bologna online
Risorse digitali dedicate alla documentazione della storia, della cultura, della società e delle istituzioni di Bologna e provincia con particolare attenzione all’800-900.
Dalla Cronologia
Accadde oggi, 21 luglio.

Un nubifragio di rara violenza
Il nubifragio del 21 luglio provoca lo straripamento dei torrenti e dei canali cittadini, dal Ravone all'Aposa. Si registrano numerosi i danni e centinaia di case e di ville vengono allagate. Una persona rimane vittima della tempesta.
Anche le tombe della Certosa finiscono sott'acqua per l'esondazione del rio Meloncello. A seguito di questo evento, l'Aposa verrà tombato anche nel tratto fuori porta fino a Roncrio.

Il Luglio musicale all'arena del Baraccano
Il Luglio musicale, rassegna di musica lirica che si tiene a prezzi popolari nel Teatro dei Settemila, davanti alla chiesa del Baraccano, prevede il 21 luglio la partecipazione del grande tenore Beniamino Gigli (1890-1957), che canta nella Forza del destino di Giuseppe Verdi. Una fila interminabile si forma all'ingresso dell'arena in viale Gozzadini.
L'iniziativa degli spettacoli lirici all'aperto avrà grande successo anche negli anni successivi. Nel 1939 si terranno, nell'ordine, Aida, Bohème, Rigoletto e Lohengrin. Nel 1941 la rassegna si svolgerà allo Sferisterio.

Il parco di Villa Ghigi
La tenuta del prof. Alessandro Ghigi (1875-1970), eminente naturalista e zoologo, a lungo rettore dell'Università, diviene parco pubblico per volontà della famiglia.
Posto sulle colline fuori porta San Mamolo, il parco può vantare un ricco patrimonio botanico e una caratteristica commistione di aree naturali e aree coltivate.
Nella sua villa, un tempo appartenuta al cardinale Cavalca, il professore si dedicava in modo particolare all'allevamento di colombi e uccelli esotici. Essa divenne così "un centro mondiale di studi d'avicultura, per l'importanza delle ricerche e i loro risultati" (Beseghi). Rimangono, come ricordo di questa attività, alcune voliere.
Nel 1980 nel parco sarà istituito il Centro Villa Ghigi, promosso da Delfino Insolera (1920-1987) e dedicato ad attività scientifiche, didattiche e di tutela sulla natura.

Pino Dordoni in trionfo dopo l'oro di Helsinki
Giuseppe (Pino) Dordoni (1926-1998), atleta piacentino in forza alla Virtus, già campione europeo nel 1950 a Bruxelles, vince la medaglia d'oro nei 50 km di marcia all'Olimpiade di Helsinki.
Sotto una pioggia battente domina gli avversari, distanziandoli nella seconda parte della gara e stabilendo il primato mondiale sulla distanza (4h, 28', 7'') .
Bologna gli decreta al ritorno onori trionfali: la gente lo acclama mentre sfila su una macchina scoperta nelle vie centrali della città.
Dordoni difenderà i colori azzurri nella marcia fino alle Olimpiadi di Roma del 1960. Farà dello stile il suo cavallo di battaglia, ripetendo spesso: "Innanzitutto ci vuole stile, perché la tecnica si può anche imparare".

Il Dalai Lama in visita in città
Tenzin Gyatso (1935- ), XIV Dalai Lama, massimo riferimento spirituale della fede buddhista e del popolo tibetano, incontra le autorità di Bologna e della provincia e tiene una conferenza sui diritti umani nell'aula magna dell'Università di Santa Lucia.
Dopo l'invasione e la colonizzazione del Tibet da parte della Cina egli è “un sovrano senza terra”, costretto all'esilio.
Nel maggio 1990 L'Alma Mater, su iniziativa del Centro Interdipartimentale di Ricerca “Università per la Pace”, gli ha conferito la laurea honoris causa in Pedagogia.
Il 22 settembre 2008 il Consiglio comunale lo nominerà cittadino onorario di Bologna.

