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Dalla Cronologia

Accadde oggi, 09 febbraio.

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9 febbraio 1905
Muore il burattinaio Angelo Cuccoli
Muore Angelo Cuccoli (1834-1905), il principe dei burattinai bolognesi. Corrado Ricci ha lasciato un bel ricordo dei suoi burattini: “Dalle pareti pendono parecchi burattini appesi dalle sottane, col capo e le braccia a penzoloni. Però quella malvagia pena è soltanto imposta ai burattini di bassa condizione; i burattini altolocati nella stima del pubblico, riposano pigiati in una cassa di legno ... Passò a mostrarmi le maschere più note nel bolognese e nelle città finitime. Erano il dottor Ballanzone, Fagiolino, Flemma, Sganapino, Tabarrino, Sandrone e altre ancora ...” La famiglia Cuccoli - prima di Angelo il padre Filippo (1806-1872), eccellente interprete del Sandrone modenese - ha deliziato i bolognesi per oltre settanta anni dalla baracca posta d'inverno sotto il Voltone del Podestà e d'estate in piazza San Francesco. “Prodighi dispensatori di petroniana giocondità”, i Cuccoli hanno portato al successo la maschera di Fagiolino, il tipico facchino o "birichino" bolognese, col berretto bianco, un neo sulla guancia e il bastone sempre in mano: un sempliciotto furbo e manesco, che sfida i potenti e trasforma tutto in burla. La maschera è stata inventata all'inizio dell'Ottocento dal Cavallazzi, che forse si è rifatto al Bertoldo di Giulio Cesare Croce. Il suo inseparabile compagno Sganapino, invece, è una creazione di Augusto Galli, allievo e continuatore dei Cuccoli. Ormai stanco e ammalato, negli ultimi anni Angelo ha formato una compagnia di burattini "in persona", cioè di burattinai che recitano all'improvviso, come gli attori della Commedia dell'Arte. Nel 1919 nel cimitero della Certosa sarà collocata una lapide in memoria dei due Cuccoli, Filippo e Angelo. L'epigrafe dettata da Oreste Trebbi menzionerà la Casa del Soldato, dove durante la grande guerra opereranno a lungo per beneficenza i loro allievi Augusto Galli e Giulio Gandolfi.
immagine di Il Teatro delle Moline
9 febbraio 1973
Il Teatro delle Moline
La compagnia Teatro Nuova Edizione (TNE) di Luigi e Alberto Gozzi fonda in uno scantinato di Palazzo Bentivoglio, a due passi dal Teatro Comunale e in piena zona universitaria, il Teatro delle Moline. Luigi Gozzi (1935-2008) firmerà quasi tutti gli spettacoli prodotti e allestiti dalla TNE, affiancato da Marinella Manicardi. Caratteristiche dell’attività della compagnia saranno la particolare attenzione al rapporto attore-testo e la vocazione sperimentale. La programmazione del teatro sarà sempre “votata alla drammaturgia più ostica, impervia e imprevedibile”. Nel 1992 la gestione passerà al Comune e nel 2006 la cooperativa TNE entrerà a far parte di Nuova Scena, divenendo, assieme all’Arena del Sole, una delle sedi del Teatro Stabile di Bologna.
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9 febbraio 1860
Progetto di Museo Civico
Luigi Frati (1815-1902), segretario della Deputazione di Storia Patria, propone la creazione di un museo, che unisca le raccolte archeologiche donate da Pelagio Palagi (1775-1860) e quelle dell'Università. Il progetto sarà pubblicato nel "Bollettino della Deputazione" del 1862. La sede più idonea appare il palazzo Galvani, ex Ospedale della Morte, che viene acquistato dal Municipio e restaurato a cura dell'ingegnere capo Coriolano Monti (1815-1880). Nel corso del 1861 è costruito l'arco di collegamento con l'Archiginnasio sopra via Foscherari, sul quale è posta questa memoria in marmo: Quest'arco su la viaa congiungereBiblioteca e Archiviofabbricato nel 1861ricorda ai Nepoticon gli antichi nomi dei due EdificiiArchiginnasio e Ospedale della morteinsegnamento di Civile grandezzadatoci dagli Aviquando posero ad abitarevicino alla sapienza la carità. Del museo si parlerà per qualche anno invano: ancora nel 1867 le collezioni Palagi saranno contenute in casse e in gran parte senza inventario.
