Risorse digitali dedicate alla documentazione della storia, della cultura, della società e delle istituzioni di Bologna e provincia con particolare attenzione all’800-900.
Dalla Cronologia
Accadde oggi, 12 dicembre.

La Biennale dei Giovani Artisti dell'Europa e del Mediterraneo
Si tiene a Bologna, tra il 12 e il 21 dicembre, la 4. Edizione della Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo, importante manifestazione internazionale a carattere itinerante.
La città si trasforma in una sorta di bazar dell'arte, in cui sono esposte produzioni di venti discipline: dalle arti visive alla narrativa, dal teatro al fumetto e alla moda.

Una biblioteca multimediale in Sala Borsa
Nei locali della ex Sala Borsa, nella centralissima piazza Nettuno, è inaugurata una grande biblioteca multimediale gestita dal Comune.
Ha come parole d'ordine della sua missione la contemporaneità, l'intercultura e la multimedialità. E' ad accesso libero e gratuito.
Tutti possono prendere in prestito libri e multimediali, connettersi a Internet, leggere quotidiani e riviste, partecipare a corsi, gruppi di lettura, conferenze.
Una attenzione particolare è rivolta ai lettori più piccoli, ai quali sono riservati spazi pensati per varie fasce d'età.

Prima trasmissione telegrafica di Marconi attraverso l'Atlantico
Alle ore 12 del 12 dicembre, nella stazione di St. John's, sull'isola canadese di Terranova, dove per mezzo di un aquilone ha alzato un'antenna di 180 metri, Guglielmo Marconi riceve i tre punti della lettera “S” trasmessi dalla stazione radio di Poldhu in Cornovaglia.
Si tratta della prima trasmissione telegrafica transatlantica. Il segnale ha percorso con successo una distanza di circa 3.000 chilometri. Il "New York Times" parla dell'esperimento come della più straordinaria conquista scientifica dell'epoca.
Il processo che ha portato all'invenzione della radio, intrapreso a partire dal 1895 da Marconi, con le prime prove nella villa paterna di Pontecchio, può dirsi concluso.
Il 16 dicembre 1902 sarà completata la prima trasmissione transatlantica bilaterale, tra la stazione di Glace Bay, nel territorio canadese della Nova Scotia, e quella inglese di Poldhu.
La fama del giovane inventore bolognese sarà tale, che il disegnatore A. Majani (Nasica), dopo il crollo del campanile di S. Marco a Venezia (14 luglio 1902), proporrà una ironica sostituzione con quello .. di “San Marconi”, in pratica una grande antenna telegrafica.
Il 16 ottobre 1907, dopo ulteriori perfezionamenti dei dispositivi, sarà inaugurato il primo servizio pubblico di radio-telegrafo tra Europa e America.
Da questo momento varie società finanziarie inglesi e americane si contenderanno, con operazioni al limite della legalità, i diritti di sfruttamento dell'invenzione di Marconi, il quale avrà modo di dimostrarsi, oltre che valente scienziato, anche abile uomo d'affari.

