Il Governo delle Romagne riordina l'Università
Con la legge 30 settembre 1859 il Governo Provvisorio delle Romagne riordina l'Università di Bologna. Sono stabilite cinque facoltà: teologia, filosofia e filologia, giurisprudenza, matematica, medicina e chirurgia.
La nomina dei professori è delegata al Governatore su proposta del Ministro dell'Istruzione. Vengono create alcune cattedre, quali diplomazia e paleografia, storia e filosofia del diritto, diritto commerciale, architettura teorico-classica.
Gli stipendi dei professori variano tra le 1.000 e le 4.000 lire annue. Gli studenti che ottengono l'ammissione pagano una retta di 100 lire.
Il delegato dott. Palagi convoca i professori in rettorato per il 7 ottobre. I sei docenti di teologia non si presentano - l’iscrizione al ruolo ha per loro il significato di accettazione del nuovo ordine politico - e la Facoltà Teologica viene soppressa. Il 2 novembre l’insegnamento della Teologia è rimesso al Vescovo.
Nel 1859 si succederanno tre rettori: oltre a Palagi il prof. Antonio Alessandrini, reggente dal 18 al 20 luglio, e il conte Carlo Pepoli dal 20 settembre al 19 ottobre.
- Clero e partiti a Bologna dopo l'Unità, Bologna, Sezione arti grafiche Istituto Aldini-Valeriani, 1968, pp. 5-6
- Alfredo Comandini, L'Italia nei cento anni del secolo XIX, 1801-1900, giorno per giorno illustrata, continuata da Antonio Monti, Milano, Vallardi, 1900-1942, vol. 3: 1850-1860, p. 1274
- Alfonso D'Amato O. P., I domenicani e l'Università di Bologna, Bologna, ESD, 1988, p. 658
- Gherardo Forni, L'Università di Bologna da pontificia a nazionale, in: Il 1859-'60 a Bologna, Bologna, Calderini, 1961, pp. 366-367 (ill.), 370-373