Cronologia di Bologna dal 1796 a oggi

Archivio di notizie sulla storia della città e del suo territorio dal 1796 ad oggi. Con riferimenti bibliografici, link, immagini.

20 giugno 1799

Gli insorgenti saccheggiano Castel San Pietro

Il 13 maggio a Castel San Pietro "una ciurma di ragazzi, donne e uomini" con ramoscelli di bosso sul cappello accorrono nella piazza centrale gridando "Viva Gesù, Viva l’imperatore e mojano li assassini". Viene disarmata la guardia civica, assalito il municipio, fatte suonare a martello le campane di tutte le chiese.

La situazione torna temporaneamente sotto controllo delle autorità repubblicane per l'arrivo di rinforzi da Bologna, ma il 31 maggio i ribelli ritornano ben armati "e in arnese" accompagnati da truppa tedesca.

Il 3 giugno arrivano i Francesi. Il generale Holin punta tre cannoni contro il borgo, fa arrestare i maggiorenti e li fa portare a Bologna. Gli esponenti del partito austriacante fuggono. Il 13 giugno alcuni dragoni tedeschi fatti prigionieri dai civici vergono condotti "ambiziosamente" a Bologna al campo francese.

Il 20 giugno Castello è invasa dagli Imperiali, accompagnati da gruppi di “insorgenti”. Pretendono 1.000 scudi dalla comunità e minacciano il sacco del paese. Una parte di esso si spopola. Un testimone ricorderà: "di giorno in giorno si evacuava di familie, perché si minacciava il canonamento del paese dalli tedeschi".

Il 26 giugno dalla Romagna arrivano "alquanti dragoni tedeschi", che, assieme agli insorgenti iniziano a saccheggiare “le case esterne al borgo”: l' "orrida scena" dura tre giorni. 

Vengono portati via 83 carri di "supelletili, robbe e capitali senza li comestibili e danari". Alla "furente orda" si uniscono alcuni paesani, che indicano agli occupanti "le cose e familie ove sfogare l’avidità e rabbia loro". Vengono distrutte anche le cose che non si possono trasportare: le vetrate, i serramenti, i metalli.

Dopo il paese è invasa la campagna circostante. I casini e le case coloniche vengono assalite e svuotate di tutto, anche dei bovini e dei cavalli.

Il 3 luglio, al ritorno a Castello ormai in mano agli Imperiali, il Cavazza, uno dei maggiorenti trascinati alcuni giorni prima a Bologna, testimonierà di un paese "spogliato di persone, di robbe", in cui si respira "lutto ed orrore"

Parlerà di un luogo disastrato, spopolato, impoverito, ma soprattutto profondamente diviso, lacerato da una rottura destinata ad approfondirsi nei mesi seguenti.

Approfondimenti
  • Francesco Leopoldo Bertoldi, Le cronache di Argenta 1796-1799, a cura di Roberto Balzani, Bologna, Analisi, 1993, pp. 97 sgg.
  • Luigi Bortolotti, I comuni della provincia di Bologna nella storia e nell'arte, Bologna, Tip. S. Francesco, 1964, p. 127
  • Ercole Ottavio Cavazza, Raccolto di memorie istoriche di Castel San Pietro. Volume sesto: dall'anno 1797 all'anno 1801, trascrizione a cura di Eolo Zuppiroli, Castel San Pietro Terme, Terra Storia Memoria, 2020
  • Iacopo Nicolò Filippini, Memorie quotidiane degli anni 1797-1801, a cura di Andrea Ferri, Imola, La mandragora, 2002, p. 235
  • Virgilio Ilari, Piero Crociani, Ciro Paoletti, Storia militare dell'Italia giacobina. Dall'armistizio di Cherasco alla pace di Amiens, 1796-1802, Roma, Ufficio storico SME, 2001, vol. 2: La guerra peninsulare, p. 954
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