Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

1820

Villa Spada

Dove
Via di Casaglia, 3, 40135 Bologna BO

La marchesa Beaufort, sposata con il principe romano Clemente Spada Veralli (1778-1866), acquista il Palazzo Zambeccari di Ravone, edificato alla fine del Settecento come villeggiatura suburbana fuori porta Saragozza.

Alla committenza del marchese Giacomo Zambeccari (1733-1795) si deve l'ampliamento del precedente casino di delizia e l'edificazione di un bel giardino all'italiana su più piani, ornato di statue di Giacomo De Maria (1760-1838).

Il progetto dell'architetto ticinese Giovanni Battista Martinetti (1764-1830) comprendeva un singolare corpo di fabbrica, di collegamento tra la villa e il giardino, formato da una Conserva da neve a pianta ovale al pianterreno e un camerone quadrangolare absidato ad uso di “Caffeaus”, cioè spazio per l'intrattenimento e la degustazione di caffè e cioccolato.

Nel 1820 gli Spada completano il complesso annettendo una vasta area verde che costeggia via Saragozza e sistemandola come parco romantico.

Nel 1849 Villa Spada diventerà sede del comando austriaco. Nella torre neogotica ai confini del parco sarà tenuto prigioniero, nelle ore prima della sua fucilazione, il martire risorgimentale Ugo Bassi.

Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO) - la torre prigione di Ugo Bassi
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO) - il giardino all'italiana - part.
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Villa Spada (BO)
Bibliografia
  • Giancarlo Benevolo, Dal casino al Palazzo Zambeccari di Ravone prima di Villa Spada: le perizie Rossi e Martinetti (1796-1807), in: "Strenna storica bolognese", 58 (2018), pp. 305-324
  • Umberto Beseghi, Castelli e ville bolognesi, Bologna, Tamari, 1957, pp. 225-227 (cit.: progetto di Marco Magrini)
  • Maria Luisa Boriani, Giovanni Battista Martinetti, in: "La Torre della Magione", 1 (2009), pp. [14-15]
  • Giuseppe Coccolini, L'arte muraria italiana. I costruttori gli ingegneri e gli architetti, Bologna, Re Enzo, 2002, p. 157

  • Ramona Loffredo, Dal Palazzo di Ravone a Villa Spada (1807-1973), in: "Strenna storica bolognese", 58 (2018), pp. 325-341


contenuto inserito il 27 mar 2020 — ultimo aggiornamento il 9 apr 2022