Attacco disperato dei brasiliani della FEB a Monte Castello
I soldati brasiliani della FEB attaccano le difese tedesche sul Monte Castello, sopra Gaggio Montano, in condizioni atmosferiche proibitive.
Riportano notevoli perdite (146 caduti), anche per un bombardamento prematuro dell'artiglieria americana. Nell'azione di conquista dell'Abetaia muoiono 17 soldati in una sola compagnia ("I diciassette dell'Abetaia").
E' solo l'ultimo di una serie di vani assalti (i precedenti il 24 e il 29 novembre, con 416 caduti) portati dai brasiliani e dai soldati americani della 45a Task Force.
Il corpo di spedizione brasiliano (FEB) è formato da una divisione di fanteria (circa 25.000 uomini di cui 15.000 combattenti) appoggiata da una piccola forza aerea.
Giunta in Italia nel luglio 1944, al comando del generale J. B. Mascarenhas de Morais, la FEB è stata aggregata al 4° Corpo della V Armata americana.
Ha iniziato la sua campagna militare in settembre nella zona di Camaiore e in Garfagnana e dai primi giorni di novembre è stata trasferita nell'Alto Reno, con l'obiettivo primario della conquista di Monte Castello.
Il caposaldo tedesco, tenuto da fanti della 232a divisione "Tridente", formata di veterani del fronte russo e da giovani reclute della regione di Francoforte al comando del gen. von Gablenz, resisterà per tutto l'inverno e sarà conquistato solo nel febbraio 1945, nell'ambito del Piano Encore.
Un monumento della scultrice Mary Vieira alla Guanella ricorda il sacrificio dei "pracinhas" (soldatini) carioca sulla "cima imprendibile".
Verso la fine del conflitto il Corpo di spedizione brasiliano sarà protagonista dell'operazione della "sacca di Fornovo", importante manovra strategica, che consentirà agli Alleati la cattura di due divisioni tedesche (la 148a e la 90a Panzergranadieren) e della divisione "Italia" della RSI - in tutto circa 15.000 uomini - prima dell'attraversamento del Po.

Approvata la proposta di celebrazione del centenario dell'Alma Mater
Il Corpo Accademico dell’Università accoglie la proposta, avanzata da Giosuè Carducci e da Cesare Albicini, di commemorare nel 1888 l’VIII Centenario dell’Alma Mater.
Essa si basa sul saggio I primordi dello Studio bolognese. Nota storica, del giovane studioso ravennate Corrado Ricci (1858-1934), assistente di Olindo Guerrini alla Biblioteca Universitaria. Non avendo notizie sicure sull’epoca precisa di fondazione dello Studio, viene scelta la data convenzionale del 1088.
Su indicazione di Giuseppe Ceneri, decano dei giuristi bolognesi, è costituito un Comitato universitario, presieduto dal Rettore Giovanni Capellini, con l'incarico di approntare il programma delle celebrazioni.
Queste devono ricordare al mondo "come in tempo di tenebre sorgesse in Bologna, prima che altrove, un gran faro dal quale irradiava luce benefica fino alle più remote contrade". Fin dalle prime riunioni del Comitato Carducci viene indicato come oratore ufficiale del Centenario.
Sulla scelta dell'anno di fondazione e sulla prevista commemorazione non mancheranno le polemiche: ad esempio da parte dell'erudito Augusto Gaudenzi o del vulcanico Quirico Filopanti, che pubblicherà anche un pamphlet dal titolo Festival, o commemorazione festiva, impropriamente detta centenario, della fondazione dell'Università di Bologna.

Sequestrati i beni dei Gesuiti spagnoli e del Collegio di Spagna
- @ Reale Collegio di Spagna
Il 15 ottobre per ordine del Governo vengono sequestrati i beni dei Gesuiti spagnoli e del Collegio di Spagna.
Il 1° dicembre gli ex Gesuiti devono giurare fedeltà al nuovo Re di Spagna. 23 congregati spagnoli su 84 si rifiutano. Il 26 dicembre vengono arrestati e tradotti “in legni scoperti” alla fortezza di Mantova.
Con il pretesto del mantenimento degli ex Gesuiti, il real Collegio di Spagna sarà incamerato dal demanio nel 1812 e la maggior parte dei suoi beni saranno alienati.
"L'antica insigne fabbrica" del Collegio, risalente al XIV secolo, rimarrà per qualche tempo abbandonata con il pericolo di andare distrutta.
La preziosa biblioteca, ricca di codici giuridici, sarà posta in deposito presso l'Istituto delle Scienze e restituita, assieme all'edificio del Collegio, solo dopo la Restaurazione.
I beni del Collegio saranno reclamati nel 1817 dal governo spagnolo, che troverà la ferma opposizione del cardinale Consalvi.
Destinato al mantenimento agli studi di 24 giovani nobili spagnoli, alla metà dell'800 l'istituto avrà pochissimi ospiti. Nel 1858 il Massei ne registrerà solo uno, che terrà anche "l'onorevole carica di Rettore".