I poliambulatori di quartiere
Attraverso i poliambulatori di quartiere, promossi dall'assessore all'Igiene e Sanità Eustachio Loperfido (1932-2008), il Comune intende realizzare programmi di tutela della salute, destinati soprattutto ad alcune fasce di cittadini più deboli: le donne, i bambini fino a 13 anni, gli anziani.
Si tratta di servizi basati sulla prevenzione, una prospettiva estranea al sistema sanitario delle mutue. I poliambulatori sono anche centri di iniziativa sanitaria: vogliono promuovere un modo nuovo di fare medicina, occupandosi di salute non solo a livello individuale, ma soprattutto collettivo.
All'inizio del 1973 gli ambulatori in funzione sono quelli dei quartieri Barca e Saffi, ma entro la fine dell'anno saranno 10 e l'anno successivo copriranno l'intero territorio comunale.

La galleria di "Cronache"
Un gruppo di giovani pittori e scultori bolognesi, esponenti della generazione “di mezzo” - Pompilio Mandelli, Carlo Corsi, Luciano Minguzzi, Ilario Rossi, Aldo Borgonzoni - inaugurano, presso la sede del Partito Liberale di piazza Mercanzia, uno spazio dedicato all'arte contemporanea.
Si chiama galleria di “Cronache” ed è collegata all'omonimo settimanale di attualità diretto da Enzo Biagi. La sua attività è sostenuta da alcuni critici “militanti”: Francesco Arcangeli, Nino Bertocchi, Corrado Corazza, Lamberto Priori.
Oltre che esposizioni dei soci fondatori, la galleria ospiterà rassegne di Mino Maccari, Massimo Campigli, Mario Mafai e importanti collettive nazionali e internazionali.
Gli organizzatori appaiono vicini a quel clima di "realismo espressionista", che caratterizza il movimento milanese di "Corrente". Il linguaggio è quello postcubista, che domina nei gruppi di avanguadia italiani ed europei del periodo.

L'officina di ferri battuti di Sante Mingazzi
In occasione della Decennale eucaristica della parrocchia di San Giovanni in Monte, Sante Mingazzi (1867-1922), artista del ferro battuto, confeziona una elaborata insegna per la sua officina, aperta da alcuni anni in via Santo Stefano n. 28.
Allievo di Giorgio Pasolini a Ravenna, sua città natale, e di Maccaferri a Bologna, Mingazzi si è orientato fin dall'inizio della sua attività verso moduli espressivi floreali, affiancando il gusto per lo stile art nouveau a una rigorosa osservazione della natura.
I suoi lavori si distinguono “per un'abilità esecutiva che riesce a dare a un materiale particolarmente rigido una sorprendente eleganza e mobilità”. Sono testimonianza di una scuola di gusto raffinato, che predilige la forgiatura a freddo alla fucina.
Nella prima parte della carriera la produzione di Mingazzi si inserisce pienamente nell'alveo del liberty bolognese, influenzato dalle idee di Alfonso Rubbiani e degli artisti di Aemilia Ars, con i quali partecipa all'Esposizione di arti decorative e industriali di Torino del 1902.
Col tempo dimostra di poter “creare in proprio, senza bisogno di servirsi di disegni altrui, i progetti per le proprie opere”.
La sua mano si osserva in numerosi manufatti in ferro battuto presenti nel centro di Bologna e nel cimitero della Certosa: orologi, insegne, lampade, ghirlande.
Tra le sue opere migliori vi sono: la grande lampada votiva per la cappella della Pace in San Francesco e gli elementi decorativi per i villini dell'arch. Sironi costruiti tra via Saragozza e via S. Isaia tra il 1905 e il 1910.
Inoltre il lampadario della profumeria Goselli in Palazzo Ronzani (1915), i lampadari e gli arredi del café-chantant Eden Kursaal, la pensilina della pasticceria Rovinazzi (poi Zanarini) in via d'Azeglio.

Giacomo Bulgarelli
Giacomo Bulgarelli è, assieme ad Angelo Schiavio, il più grande e amato giocatore della storia del Bologna FC.
Nacque nel 1940 a Portonovo, località nei pressi di Medicina, nella bassa bolognese.
Notato per caso mentre giocava con gli amici nel cortile di casa, venne segnalato a Gyula Lelovich, tecnico delle giovanili del Bologna.

Arpad Weisz
Arpad Weisz nacque in Ungheria nel 1896 da famiglia ebraica.
Dall’età di 15 anni iniziò a praticare il calcio nel Torekves. Due anni dopo esordì in prima squadra.
Durante la grande guerra si arruolò come volontario nell’esercito austro-ungarico e fu catturato dagli italiani sul Monte Mrzli, nel corso della quarta battaglia dell'Isonzo.