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9 febbraio 1888
"Ehi ch'al scusa all'Esposizione"
In pieno carnevale, il giornale umoristico "Ehi! ch'al scusa" si abbellisce notevolmente e diventa "Ehi! ch'al scusa all'Esposizione". E' stampato in otto pagine, con litografie a colori firmate da Augusto Majani (Nasica, 1867-1959), che qui produce le sue prime prove come illustratore e caricaturista. Il direttore è Antonio Fiacchi (1842-1907), autore del popolare sgner Pirein. Durante le "grandi giornate" dell'Esposizione emiliana, il periodico è in grado di cogliere, "con gentile crudeltà", gli aspetti ridicoli presenti dietro l'entusiasmo e lo zelo dei bolognesi. Nelle sue pagine descrive la voglia di far bella figura dell'alta borghesia cittadina, che nasconde le magagne "dietro una mano di tinta", e la fiera delle vanità delle signore altolocate, che finalmente possono "giocare alle dame di corte" di fronte ai sovrani (Cristofori). Il giornale durerà per 23 numeri, fino al 1° dicembre 1888.
immagine di L'Arena del Gioco del Pallone riapre con una parata di campioni
25 maggio 1845
L'Arena del Gioco del Pallone riapre con una parata di campioni
Riapre la Grande Arena del Giuoco del Pallone ai giardini della Montagnola. Il 25 e il 27 maggio in programma vi sono due giocate, alle quali prendono parte grandi atleti, in pratica i “primissimi giuocatori d'Italia”. Si confrontano le squadre dei Fiorentini, con Giuseppe Raspolini detto il Moro, i Pisani, i Lombardo-Veneti e i Romagnoli, con i tre Diavoli faentini del bracciale: Angelo, Luigi e Achille Donati. Le partite hanno il gradimento del pubblico, accorso numeroso. "E ciò lo han dimostrato gli applausi che hanno riscosso i giocatori", riferirà l'articolista del periodico "Teatri Arte e Letteratura".
immagine di Due partigiani della 4a Brigata Garibaldi uccisi in via Pioppe
12 luglio 1944
Due partigiani della 4a Brigata Garibaldi uccisi in via Pioppe
Due partigiani della 4a Brigata Garibaldi “Venturoli”, Pietro Simoni (1921-1944) e Aldo Arstani (1925-1944), vengono catturati dai fascisti in via Pioppe, nei pressi dello scalo ferroviario San Donato, e sono fucilati sul posto. Il 14 luglio il “Resto del Carlino” darà notizia dell’esecuzione, giustificata per il giornale filofascista dal fatto che i due sono stati trovati in possesso di armi. 