La biblioteca Lame intitolata a Cesare Malservisi
- @ Via Marco Polo, 21/13, 40131 Bologna (BO)
La biblioteca Lame in via Marco Polo è intitolata a Cesare Malservisi (1935-2005), storico maestro elementare e cultore delle tradizioni popolari.Assieme alla moglie Francesca Ciampi ha raccolto e poi insegnato, in numerosi corsi e concerti, i canti, i giochi e le danze popolari dell'Appennino bolognese.Ha collaborato con il Canzoniere delle Lame. Nel 1960 ha aperto, per conto del comune, la biblioteca del Centro Pizzoli di Pescarola, antesignana della biblioteca Lame.Antonio Faeti ne ha tracciato un sintetico ed efficace ritratto: “disegnava con poetica perizia, progettava piani didattici di lindo rigore, componeva canzoni di malinconica perfezione, danzava come un gentiluomo del West”.

La scomparsa del cardinale Caffarra
Muore il cardinale Carlo Caffarra (1938-2017). Fu nominato Arcivescovo di Bologna il 16 dicembre 2003 da papa Giovanni Paolo II, succedendo al cardinale Giacomo Biffi.
Nel 2015 rinunciò al governo pastorale della diocesi per raggiunti limiti di età. Era esperto di famiglia e matrimonio e fu incaricato dal papa a presiedere il Pontificio Istituto dedicato a queste tematiche.

Palestra Furla Fortitudo
- @ Palestra Furla Fortitudo
Nel 1969 all'interno di un edificio in via S. Felice n. 101/103, a pochi passi dal Palazzo dello Sport di piazza Azzarita, fu allestita la palestra Furla, che divenne sede societaria e impianto di allenamento della S.G. Fortitudo.

Alessandro Pirzio Biroli
Ufficiale dei bersaglieri e schermidore in forza alla Virtus, fu il primo atleta di una società sportiva bolognese a partecipare ai Giochi Olimpici.
Nel 1908, alle Olimpiadi di Londra, fu anche il primo ad ottenere una medaglia, quella d’argento nella gara di sciabola a squadre.

Bersaglio
- @ via degli Angeli, 40124 Bologna
Il 3 giugno 1862 il generale Cialdini inaugurò il Bersaglio, campo per le esercitazioni e le gare della Società del Tiro a Segno Comunale.

La Società Ginnastica Fortitudo
Nel seno dell'Opera dei Ricreatori del canonico Raffaele Mariotti (1865-1920), nasce la Società Ginnastica Fortitudo, una delle prime società sportive cattoliche in Italia, che viene subito affiliata alla Reale Federazione Ginnastica d'Italia. Primo presidente è l'avvocato Bartolomeo Seganti. La sede sociale è in via Mascarella 24.
Nella primavera del 1902, alla presenza del cardinale Domenico Svampa, gli atleti della Fortitudo terranno il loro primo saggio ginnico nel cortile del Ricreatorio di via Frassinago.
Dal 1908 la Società, svolgerà la sua attività nella palestra dedicata al benefattore Monsignor Pietro Canetoli in via S. Felice 103.

Chiesa dei Ss. Filippo e Giacomo
- @ Ss. Filippo e Giacomo
Costruita nel 1641, fu sede fino al 1802 delle Suore Cappuccine. L'edificio subì gravi danneggiamenti nella seconda guerra mondiale e fu ricostruito nel 1950 da Luigi Vignali. Nell'interno si conservano ancora opere di G. F. Gessi, A. Tiarini, B. Passarotti, G. Cavedoni, V. Spisanelli.

Casa Conoscenti
- @ Conoscenti
Posseduta da Alberto Conoscenti all'inizio del XIV secolo, passò al Comune di Bologna che la donò nel 1370 ad Astorre Manfredi di Faenza. E' un'importante costruzione trecentesca e raro esempio di abitazione privata con il portico ad archi ogivali. Nel cortile è visibile un resto delle costruzioni della rocca imperiale, attestata alle mura di selenite della prima cerchia difensiva della città.

