L'abbandono dei napoletani
"Non ancora cessava l'arrivo di truppe: imperocchè nel giorno 14 maggio, si videro entrare in Bologna i Napolitani, che in successivi distaccamenti di continuo giungevano, forniti di artiglieria e cavalleria, sotto gli ordini del generale Guglielmo Pepe". (C. Monari)
Una parte del corpo di spedizione napoletano, diretto in Veneto in soccorso ai pontifici del gen. Durando in difficoltà, giunge il 17 maggio a Bologna al comando di Guglielmo Pepe (1783-1855).
Il 23 maggio, accompagnati da grandi dimostrazioni popolari, il contingente lascia il capoluogo felsineo diretto a Ferrara incontro agli Austriaci.
Il generale Pepe è tuttavia richiamato in patria in seguito al colpo di stato del 15 maggio. Il 25 maggio le truppe napoletane di stanza a Ferrara si ritirano a Ravenna, allontanandosi dal confine.
A Bologna si vivono ore di grave agitazione: la gente sospetta il tradimento dei comandanti borbonici e li ammonisce. "Se restano a Bologna", dicono molti, "morte certa, infamia certissima".
Una delegazione del Circolo Felsineo è inviata da Pepe per convincerlo a a disobbedire agli ordini di re Ferdinando, a mantenere il comando delle sue truppe e a oltrepassare il Po.
E' assieme consegnato un appello alle truppe napoletane “per suscitare in loro sentimenti di lealtà e di devozione alla causa nazionale”.
L'8 giugno una piccola parte dei Napoletani, circa 7-800, appartenenti all'artiglieria e al genio - le “armi dotte” - passano finalmente il Po al comando del generale Pepe, mentre il grosso dell'esercito torna nel regno seguito dall'indignazione e dallo sconforto delle popolazioni romagnole.
Giunto a Venezia con 2.000 uomini, Pepe verrà nominato capo dell'esercito e presidente della commissione di difesa dal governo della repubblica.
Sarà protagonista della disperata resistenza della città lagunare e, dopo la sua caduta, andrà in esilio in Francia e in Piemonte fino alla morte.
- Enrico Bottrigari, Cronaca di Bologna, a cura di Aldo Berselli, Bologna, Zanichelli, 1960-1962, v. 1., pp. 349-354, 359-360
- Alfredo Comandini, L'Italia nei cento anni del secolo XIX, 1801-1900, giorno per giorno illustrata, continuata da Antonio Monti, Milano, Vallardi, 1900-1942, vol. 2: 1826-1849, p. 1467, 1474
- Cesare Monari, Storia di Bologna, divisa in libri otto, Bologna, Antonio Chierici, 1862, p. 813
- Giovanni Natali, Il Generale Guglielmo Pepe a Bologna nel 1848 e la retrocessione dell’esercito napoletano, in: "Atti della Deputazione di Storia Patria per le Provincie di Romagna", serie 4, 24 (1933-34), pp. 85-154
- Giovanni Natali, Bologna e le Legazioni nella rivoluzione del 1848, in: Il 1859-60 a Bologna, Bologna, Edizioni Calderini, 1961, pp. 44-45
- Giovanni Natali, I circoli politici bolognesi nel 1848-49, in: "Rassegna storica del Risorgimento", (1938), p. 183
- Gida Rossi, Bologna nella storia nell'arte e nel costume, Sala Bolognese, Forni, 1980, p. 608