L'assedio di Ferrara
“I dragoni francesi al comando del generale polacco Grabinski, venuti da Bologna a spron battuto, menavano le pesanti sciabole, di taglio e di punta, sugli accalcati, urlavano, ferivano, pestavano vivi e morti sotto i cavalli impennati e lordi di sangue le zampe e il petto. Fu commessa senza pietà un’orribile strage di contadini, donne, vecchi e bambini”. (R. Jannucci)
L’imposizione della “boleta di macina”, o tassa sul macinato, da parte del ministro delle Finanze Giuseppe Prina inasprisce il malcontento dei contadini ferraresi. All’inizio di luglio l’ostilità contro il governo si trasforma in una vasta sollevazione.
Dopo aver occupato diversi luoghi del Polesine, gli insorti passano il Po ed entrano a Pontelagoscuro. La rivolta si estende ai paesi della provincia ferrarese: le campane a stormo suonano a Bondeno, Copparo, Comacchio, Argenta.
La mattina del 9 luglio una torma di circa seimila “insorgenti” giunge alla periferia di Ferrara. Le porte di San Benedetto, San Paolo e San Giovanni - in seguito si chiameranno Porta Po, Porta Reno e Porta Mare - vengono sprangate in tutta fretta.
I rivoltosi, male organizzati, “senza capi, armati di forche, falci e bastoni” non riescono a prendere la città.
La popolazione della città si difende "egregiamente" dallo "straordinario ammutinamento", per quanto sprovvista di armi. Il Prefetto, fidando in soccorsi dall’esterno, rifiuta ogni idea di resa.
Il 16 luglio l'assedio viene spezzato dall'arrivo di truppe francesi e patrioti accorsi da Bologna. I soldati compiono una strage di insorti e di cittadini, inseguiti e uccisi fin dentro alle case e alle chiese.
Soffocata la rivolta, il governo farà arrestare oltre seicento persone. La commissione militare ne manderà a morte 63, quasi tutti popolani. Per molti mesi, con cadenza settimanale, sulla spianata della Fortezza si avranno fucilazioni o scenderà la ghigliottina.
Altri detenuti saranno condannati a lunghe pene, mentre molti di coloro che riusciranno a sfuggire alla cattura andranno ad ingrossare nelle campagne le fila degli insorgenti.
- Ettore Allodoli, Monti, Milano, Alpes, 1929, p. 175
- Ferrara: riflessi di una rivoluzione. Itinerari nell'occasione della Mostra per il bicentenario della Rivoluzione francese, Palazzo Paradiso, 11 novembre-31 dicembre 1989, a cura di Delfina Tromboni, Ferrara, Corbo, 1989, p. 24
- Renato Jannucci, Storia di Ferrara dalle origini ad oggi, Ferrara, Libreria centrale editrice, 1958, p. 59
- Ermanno Lanzoni, Ferrara una città nella storia, redazione e schede iconografiche a cura di Anna Chiara Venturini, Ferrara, Belriguardo, 1984, p. 108
- Cesare Monari, Storia di Bologna, divisa in libri otto, Bologna, Antonio Chierici, 1862, p. 757
- Dino Pesci, Statistica del Comune di Ferrara. Con aggiunta di cenni storici intorno a Ferrara, compilata sopra documenti ufficiali, Ferrara, Taddei, 1869, p. 179
- Alessandro Roveri, Ferrara città europea. Storia politica e civile dalle origini ai giorni nostri, Ferrara, Este edition, stampa 2000