Carità sarà trasformata in Ente Comunale di Assistenza (ECA).

Bibliografia

Paolo Bolognesi, Dalla Rivoluzione francese al governo delle Romagne, Ferrara, Edisai, 2009, manifesto n. 41


Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, a cura di Aldo Berselli, Bologna, Zanichelli, 1960-1962, vol. 2., p. 497


La città della carità. Guida alle istituzioni assistenziali di Bologna dal XII al XX secolo, a cura di M. Carboni, M. Fornasari, M. Poli, Bologna, Costa, 1999, pp. 136-137


Andrea Farnè, Le opere pie a Bologna. Ruolo e storia della Compagnia de' Poveri Vergognosi, Bologna, Le coq, 1989, pp. 97, 100-101


Renato Eugenio Righi, La trasformazione delle istituzioni di beneficenza alla caduta del governo temporale della Chiesa a Bologna, in: Il 1859-'60 a Bologna, Bologna, Calderini, 1961, pp. 419, 424-426



contenuto inserito il 25 nov 2021