Prati di Caprara
- @ via Prati di Caprara
La vasta area nella periferia occidentale fuori Porta San Felice, dal XVI secolo di proprietà della famiglia senatoria dei Caprara, all'inizio dell'800 divenne Piazza d'Armi.

Angelo Schiavio
Angelo Schiavio è stata una bandiera del Bologna calcio nel periodo tra le due guerre mondiali, giocando per sedici stagioni in serie A solo con la maglia rossoblu.
Esordì nel 1923 contro la Juventus non avendo ancora compiuto diciotto anni e mostrò ben presto le sue qualità: palleggio sicuro, scatto fulminante, capacità di saltare gli avversari con facilità e soprattutto grande fiuto del goal.

Villa Bertagni
- @ Bertagni
La casa venne progettata dagli architetti Giorgio Ramponi e Vittorio Stanzani su commissione della stessa famiglia Bertagni, nel 1937. Nell'opera i progettisti intesero sperimentare il "codice razionalista" con particolare attenzione al linguaggio espressivo del Weissenhof di Stoccarda.

Palazzo Ariosti
- @ Ariosti
La pregevole facciata, iniziata nel 1730 da Carlo Francesco Dotti, venne compiuta nel 1775.

Parco dei Pini
- @ Parco dei Pini
L’area era nota fino a pochi anni fa come parco Triumvirato, dal nome della via su cui si apre uno degli ingressi (la strada ricorda il convegno dei triumviri del 43 a.C., che ebbe luogo in un’isoletta del Reno nelle vicinanze di Bologna). Il terreno, compreso all’interno di una vasta acquisizione pubblica del 1919, in seguito accolse impianti dell’acquedotto comunale. Tra gli anni ‘60 e’70 circa 4 ettari furono scorporati dall’area di pertinenza dell’acquedotto e destinati a ospitare strutture sportive e verde pubblico. Un vialetto collega i tre ingressi del parco, completamente recintato e parzialmente chiuso dalle vicine costruzioni, e conduce a vari gruppi di panchine e giochi per i bambini, convergendo verso il piazzale del fabbricato che ospitava la piscina comunale. Il parco è caratterizzato da una densa e costante copertura arborea, che si fonde con quella dell’area dell’acquedotto, anch’essa fittamente alberata. Prevalgono frassini e bagolari, ma sono frequenti anche olmi, tigli, spini di Giuda, platani, ippocastani e gruppi di pini, cedri, cipressi.

Ex Collegio di San Luigi
- @ San Luigi
Vasto edificio ad uso di collegio e scuola dei gesuiti; iniziato a costruirsi agli inizi del Settecento venne terminato nel 1725-30, su progetto di Alfonso Torreggiani. Accanto ad esso ci sono le cosiddette Scuole Nuove che furono iniziate da Giovan Battista Piacentini nel 1717-18.