immagine di La Guardia civica e l'esercito popolare
8 febbraio 1831
La Guardia civica e l'esercito popolare
Si costituisce il Comitato dei Tre per l'organizzazione dell'esercito, con sede nel palazzo comunale.A capo di questo organismo è posto l'ex ufficiale dell'esercito napoleonico Giuseppe (Josef) Grabinski (1771-1843), di origine polacca, da ventitre anni residente a Bologna, dove è discusso protagonista della vita mondana e grande possidente terriero, con villa e tenuta a Castello d'Argile.Ne fanno parte anche l'ispettore Emidio Gandolfi e Luigi Barbieri, detto Lafayette, ex ufficiale di Murat e capo della guarnigione pontificia. Quest'ultimo è promosso generale di brigata.L'8 febbraio il Comitato emana un proclama, con cui chiama alle armi tutti gli ex soldati "nel nome dell'onor militare, dell'amore per la Patria, della Libertà e della Gloria".Grabinski è incaricato dell'organizzazione delle truppe combattenti ed è previsto come capo supremo in caso di guerra. Barbieri si occupa dell'organizzazione dei reparti della Guardia Civica e Forense, divisi in quattro quartieri.Quello di San Giacomo è agli ordini del marchese Alessandro Guidotti, quello di San Domenico è sotto Cesare Ragani, quello dei Servi è agli ordini del marchese Paolo Borelli. Infine quello in San Francesco, nei locali attigui alla Dogana, è al comando del conte Carlo Pepoli.Emidio Gandolfi organizza le guardie nei paesi della provincia e cura la raccolta delle armi. Sono chiamati all'arruolamento nella Guardia Provinciale i cittadini dai 18 ai 50 anni.La Guardia Civica è organizzata sugli schemi dell'antica Guardia Nazionale del periodo napoleonico e si avvale come istruttori di ex ufficiali del Regno Italico indossanti le vecchie uniformi (Natali).Sono tenuti a presentarsi tutti coloro che posseggono “Fucili, Schioppi o altri oggetti d'armamento”. Devono indossare la coccarda con i colori bianco, rosso e verde.Numerosi volontari si presenteranno, per seguire “il vessillo della libertà e della gloria”, e verranno incorporati nel battaglione di regolari rimasti fedeli al nuovo regime liberale.Questo sarà a sua volta suddiviso in dodici compagnie. Il piccolo esercito delle Provincie Unite conterà presto circa 7.000 uomini.La maggiore difficoltà sarà la raccolta delle armi. Un grande carico di carabine acquistate dal governo provvisorio non sarà lasciato transitare al confine toscano. I fucili portati personalmente dai volontari saranno poco compatibili tra loro per la manutenzione e il munizionamento.La proposta del generale Grabinski di equipaggiare con picche la Guardia e riservare le armi da fuoco alle truppe di linea sarà rifiutata.
immagine di Il cardinale Spinola nuovo Legato a Bologna
15 settembre 1841
Il cardinale Spinola nuovo Legato a Bologna
Il cardinale Vincenzo Macchi (1770-1860) lascia la carica di Legato a Bologna ed è destinato alla prefettura della segnatura di giustizia.  Lo sostituisce il cardinale Ugo Pietro Spinola (1791-1858), già presidente della congregazione di revisione. Farà il suo ingresso in città il 5 novembre.
immagine di Palazzo Dall'Armi poi Marescalchi
Palazzo Dall'Armi poi Marescalchi
  • @ Dall'Armi poi Marescalchi
Costruito probabilmente da Floriano Ambrosini entro il 1613, per conto di Aurelio dall'Armi, passò poi alla famiglia Marescalchi. All'interno, al piano nobile, si conservano due camini affrescati: uno con la Vigilanza di L. Carracci e l'altro con l'Incantesimo di Medea forse di L. Sabbatini con statue di G. Tedeschi; sale con affreschi di F. Brizio, A. Tiarini, G. Reni; al piano terra, di G. Cavedoni e Valesio. Nel 1811 Ferdinando Marescalchi affidò a F. Giani la decorazione della sala da pranzo ovale, assai elegantemente ornata.
immagine di Ex Oratorio di San Filippo Neri
Ex Oratorio di San Filippo Neri
  • @ San Filippo Neri
Il portale cinquecentesco proviene, come si può leggere nell'architrave, da una casa della famiglia Hercolani. L'interno settecentesco, gravemente danneggiato dalle bombe nel 1944, fu progettato da Alfonso Torreggiani nel 1733 e decorato da statue di Angelo Gabriello Piò con ornati in stucco di Carlo Nessi ed intagli di Antonio Cartolari. Nella controfacciata è stato ricollocato nel Settecento un affresco raffigurante un Ecce Homo di Ludovico Carracci.
immagine di Palazzo Ratta
Palazzo Ratta
  • @ Ratta
Costruito nel XVI secolo. Nell'interno si trovano scale con soffitti cinquecenteschi, un sopracamino di scuola carraccesca e affreschi seicenteschi di Domenico Santi detto il Mengazzino, Giovanni Antonio Burrini, fratelli Rolli.