Quartiere Ina Casa Cavedone
- @ Ina Casa Cavedone
Tra il 1957 e il 1960 furono costruiti 7 dei 19 edifici previsti nel progetto del gruppo di architetti composto da Leonardo Benevolo, Calzolari, Carini, Danielli, Gorio e Vittorini. L'uso dei materiali della tradizione bolognese e il disegno dell'antica casa a corte viene re-interpretato e coniugato con innovativi elementi architettonici, come lo svuotamento degli angoli interni della corte, dove lo spazio comunitario è raccolto e diviene un interessante esempio di ricerca neorealista.

Torresotto di Porta Nuova
- @ Porta Nuova
Il torresotto o serraglio appartiene alla seconda cerchia di mura, detta del "mille", iniziata nel tardo XII secolo.

Antonio Fiacchi
Quando lo conobbi io era ancora giovane: piccolo di statura, vestiva con molta proprietà, aveva mani abitualmente calzati di angusti guanti di pelle, i capelli e la barbetta bionda accuratamente ravviati, con un elegante, sottile bastone tra le mani; di bei modi, freddurista inesauribile, scettico per eccellenza, innamorato del teatro e degli artisti, intelligentissimo e colto.
(A. Testoni)
Antonio Fiacchi nasce nel 1842. E' impiegato alla Direzione dei Telegrafi di Stato. La notorietà, circoscritta soprattutto alla città di Bologna, gli deriva dalla sua attività parallela di critico teatrale, commediografo, giornalista e scrittore.
Nel 1864 all'Arena del Sole la Compagnia Romana mette in scena un suo monologo, Al dsgrazi ad Carlen al barbir, uno dei primi tentativi di teatro in vernacolo. Incoraggiato dal successo, appronta poco dopo una nuova commedia in due atti, Gaitan al fachen, ambientata durante la rivolta popolare dell'8 agosto 1848, che commuove ed entusiasma il pubblico dell'Arena.
Non ha lo stesso successo la sua commedia in quattro parti Al ciacher, con "scene originali bolognesi", che viene rappresentata nel 1871 al Teatro Contavalli dalla compagnia dialettale diretta da Adriano Pagani. Altre sue commedie: L'è un nasser e Droghe, cotoni e altri generi.
Nel 1874, in un freddo e buio locale di via Garofalo fonda, con Alarico Lambertini, il periodico artistico-teatrale "Il piccolo Faust", organo dell'agenzia teatrale Lambertini, che nel 1913 si unirà ad "Arte Drammatica" e sarà pubblicato fino al 1929.
Fa parte dell'Accademia Filodrammatica Albergati, che nel 1876 prende in affitto per nove anni il teatro Contavalli.
Nel 1880 con Giannetto Bacchi, Oreste Cenacchi e Alfredo Testoni fonda, ad un tavolo del Caffè dei Cacciatori, il periodico umoristico "Ehi!, ch'al scusa". Per ammissione dello stesso Testoni, il grande successo del periodico, in cui si firma come Sumarein del ruscarol o Sgner Pirein, si deve alla sua vena umoristica.
Il tranquillo, ingenuo vecchietto irresisstibilmente conquista la città: si attende l'uscita di "Ehi! ch'al scusa" come una festa; si leggono e rileggono, a sera, la famiglia riunita attorno al focolare, le avventure, gli sfoghi, le "materioline" del povero sgnér Pirein, che nessuna disavventura ammaestra, che nessun infortunio disincanta. (F. Cristofori)