Antonietta Ferroni
“A noi viene affidata la prima educazione dei figliuoli; da noi ricevono essi le prime idee del bene e del male; le buone e le ree inclinazioni: e le prime impressioni difficilmente, o non mai si cancellano. Se le donne sono schiave, i figli non potranno nutrire che sentimenti da schiavi”.
Nasce nel 1780 a Parma, seconda di cinque figli, in una famiglia “civile, educatissima, ma non ricca”. Ancora fanciulla rimane orfana di padre e deve aiutare la madre nell'allevamento dei fratellini:
“piccola massaia, a pena potè, fu la direttrice de la casa; le cure domestiche innanzi tutto, poi a tempo avanzato, quasi come una distrazione, lo studio, occupavano le sue liete giornate”.
Nel 1798 sposa il medico Giacomo Tommasini e lo segue a Bologna, dove, dal 1815, è professore di Clinica medica all'Alma Mater.
Assieme alla figlia Adelaide Tommasini Maestri accoglie nella propria casa di via San Vitale intellettuali e letterati, quali Pietro Giordani, la scrittrice Caterina Franceschi e Giacomo Leopardi, con il quale stringe una duratura amicizia, restando con lui in contatto epistolare e sostenendolo nei momenti di sconforto e difficoltà. Scriverà un giorno il poeta:
“Io non ho bisogno di stima, nè di gloria, nè d'altre cose simili; ma ho bisogno d'amore: potete immaginare quanto conto ne faccia, e in quanto gran pregio io lo tenga, trovandolo così vivo e sincero in voi, e nella vostra famiglia”.
Per tutta la vita Antonietta si dedica con passione agli studi classici, filosofici e soprattutto pedagogici. Di grande intelligenza e autonomia di pensiero, manifesta sentimenti patriottici e idee avanzate in ambito educativo.
Nel 1829 dà alle stampe i Pensieri di argomento morale e letterario, una collezione di aforismi su vari argomenti, soprattutto temi di pubblica utilità, in cui emerge una cultura nutrita di valori liberali e di influenze illuministiche.
Si occupa qui spesso del ruolo delle donne nella società, sostenendo la loro funzione positiva in uno stato moderno. Esse devono essere alla pari degli uomini, pur con funzioni diverse.
In altre pagine discute, in uno stile colloquiale, ma mai frivolo, di filosofia e politica, difende il popolo italiano dall'accusa di indolenza, denuncia le condizioni disumane degli operai, che lavorano nelle cave di gesso sulle colline di Bologna, si rammarica dei divertimenti crudeli ai quali si abituano i ragazzi nella mezza quaresima:
“spettacoli che le riescono sommamente incresciosi poichè ella sente che la vecchiezza, in quelli derisa, deve avere a gli occhi dei giovani qualche cosa di sacro”.
Nel 1829 Antonietta ritorna nella natia Parma assieme al marito, che, insoddisfatto del clima ostile contro di lui da parte delle autorità papaline, ha accettato l'incarico di protomedico presso la corte ducale.
Nel 1835 escono le sue Considerazioni intorno all'educazione domestica, ispirate al pensiero di Locke, recensite positivamente da Michele Colombo.
Dopo aver a lungo sofferto per una grave malattia, muore il 29 gennaio 1939. La sua epigrafe funeraria è dettata da Giordani:
Dio riceva nella sua Paceil lungo patire e la continua beneficenzadi Antonietta Tommasini
Pietosissima agli altrui doloripazientissima dé suoi
Le fu massimo piacere e primaria virtùla Beneficenza
Restò amabileanche allora che parve degna di invidia
Non vanità ma util comunecercò negli studi
Nel 1891, per Regio Decreto, le viene intitolata la Scuola Normale Superiore Femminile di Parma.

Caffè dei Grigioni
- @ via Ugo Bassi, 1/2
Ti scrivo alle 8 e mezza da questo didietro del caffè Grigioni. Il caffè Grigioni, del resto, dolce amica, accolse a' suoi bei tempi Foscolo capitano cisalpino, e il Monti, aspettante migliori cose nel 1796, e il Rossini; e, paulo minora canamus, il Costa, l'Orioli, eccetera; e vide l'Orioli, archeologo, fisico, epigrafista, poeta, un pò tutto insomma, il 4 febbraio 1831, salito sur un tavolino, non so se questo da cui ti scrivo, proclamare la decadenza del potere temporale dei papi e la rivoluzione ...
(G. Carducci, Lettera a Lina, 13 aprile 1877)

Albergo Giardinetto
- @ piazza XX Settembre
Si stava, una volta, con Bino Binazzi nella stanza d'albergo dove egli alloggiava. Un patetico e miserabile alloggio all'Albergo Giardinetto. Una casupola rugginosa allora, e adesso scomparsa, presso la stazione ferroviaria ... quando nel silenzio della notte, s'udì nella tromba delle scale rimbombare una voce, un grido che infuriava invocando: "Il poeta Binazzi! Binazzi! Binazzi!". L'amico, già in ciabatte, si affacciò sulle scale deserte. Così fu l'ingresso fra di noi di Campana.
(G. Raimondi)
Palazzo comunale - Sala del Consiglio
- @ piazza Maggiore, 6
La divisione dell'insegnamento elementare in due parti è suggerita da fatti gravi che segnano la distinzione crudele fra il popolo e la borghesia. Si mette avanti il fatto che una gran parte di discenti, dopo due o tre anni di studio, abbandonano la scuola, perchè costretta dalla condizione bisognosa delle famiglie e darsi ad un mestiere ed alle fatiche del lavoro manuale. Confida però che verrà tempo in cui anche il popolo, che ora non apprezza suficientemente il vantaggio dell'istruzione, giungerà a comprenderlo, ne sentirà il bisogno, e vorrà continuare; e ciò avverrà indubbiamente, perchè la plebe deve sparire.
(G. Carducci, intervento in Consiglio comunale, 12 novembre 1869)