immagine di Ex convento di San Michele in Bosco
Ex convento di San Michele in Bosco
  • @ San Michele in Bosco
Qui si stabilirono nel 1364 gli Olivetani, cui si deve la costruzione del complesso realizzato alla metà del XV secolo. Nel 1513 si fabbricò la libreria, il refettorio, il chiostro e si ampliò il campanile. Poi su disegno di P. Fiorini si edificò il chiostro ottagonale (1602-4), ove Ludovico Carracci e i suoi allievi dipinsero celebri affreschi. Notevoli sono il monumentale corridoio, lungo 162 metri, e la biblioteca di G.G. Monti, con affreschi di D. M. Canuti e E. Haffner (1677). Nel passaggio verso la chiesa, lastra tombale con rilievo di Jacopo della Quercia (1435).
immagine di Roberto Roversi
Roberto Roversi
Nasce a Bologna nel 1923. Si laurea in filosofia. Vive e lavora per tutta la vita nel capoluogo emiliano. Svolge per molti anni l’attività di libraio antiquario, gestendo dal 1948 la Libreria Palmaverde, luogo di incontro e fucina dei giovani poeti bolognesi. Nel 1955 fonda con Francesco Leonetti e Pier Paolo Pasolini la rivista "Officina". Di essa e di "Rendiconti", pubblicata dal 1961, è anche editore. Entrambi i periodici propongono una rivisitazione dell'ideologia marxista alla luce di nuovi metodi critici. All'inizio della sua carriera poetica pubblica raccolte "intrise di lirismo": Poesie (1942), Poesie per l'amatore di stampe (1955), Ai tempi di re Gioachino (1952), Il margine bianco della città (1955). Dopo Campoformio (1962) esce presso Einaudi. Da questo momento si rifiuta di pubblicare le sue opere presso grandi editori. Limita la sua produzione alla collaborazione con piccole riviste e alla diffusione di fogli ciclostilati in proprio, manifestando così la sua sfiducia nella comunicazione letteraria. Intanto la scrittura abbandona i moduli tradizionali. Compaiono istanze etiche e ironia politica. È autore di numerosi testi di canzoni per Lucio Dalla e per il gruppo degli "Stadio", da Nuvolari a Chiedi chi erano i Beatles, considerate capisaldi della canzone popolare moderna. È inoltre apprezzato narratore (Caccia all'uomo, Registrazione di eventi) e scrittore di teatro: tre dei suoi testi, Unterdenlinden, Il Crack e La macchina da guerra più formidabile, sono pubblicati dall’editrice Pendragon, a cura di Arnaldo Picchi.
immagine di Libreria Zanichelli
Libreria Zanichelli
  • @ Piazza Galvani, 1/H Bologna
Nella libreria e nella stanzetta che gli venne riservata, si sentiva a casa propria, vi si ristorava dalle fatiche dell'insegnamento, si compiaceva di dotte e allegre conversazioni; vi interrompeva quella solitudine operosa di vita e di studio che, proprio in quella rituale sospensione, trovava un senso compiuto. (M. Veglia, La vita vera. Carducci a Bologna, Bologna, BUP, p. 220)
immagine di Renata Viganò
Renata Viganò
La dimensione epica è conseguita con la quotidianità dei gesti e con un linguaggio schivo, che riproduce nelle sue cadenze il povero ma coerente pensiero di un popolo contadino. Il modo più efficace per mostrare la conquista di una coscienza morale e civile da parte delle classi subalterne. (F. Antonucci Damiano) Renata Viganò nasce a Bologna nel 1900 in ambiente borghese. Debutta giovanissima con il volume di poesie Ginestra in fiore (1912), seguito poco dopo da Piccola fiamma (1915). È allieva del Liceo "Galvani". Ha la passione della medicina e sogna di fare il medico, ma dopo la licenza liceale, per i dissesti finanziari della famiglia, è costretta a interrompere gli studi e a impiegarsi come infermiera. Scrive comunque articoli, poesie e racconti per vari quotidiani e periodici. Dopo l'8 settembre 