Per il carnevale del 1888 Fiacchi organizza una memorabile edizione del tradizionale Festival di piazza VIII Agosto. Viene costruito il Castello d'Ongia ed Tocc, un villaggio lieto, un "immenso baraccone" con "posti di rifornimento vettovaglie, caffè, lotterie, giochi di picco e depositi di stelle filanti e coriandoli". Sul palcoscenico si alternano lottatori e dicitori di zirudelle. L'attore Cesare Magagnoli, nelle vesti del suo Sgner Pirein, impersona il sindaco della singolare città.
Nell'occasione del carnevale, il giornale umoristico "Ehi! ch'al scusa", di cui è direttore, si abbellisce notevolmente e diventa "Ehi! ch'al scusa all'Esposizione". Viene stampato per 23 numeri, fino al 1° dicembre 1888, in otto pagine, con litografie a colori firmate da Augusto Majani (Nasica) al suo esordio come illustratore.
Nel 1892, presso l'editore Bertero di Roma, è pubblicata la sua raccolta di aneddoti Bologna d'una volta. Ricordi di giovinezza narrati dal sgner Pirein alla sò Ergia. Il Sgner Pirein Sbolenfi è il personaggio che gli darà maggior fama. Si tratta del tipico popolano bolognese, antiquato e semplice, "macchietta ancora un tantino convenzionale, ma già argutamente espressiva di una rassegnata e ironizzante mediocrità borghesuccia" (L. Federzoni). Per Testoni è
un tipo originale di petroniano tre volte buono, ingenuo, educato, scrupolosamente onesto, compassato, senza fiele, ottimista all'eccesso, antiquato tanto nel vestire che nel modo di pensare, simpatica creatura di una razza che è ormai passata.
Le sue lettere e "divacazioni" sono pubblicate in numerosi giornali cittadini, ad esempio sul settimanale umoristico "E' permesso?" di Cesare Moscata, apparso proprio quell'anno, e conosceranno una fortunata edizione presso Zanichelli, con il titolo El sgner Pirein. Scritti scelti, editi ed inediti, a cura di Oreste Trebbi e con la prefazione di Lorenzo Stecchetti.
Nel 1898 il suo Sgner Pirein è eletto presidente onorario dell'Accademia della Lira, che tiene la sua seduta inaugurale al Caffè del Pavaglione. Si tratta di una scuola senza maestri alla quale si viene affiliati partecipando ad una delle sue misere cene, dal prezzo inferiore ad una lira, che si tengono in una delle tante trattorie bolognesi. E' "la più vacua e futile associazione che la paciosa mente dei più paciosi bolognesi abbia mai saputo inventare".
In quell'anno Carlo Gaspare Sarti fonda il giornaletto umoristico "Bologna che dorme", al quale partecipano, sotto i più strani pseudonimi, tutti i più noti scrittori bolognesi. Da Roma, dove si è trasferito come funzionario alle poste, Fiacchi manda alcune "divacazioni" filosofiche del sgner Pirein, tra le sue cose migliori.
Muore a Roma il 21 maggio del 1907.