La montagna sacra
Lungo le vallate e sulle vette del nostro bell'Appennino, nella vasta e ubertosa pianura, attorno e fuori delle antiche mura della città, in sempre più laborioso sviluppo, sorsero attraverso i secoli i santuari, le pievi con le chiese parrocchiali dipendenti, le abbazie e i cenobi degli ordini monastici, le cappelle e gli oratori dovuti alla popolare devozione. Varie di queste sacre costruzioni, disperse fra i monti ... sono giunte fino a noi.La citazione tratta dal bel libro di Giuseppe Rivani sulle chiese e i santuari della montagna bolognese (1965, edizione ormai remota) introduce questa bibliografia, che si affianca a quella sui borghi e antiche le case di pietra.

Baracche e burattini
Chissà se a Bologna qualcuno ancora dice: "Finir int al paniran ed Cuccoli" ? Un tempo finire nel cestone di Cuccoli significava essere dimenticati oppure andare in disgrazia. Nella realtà dell'800 voleva dire essere uno dei burattini di Angelo Cuccoli (1834-1905), il più noto burattinaio di Bologna, che alla sera, dopo lo spettacolo, riponeva le sue teste di legno nel famoso paniran.

Là dove c’era l’erba …
Splendori e miserie della periferia bolognese. Una storia del secolo ventesimo.
Stretta (o adagiata?) fino al 1902 tra le sue mura, dopo il loro controverso abbattimento la città si espande in momenti successivi e con stili diversi: prima i salubri e piccolo-borghesi rioni giardino pedecollinari, subito dopo la Bolognina operaia, con i palazzoni del Risanamento e dell’Istituto Case Popolari.

Le terre dipinte
Piatti, bicchieri, zuppiere, presentatoi, vasi da farmacia, caffettiere, versatoi, lava mani, tazze da brodo, alzate, marescialle, crespine, rinfrescatoi per bottiglia e bicchiere, sottobicchieri, calamai, orinali da donna ... [ma anche] posate, sputacchiere, pomoli da zanetta, lucerne, spergoli da acqua santa, candelieri ...
(Le più belle maioliche ... a cura di L. Foschini, Torino 2011, p. 22)

Incubi di provincia
Nel volume di Bonvi uscito nella prima edizione nel 1981 dalla Mondadori, non vi è un solo protagonista delle storie raccontate che possono giustificare la presenza di questo volume in questo elenco. Il motivo per cui è legitttima, anzi necessaria la presenza di Incubi di provincia in questo contesto è la capacità di Bonvi di divenire e confondersi con i protagonisti dei racconti o meglio degli incubi.