1943, partecipa assieme al marito, lo scrittore Antonio Meluschi, alla lotta partigiana: è staffetta, infermiera e collabora alla stampa antifascista clandestina. Non ero più giovane. Sapevo ormai tutto intorno alla guerra, e avevo un marito, un bambino, una casa. Così, quando mio marito andò via partigiano, presi il bambino, lasciai a casa la roba e la paura, e fui partigiana anch'io ... Finita la guerra il suo impegno di pubblicista e scrittrice si rivolge a riviste e quotidiani di sinistra: "Il Ponte", "Il Progresso d'Italia", "Noi donne", "Rinascita", "L'Unità". Nel 1949 pubblica il romanzo L'Agnese va a morire, che contiene molti spunti autobiografici. E' la vicenda di un'anziana contadina, dedita alla casa e alla famiglia, che, dopo l'uccisione del marito Palita da parte dei tedeschi, si unisce ai partigiani nelle valli di Comacchio. Il libro vince il Premio Viareggio ed è tradotto in quattordici lingue. E' considerato uno dei migliori romanzi neorealisti, "il miglior libro che la nostra narrativa ci abbia dato sulla guerra di liberazione". Altre sue opere sono la raccolta di racconti Arriva la cicogna (1954) e i volumi di poesie Mondine (1952), dedicata alla bracciante Maria Margotti, uccisa nel 1949 durante uno sciopero, e Donne della Resistenza (1955). il romanzo Una storia di ragazze (1962) ha per tema la sottomissione al mondo maschile. Muore a Bologna nel 1976. Nello stesso anno esce la raccolta di racconti Matrimonio in brigata e il film di Giuliano Montalto tratto da L'Agnese va a morire, con Ingrid Thulin.
immagine di Biblioteca Universitaria
Biblioteca Universitaria
  • @ via Zamboni, 35
Nella sala di lettura della Biblioteca Universitaria (più che nuda, squallida) il numero dei frequentatori variava sempre (e certo varia ancora) a seconda delle vacanze e degli esami, del caldo e del freddo della stagione. Il freddo, più ancora degli esami, valeva a riempire la sala riscaldata di studenti, tolti spesso dall'indugiare nelle vie da un metro di neve e da una temperatura siberiana. Ma poi al primo tepore di maggio ben preferivano starsene per le vie piene di gente o andasene per i bellissimi colli, che fiancheggiano, dalla parte di mezzogliorno, tutta la città. (C. Ricci)
immagine di Arpad Weisz e il razzismo nello sport
Arpad Weisz e il razzismo nello sport
Contro il razzismo nello sport Non fosse stato per le leggi razziali che comparvero nel ‘38, nel Bologna Arpad Weisz ci sarebbe rimasto chissà quanto. Dovette andarsene, dapprima a Parigi e poi in Olanda, ma la cosa più brutta fu il silenzio gelido che l’accompagnò. Nemmeno una riga sui giornali, nemmeno l’ombra di un pubblico apprezzamento per il lavoro fatto. Questo debito di gratitudine e di rispetto il Bologna purtroppo non ha mai potuto saldarglielo. Di Arpad Weisz e della sua famiglia si seppe un giorno che erano morti in un lager. (G. Marchesini, Bologna: 80 anni di gloria, Bologna 1988, vol. 1., p. 136)
immagine di Bologna nella Grande Guerra
Bologna nella Grande Guerra
Questa bibliografia è stata realizzata a 100 anni dallo scoppio della prima guerra mondiale, dall'immane tragedia che sconvolse l'Europa intera. Tra il 1915 e il 1918 Bologna pagò un doloroso tributo di sangue e svolse un ruolo fondamentale nelle retrovie del fronte. Fu tra le città capofila nella produzione di armi e munizioni, ma anche nell'assistenza ai feriti e nell'accoglienza dei profughi dalle zone di guerra, soprattutto dopo la rotta di Caporetto. Le donne furono protagoniste, costrette a lavori inconsueti e pesanti, nelle fabbriche, sui tram, impegnate in un'opera instancabile di assistenza.