Umberto Eco
La vita in breve
Nasce nel 1932 ad Alessandria. In gioventù è impegnato nell'Azione Cattolica, di cui diviene dirigente nazionale. Durante gli studi universitari si allontana dalla fede religiosa. Si laurea a Torino nel 1954 con una tesi su San Tommaso, pubblicata nel 1956. Non abbandonerà mai lo studio della filosofia e della cultura medievale, anche quando i suoi interessi si volgeranno soprattutto alla semiotica e all'indagine della cultura popolare contemporanea.
Nel 1954 vince, assieme a Furio Colombo e Gianni Vattimo un concorso alla RAI. Con loro e con altri nuovi assunti, i cosiddetti "corsari", è chiamato a svecchiare i programmi dell'ente radiotelevisivo pubblico. Da questa esperienza trae spunto per numerosi scritti di analisi e critica.
Dal 1959 al 1975 è uno dei direttori editoriali della Bompiani. Nel 1962 pubblica il saggio Opera aperta, che diviene uno dei riferimenti teorici del movimento d'avanguardia artistico-letterario Gruppo 63.
Nel 1961 ha inizio la sua carriera universitaria, svolta in vari atenei italiani e infine a Bologna, dove, nel 1971, è tra i fondatori del primo corso di laurea in DAMS e occupa la prima cattedra di Semiotica in Italia. E' quindi direttore dell'Istituto di Comunicazione e infine, dal 2000, presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici. È inoltre visiting professor in numerose, prestigiose università americane ed europee, fino al ritiro dall'insegnamento nel 2007 per raggiunti limiti di età.
I numerosi articoli sulla cultura e le comunicazioni di massa, pubblicati dagli anni Cinquanta in varie riviste e giornali sono raccolti in volumi divenuti molto noti, quali Diario minimo (1963) e Apocalittici e integrati (1964), più volte ampliati e ripubblicati.
Nel 1968 inizia a pubblicare studi di semiotica, quali La struttura assente e il Trattato di semiotica generale (1975). Le voci da lui redatte per l'Enciclopedia Einaudi sono in seguito riunite nel volume Semiotica e filosofia del linguaggio (1984). Nel 1971 fonda la rivista di semiotica "Versus", di cui è direttore responsabile fino alla morte.
Dal 1985 al 2016 tiene nell'ultima pagina dell' "Espresso" la rubrica La bustina di Minerva. La sua firma è contesa dai maggiori quotidiani italiani, dal "Corriere" a "La Repubblica", e da riviste letterarie quali "Il verri" e "Alfabeta". E' traduttore di classici, ad esempio Esercizi di stile di Raymond Queneau (1983); collabora con musicisti come Luciano Berio e Sylvano Bussotti.
È appassionato di fumetti e vicino ad autori quali Hugo Pratt e Andrea Pazienza, suo allievo a Bologna.
Il suo romanzo di esordio, Il nome della rosa, pubblicato da Bompiani nel 1980 è un grande successo internazionale, tradotto in decine di lingue e venduto in milioni di copie. Diviene il romanzo italiano più conosciuto e letto nel mondo. Grande risonanza ha anche il secondo romanzo, Il pendolo di Foucault (1988), una satira spietata sulla sindrome del complotto. A questi si succedono altri volumi di successo, l'Isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), Il cimitero di Praga (2010).
Tra le opere dedicate alla teoria della letteratura vi sono Il superuomo di massa (1976), Lector in fabula (1979) e Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994), mentre molto diffuso è il manuale Come si fa una tesi di laurea. Muore a Milano nel 2016.

