San Michele in Bosco diventa "casa di condanna". Rovinano gli affreschi dei Carracci
Il 4 aprile 1807 il convento di San Michele in Bosco passa sotto l'autorità del Prefetto e viene destinato a casa di lavoro, sia forzato che volontario. Il “delizioso luogo” rimarrà per diciassette anni “ricovero di gente perduta” (Monari).
Gli affreschi dei Carracci nel chiostro ottagonale non vengono staccati in tempo. Si interverrà solo nel 1810, dopo incertezze e lungaggini burocratiche, quando la maggior parte di essi non sarà più trasportabile.
Gli arredi in legno del coro della chiesa vengono venduti all'asta.
- Chiostro dei Carracci
- Chiostro dei Carracci - affresco sec. XVII
- Chiostro dei Carracci - affresco sec. XVII
- Chiostro dei Carracci - affresco sec. XVII
- Chiostro dei Carracci
- Chiostro dei Carracci - affresco sec. XVII
- Un tempo era parte del coro
- Daniela Camurri, L'arte perduta. Le requisizioni di opere d'arte a Bologna in età napoleonica, 1796-1815, San Giorgio di Piano, Minerva, 2003, p. 113
- Giuseppe Guidicini, Diario bolognese. Dall'anno 1796 al 1818, Bologna, Forni, 1976, vol. 3., p. 91
- Cesare Monari, Storia di Bologna, divisa in libri otto, Bologna, Antonio Chierici, 1862, p. 753