Sergio Tisselli
Nasce a Bologna nel 1957. La sua tesi di laurea in Storia Moderna sulla Peste a Bologna è il preludio della sua futura attività artistica nel fumetto. Ne trae una sceneggiatura per una storia fumetti di 44 tavole, La costellazione del Cane.Agli inizi del 1980 collabora con la rivista “Corrier Boy Music”, dove scrive alcune storie e disegna una trentina di sceneggiature di altri autori.
Dall’incontro fatale con Magnus nasce il fumetto Giuseppe Pignata, sceneggiato dal maestro: 120 pagine pubblicate a colori sulla rivista “Nova Express” di Luigi Bernardi, con la tecnica dell’acquarello, in cui eccelle.
Tra gli anni ‘90 e 2000 lavora a progetti legati al territorio emiliano: si ricordano Il Satanone Bolognone e L’iperbolica pomata, su testi di Andrea Caroli. Illustra quindi il volume La locanda dei misteri, scritto da Maurizio Ascari e pubblicato dalla rivista “Savena Setta Sambro”.
Per lo stesso editore pubblica La storia di Bellosta che ballò col diavolo, su testi di Adriano Simoncini.
Insieme a Lucio Filippucci realizza le copertine di Martyn Mistere-l’Integrale (Hazard Edizioni). Per la stessa casa editrice pubblica l’adattamento a fumetti dell’opera di Kipling Kim romanzo indiano.
Dopo il 2003 per Lo Scarabeo di Torino disegna i Tarocchi che hanno come soggetto i Vichinghi. In seguito realizza una seconda serie sui nativi americani.
Nel 2004 realizza graficamente l’opera Occhio di Lupo, su testi del prof. Giovanni Brizzi e dedicata a Ducario, leggendario condottiero gallico a cui segue un secondo volume dal titolo Foreste di Morte (2006), ambientato sui crinali dell’Appennino.
Nel 2013 insieme agli autori Lucio Filippucci e Giovanni Romanini tiene in Sala Borsa a Bologna una mostra sul mito del West dal titolo Strisce di Frontiera. Lo stesso anno partecipa a una collettiva sul western che si tiene da ottobre a dicembre al Museo del Fumetto di Lucca, dove sono esposte sessanta tavole inedite di Renato Calegari, maestro del fumetto italiano da poco scomparso, tratte dalla storia Guerre di Frontiera, che Tisselli ha colorato direttamente sugli originali. L’opera viene pubblicata nel 2019 per la Npe.
Nel 2014 disegna una serie di tavole a tiratura limitata dal titolo Lampi sul West. Armi Storiche dell’Ovest Americano.
Nel marzo dello stesso anno realizza una mostra dedicata ai cittadini emiliano-romagnoli nel mondo dal titolo In Cerca dell’Altrove.
Per la Sergio Bonelli Editore pubblica un episodio su Color Tex, quattro superstorie di Tex sceneggiate da Pasquale Ruju.Sua è la storia Sfida alla vecchia missione.
Nel 2015 è stato insignito del Romics D’Oro 2015 e nel 2017 è stato ospite alla 44a edizione del Festival Internazionale di Angouleme, insieme ad altri autori italiani, quali Stefano Casini e Raffaele (Lele) Vianello.
Nel dicembre del 2017 insieme ai suoi amici autori Lucio Filippucci e Giovanni Romanini ripropone le sue opere nella mostra organizzata da ANAFI ed ospitata nella Piazza Coperta di Salaborsa presentata da un ricco catalogo (realizzato dalla Galleria d’arte Nemo di Torino) di lavori degli autori dal titolo: Gli Autori Bolognesi Tra Il Fumetto e il West. Nel 2018 collabora al volume curato dall’amico e sceneggiatore Gabriele Bernabei alla pubblicazione del volume La valle, omaggio al grande Magnus e all’amico artista Giovanni degli Esposti.
Pubblica sempre per l’Npe e per il mercato francese insieme a Francois Corteggiani Sul sentiero del tramonto. Sergio Tisselli ci ha lasciato improvvisamente nel sonno il 14 aprile 2020.

Riccardo Raviola
Riccardo Draw Raviola
DRAW alias Riccardo Raviola nasce a Bologna il 4 giugno 1978, nel 1997 consegueil Diploma di Maturità Artistica presso il Liceo Artistico Statale ‘’F.Arcangeli’’ diBologna. La sua passione per ‘’l’aerosol art’’comincia nel 1991 e nel periodo delLiceo ne è pienamente immerso. Al termine degli studi superiori, attraversocollaborazioni di vario genere, amplifica l’approfondimento dell’aereosol art anchein campo professionale. Nel frattempo, conoscendo da sempre amici tatuatori eavendo partecipato a numerose Tattoo Conventions e trovando affinità nel tipo didisegno, inizia ad applicarsi nell’arte del tatuaggio. Al momento è pienamentecoinvolto in entrambe le attività, collaborando anche con artisti delle varie discipline.Queste contaminiazioni stimolano la sua voglia di ricerca tra le varie attivitàartistiche e diventano una fusione di queste sue passioni e interessi che si sonoconcretizzati con lavori pubblici e privati. Tra gli eventi ha collaborato allascenografia del matrimonio di Luciano Pavarotti, progettato e disegnato la lineagrafica delle Tattoo Conventions di Bologna, ha partecipato all’allestimento nelMuseo Medievale di Bologna per la mostra antropologica’’Stigmata’’e tanto altro.Più volte si è prestato alla diffusione della cultura del writing/aereosolart in laboratorididattici per le scuole, ha tenuto varie conferenze in Sala Borsa parlando di fumetti,tatuaggi e writing; ad oggi è in esposizione un suo studio alla Galleria Mambo diBologna.Negli ultimi dieci anni si è appassionato allo studio dell’arte calligrafico pittoricacinese, vincendo un secondo premio ad una esposizione in Cina. Tramite la scuola dicalligrafia FeiMo ha partecipato all’evento esponendo una sua calligrafia al Beijing
Word Art Museum China Millenium Monument, per un messaggio di pace efratellanza tra i popoli.
per info:
drawiola@gmail.com
https://www.instagram.com/draw_raviola/