immagine di Rossini a Bologna
Rossini a Bologna
In occasione dei 150 anni dalla morte, il legame di Gioachino Rossini con la città  
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Dante Cruicchi
Ex sindaco di Marzabotto e attivista di pace, Dante Cruicchi nasce nel 1921 a Castiglione dei Pepoli, dove muore nel 2011.Nel 2021 ricorre il centenario della nascita e Biblioteca Salaborsa ospita una mostra itinerante incentrata sulla sua figura.
immagine di Emanuela Bartolotti
Emanuela Bartolotti
Ortica alias di Emanuela Bartolotti, lavora tra Milano, Bologna e Lecce. Dopo aver frequentato il liceo artistico nella sua città, Lecce, si trasferisce a Bologna per studiare e lavorare, si diploma all'Accademia di Belle Arti in Scenografia. Successivamente frequenta il PERF (Perfezionamento di Disegno animato e fumetto della Scuola del Libro di Urbino). Utilizza e sperimenta linguaggi diversi. Nel 2009 arrivano i primi riconoscimenti in ambito fotografico. Tra il 2005 e il 2009 illustra alcune copertine per diverse case editrici. Dal 2018 i primi riconoscimenti in animazione e alcune selezioni/mensioni speciali di festival nazionali/internazionali. A fine Luglio del 2024 viene pubblicata da momo edizioni la sua prima graphic novel " Dopo il naufragio".  
immagine di Porta San Felice
Porta San Felice
  • @ Piazza di Porta San Felice, Bologna
La Porta San Felice fu eretta nel XIII secolo e ricostruita nel 1506. Posta all'imbocco della via Emilia verso ovest, si trova in una posizione che in passato era molto delicata, stante la rivalità con la vicina Modena. Per questo era una porta particolarmente fortificata, sede di un vero e proprio complesso difensivo. Da qui passarono nel tempo molti personaggi illustri, da papa Leone X a Carlo V. Forse il ricordo più notevole è quello dell'arrivo di Napoleone, il 21 giugno 1805. Per l'occasione la porta fu restaurata e intitolata al vittorioso imperatore dei francesi. > Athos Vianelli, Mura e Porte di Bologna, 3. ed. riv. e ampliata, Bologna, Tamari, stampa 1976, pp. 77-81
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Mario Rivelli
Mario Rivelli alias Otto Gabos nasce a Cagliari il 31 maggio 1962. Nei primi anni Ottanta fa parte del gruppo cagliaritano Bande Dessinée. Ha collaborato con le riviste “Frigidaire”, “Fuego”, “Cyborg”, “Nova Express”, “Mondo Naif”. L’esordio nel fumetto avviene nel 1985 su Tempi Supplementari di Primo Carnera editore, Roma. Ha pubblicato Tobacco per la Granata Press su testi di Pino Cacucci, e I Camminatori ambientato nella città di Bologna (pubblicato in un primo momento a puntate nella storica rivista Mondo Naif) nel 1998 per la Kappa Edizioni, riproposto di recente sempre con la Kappa in prossima pubblicazione. Ha vinto il Premio Caran d’Ache come miglior illustratore italiano. Ha sceneggiato per la Phoenix Enterprise i testi di Cold Graze e la miniserie fantascientifica San Pietro. Nel 1997 ha scritto e illustrato il romanzo Sotto le bombe di maggio per la Condaghes. Ha contribuito come autore al volume Frontiera, romanzo incompiuto in otto capitoli, pubblicato dalle edizioni Black Velvet  di Omar Martini nei primi mesi del 2000. Ha continuato a realizzare diverse opere di graphic novel dedicate sia a personaggi realmente esisititi e romanzi storici, oltre che a romanzi di finzione. Tra queste pubblicazioni ricordiamo il fumetto Esperanto edito da Casterman, premio Micheluzzi 2010 per la categoria miglior sceneggiatura. Per