Le quattro Croci messe in San Petronio
Il 25 settembre vengono rimosse le quattro croci che da centinaia di anni identificano un simbolico confine spirituale della città.
Secondo la tradizione furono poste da Sant’Ambrogio - o forse da San Petronio - ai quattro angoli delle mura cittadine, tra il IV e il V secolo d.C.
Collocate dapprima all’aperto, vennero in seguito sistemate in piccole cappelle, in cui un tempo si celebrava ogni giorno la messa e dove “a stento ci si capiva” (Guidicini).
Queste costruzioni, giudicate un ingombro alla viabilità dai nuovi governanti, saranno demolite. Le reliquie trovate sotto di esse verranno portate all’eremo di Tizzano.
Le venerate croci troveranno, invece, sistemazione nelle navate laterali della basilica di San Petronio, appoggiate ai contropilastri delle cappelle.
Quelle di Porta Castellana e di Porta Procula saranno collocate sul lato destro della chiesa, quelle di Porta Ravegnana e dei Casali (o di via Castiglione) sul lato sinistro.
Dal medioevo nel centro cittadino erano presenti anche altre Croci Viarie, utilizzate per segnalare chiese, conventi, ma anche incroci, mercati o confini territoriali. La maggior parte di esse sono state nel tempo abbattute o ricollocate all’interno degli edifici.
- Basilica di San Petronio (BO)
- Basilica di San Petronio (BO)
- Basilica di San Petronio (BO)
- Basilica di San Petronio (BO)
- Basilica di San Petronio (BO)
- Basilica di San Petronio (BO)
- Museo civico medievale (BO)
- sec. XII-XIII - Anticamente in strada con una edicola dedicata ai SS. Ermete, Aggeo e Caio - Chiesa dei SS. Vitale e Agricola (BO) - Cappella di Santa Maria degli Angeli
- Atlante storico delle città italiane, diretto da Francesca Bocchi e da Enrico Guidoni, Emilia-Romagna, vol. 2., Bologna, tomo 4., Dall'età dei lumi agli anni Trenta, (secoli XVIII-XX), a cura di Giovanni Greco, Alberto Preti, Fiorenza Tarozzi, Bologna, Grafis, 1998, p. 28
- Luigi Bortolotti, Bologna dentro le mura. Nella storia e nell'arte, Bologna, La grafica emiliana, 1977, p. 25
- Tommaso de' Buoi, Diario delle cose principali accadute nella città di Bologna dall'anno 1796 fino all'anno 1821, a cura di Silvia Benati, Mirtide Gavelli e Fiorenza Tarozzi, Bologna, Bononia University Press, 2005, p. 83
- Marcello Fini, Bologna sacra. Tutte le chiese in due millenni di storia, Bologna, Pendragon, 2007, p. 10
- Giuseppe Guidicini, Cose notabili della città di Bologna, ossia Storia cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, Bologna, Tipografia delle Scienze di G. Vitali, vol. 2., 1869, p. 379
- Giuseppe Guidicini, Diario bolognese. Dall'anno 1796 al 1818, Bologna, Forni, 197, pp. 141-142
- Alberto Menarini, Athos Vianelli, Bologna per la strada. Leggende e curiosità, Bologna, Tamari, 1973, pp. 20-21
- Cesare Monari, Storia di Bologna, divisa in libri otto, Bologna, Antonio Chierici, 1862, pp. 748-750
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Pasticcio alla bolognese. Storie, storielle, fatti, fattacci, episodi, racconti, filastrocche, poesie, zirudelle, narcisate, cronache, discorsi e bazzecole, raccolti e disordinatamente raccontati da Gino Calari, Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, 2004, p. 223
- Marco Poli, Accadde a Bologna. La città nelle sue date, Bologna, Costa, 2005, p. 179