Paolo Bacilieri
Nasce a Verona il 23 febbraio 1965. Si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e fa il suo esordio nel mondo dei comics nel 1986 sulla rivista francese "A Suivre" con la storia intitolata Il tesoro degli imbala, pubblicata in seguito in Italia sulla rivista "Corto Maltese".Collabora dal 1999 alla serie Napoleone per la Sergio Bonelli Editore, mentre dal 2005 racconta le avventure del personaggio Zeno Porno sulla rivista "Mondo naif" della Kappa Edizioni.Ha pubblicato per varie case editrici italiane: tra i suoi lavori più importanti ricordiamo Barokko per la Black Velvet, Scusa, Sadik, hai visto Diabolik? per la Punto Zero e La magnifica desolazione per la Kappa edizioni. Nel 2012 ha pubblicato il graphic novel Sweet Salgari sulla vita del grande scrittore. Tra le sue pubblicazioni si segnalano: Napoleone, Rizzoli Lizard, 2010; Phonx, Black Velvet, 2011; Adios Muchachos con Matz, Rizzoli Lizard, 2012; Sweet Salgari, Coconino Press, 2012; Fun, Coconino Press, 2014. Nel 2018 ha partecipato insieme ad altri grandi disegnatori italiani al progetto "Fumetti nei Musei" in collaborazione con la casa editrice Coconino Press e il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBCAT) realizzando un racconto dedicato ai capolavori contenuti nella Pinacoteca di Brera. Sempre nel 2018 pubblica per Canicola Edizioni, Tramezzino, in grande formato. Dopo "Sweet Salgari" l'autore torna al racconto biografico nel 2019 per la Fandango-Coconino, attraverso la storia illuminata di due spiriti romantici, Ettore Modigliani e Fernanda Wiggens. Collabora con un fumetto, pubblicato nel volume storico "Noi siamo tempesta" della scrittrice Michela Murgia, 2019, Salani editore. Nel 2021 per Panini comics disegna la copertina e le pagine della storia noir di Vincenzo Filosa Bob 84 : la vendetta è la mia. Nel 2022 Oblomov edizioni pubblica l'adattamento grafico di Paolo Bacilieri del romanzo di Giorgio Scerbanenco : Venere privata. La prima indagine di Duca Lamberti.
Nel 2025 sempre per Oblomov edizioni pubblica Traditori di tutti : la seconda indagine di Duca Lamberti sempre tratto dal romanzo di Luca Scerbanenco.

Annamaria Cancellieri
Annamaria Cancellieri è nata a Roma il 22 ottobre 1943. Si è laureata in Scienze Politiche all'Università La Sapienza e dal 1972 è entrata nell'amministrazione del ministero dell'Interno.

Guido Fanti
Guido Fanti è nato a Bologna il 25 maggio 1925 da padre bolognese e madre ferrarese. Ha frequentato il liceo Galvani e poi il corso di laurea in Scienze Biologiche all'Università di Bologna.

Giuseppe Dozza
Giuseppe Dozza è nato a Bologna il 29 novembre 1901, in via Orfeo. Figlio di fornai, a 13 anni è fattorino in una agenzia di trasporti. Si iscrive al Partito Socialista Italiano e nel 1920 è segretario dei giovani socialisti. Dopo il congresso di Livorno del 1921 aderisce al Partito Comunista d'Italia: nel 1923 è segretario nazionale della Federazione giovanile comunista e nel 1928 membro del Comitato centrale.

Flavio Delbono
Flavio Delbono è nato a Sabbioneta (Mantova) nel 1959. Il padre Aldo è vigile urbano e prima fabbro e sindacalista della CISL, la madre Luigia è ricamatrice.Dopo il liceo scientifico si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio a Parma, dove si laurea nel 1982.
Altre risorse
Altri progetti e percorsi su Bologna online

Nuvole in Appennino
Può capitare che gli autori di fumetti - tipi strani, un po' matti, solitari - si ritirino a disegnare o a vivere fuori città, portando con sé solo carta e matita. Ogni tanto, però, nei loro lontani rifugi si radunano e allora son chiacchiere e bicchieri di vino.