Rizzoli Lizard, Banana Football Club, graphic novel tratto dal romanzo omonimo di Roberto Perrone e La giustizia siamo noi scritto da Pino Cacucci. Inoltre sempre per Rizzoli Lizard nel 2015, il poliziesco L’illusione della terraferma, ambientato in Sardegna con le vicende del Commissario Ettore Marmo. Ha realizzato a quattro mani con lo scrittore Loriano Macchiavelli un romanzo illustrato con il celebre poliziotto Sarti Antonio uscito di recente per Leonardo Publishing, Sarti Antonio, come cavare un ragno dal buco. Per la Giunti Junior ha scritto e illustrato Arrivano gli Gnummo Boys il suo primo romanzo firmato a doppio nome (Mario Rivelli e Otto Gabos). Nel 2017 per Tunuè edizioni pubblica il graphic novel Quaderno di Disciplina su testi di Luigi Bernardi. Altre pubblicazioni per la Centauria edizioni dedicate a grandi artisti ricordiamo Egon Schiele: Il corpo struggente del 2018 e nel 2019 Gustav Klimt. La bellezza assoluta. Nel 2020 pubblica Anime inquiete edito da Coconino Press per la collana “Fumetti nei musei”. Nel 2022 la Coconino Press pubblica dopo quasi 20 anni la conclusione della Saga del Viaggiatore distante con il 2 volume : Empire State. Alla sua attività di autore di Graphic novels  per adulti Otto Gabos ha sempre dedicato uguale spazio a collaborazioni di taglio didattico, sulle storie di formazione, sull‘importanza e sulla conoscenza della narrativa disegnata con ambientazioni dedicate oltre alla città anche al territorio dell’appennino bolognese. Tra le sue  pubblicazioni dedicate ad un pubblico preadolescenziale ricordiamo Ridi, Romeo! e Forza Romeo edito da Einaudi Ragazzi. Oltre ad essere fumettista, illustratore e insegnante è anche Direttore artistico di ARENA!, festival annuale di fumetto e illustrazione a Bologna. Tra le sue collaborazioni, ricordiamo la nuova casa editrice bolognese on line 9970 nata nel 2023 che insieme ad altri 5 autorevoli autori ed appassionati  della narrativa disegnata, esplorano nuove possibilità del fumetto e dell’illustrazione. Sempre nel 2023 pubblica Francisco Goya : la tentazione dell’abisso per la 24 Ore Cultura. Nel 2024 per la Topipittori pubblica insieme a Giusi Quarenghi Veloce e lontano : storia di lettere, messaggi e messaggeri, età di lettura consigliata, 6 anni. Dal 2005 insegna all’Accademia di Belle Arti di Bologna Arte del Fumetto. Tiene Consulenze e docenze per vari stage, laboratori, seminari, animazioni corsi di fumetto a partire dal 1989. Vive a Bologna dal 1985. Internet: Sito Ufficiale Otto Gaboshttp://www.ottogabos.com/chi_sono.html
immagine di Link Project
Link Project
  • @ via Fioravanti, 14, Bologna
Il Link è stato un centro sociale, un laboratorio musicale e multimediale, il locale alternativo più famoso di Bologna e molto più di questo. Il progetto è durato dal 1994 al 2001 nella vecchia fabbrica di via Fioravanti ed è rinato in seguito come Link Associated all'interno del CAAB a Santa Caterina di Quarto, fuori porta San Donato. Le quattro sale della struttura erano dedicate alla programmazione musicale dance, a concerti, live act, performance teatrali, proiezioni e installazioni audiovisive. Nelle piste da ballo erano proposti generi musicali diversi, "a velocità variabile": dall' R&B al drum 'n' bass, dalla techno alla house. Fonte: vari siti Internet per sapere di più ...  > Link project, Netmage. Piccola enciclopedia dell'immaginario tecnologico. Media, arte, comunicazione, Milano, Oscar Mondadori, 2000