Piazza Aldrovandi
- @ piazza Aldrovandi
Piazza Aldrovandi e la sera d'ottobrehanno sposate le bellezze loro; ed è felice l'occhio che le scopre.
L'allegra ragazzaglia urge e schiamazzache i bersaglieri colle trombe d'oroformano il cerchio in mezzo della piazza ...
(U. Saba)

Gioacchino Napoleone Pepoli
Discende dagli antichi signori di Bologna. Fin da giovane scrive poesie e drammi di un certo successo. A 19 anni sposa una principessa, cugina del re di Prussia e si imparenta così con molte corone europee.
Dopo la morte di papa Gregorio XVI indirizza, assieme a Marco Minghetti, una petizione al conclave, chiedendo riforme liberali. Non avendo essa avuto esito, si dimette dalla Guardia Civica, in contrasto col "governo dei preti".
Riprende il comando della Guardia nell'agosto 1848, quando Bologna è assalita dagli Austriaci. Si distingue nei combattimenti alla Montagnola ed acquista così stima e prestigio presso la popolazione.
Dopo il ritorno del potere pontificio, va in esilio per tre anni in Toscana e si ritira a vita privata. In questo periodo pubblica ancora commedie e scrive memorie sulla politica italiana.
Nel 1859, grazie alla sua parentela con Napoleone III, riesce a ottenere una promessa di non intervento della Francia in caso di sollevazione delle Romagne. Nel governo provvisorio ricopre cariche ministeriali, Affari Esteri e Finanze, essendo governatore Luigi Carlo Farini.
Nel 1860 è eletto Deputato nel collegio di Bologna e dal 1861 viene confermato in quattro successive legislature. Nel 1862 è ministro all'Agricoltura sotto il governo Rattazzi e lega il suo nome alla legge di unificazione monetaria.
Tra il 1863 e il 1864 è ambasciatore all'estero e prende parte con Costantino Nigra alla "Convenzione di settembre". Nel 1868 è nominato Senatore del Regno e inviato a Vienna come diplomatico.
È un generoso filantropo: alla sua munifica iniziativa si devono istituzioni come la Banca di Previdenza a Bondeno e la Società Artigiana a Bologna. Il suo nome figura negli elenchi della Loggia massonica "Galvani" di Bologna.
Gioacchino Napoleone e il teatro
Come autore di teatro Gioacchino Napoleone Pepoli è rappresentativo di un tipo di produzione poco impegnata, "formalmente elegante, ma superficiale" (Calore).
Gran parte dei suoi testi drammatici risalgono al periodo dell'esilio dorato in Toscana e a Parigi dopo il 1849. In quell'anno fece rappresentare al Teatro del Corso un dramma a sostegno della resistenza di Venezia contro gli Austriaci. Incoraggiato dal successo di questa opera d'esordio, mise da parte gli studi di economia per dedicarsi in pieno alla scrittura teatrale.
Fin dall'inizio si battè a sostegno di una drammaturgia nazionale, capace di contrapporsi all'invadenza di quella estera, soprattutto francese. Assieme ad altri giovani autori proclamò la necessità di un teatro patriottico, vicino ai problemi della società italiana, di un "teatro a tesi" in cui si affrontavano verità sociali, pur "affogate nel moralismo borghese".
Pepoli passò a questo tipo di teatro, dopo essersi cimentato nel dramma storico con Elisabetta Sirani pittrice bolognese, "un infelice contributo da parte di un discreto drammaturgo dilettante", e con Ines de Castro, tragedia piena di svenimenti e rantoli "con gli occhi levati al cielo", portata in scena da Adelaide Ristori.
Le tesi dei drammi sono di solito proclamate in titoli, quali Stravaganza e Rassegnazione, oppure Povertà ed Orgoglio. Quest'ultima commedia fu oggetto di una gara di bravura tra gli attori Gaetano Gattinelli e Luigi Domeniconi, con il pubblico che non sapeva se parteggiare per l'onesto decaduto o il nobile prepotente.
In Rassegnazione di una madre e nel Mazzo di carte non mancava l'impegno civile. Nell'ultimo dramma, ad esempio, l'autore intendeva colpire il vizio del gioco, rovina dei giovani. Con Nessuno dei due, Pepoli tentò anche la strada della commedia brillante, ma senza ottenere grandi risultati.
Nel 1874 il suo dramma in quattro atti Gabriella venne rappresentato a Modena con vivo successo di pubblico, ma fu stroncato pesantemente dalla critica, nonostante la sua finalità benefica. Con questo spettacolo, infatti, il marchese intendeva raccogliere fondi a favore degli operai licenziati dalle Fabbriche Cooperative di Bondeno.
Deluso dalla stroncatura di Gabriella, Pepoli lasciò incompiuta la commedia Le Transizioni, in cui prendeva di mira la corruzione politica e che pare fosse il suo capolavoro.
Rossini a Bologna
In occasione dei 150 anni dalla morte, il legame di Gioachino Rossini con la città

Nuvole in Appennino
Può capitare che gli autori di fumetti - tipi strani, un po' matti, solitari - si ritirino a disegnare o a vivere fuori città, portando con sé solo carta e matita. Ogni tanto, però, nei loro lontani rifugi si radunano e allora son chiacchiere e bicchieri di vino.

Gli Etruschi di Bologna
Bononia, Felsina vocitata tum cum princeps Etruriae esset. (*)
(Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 115-116)

Bologna stazione centrale
L’attuale fabbricato della stazione centrale di Bologna fu inaugurato nel lontano 1876, opera in stile neo-rinascimentale dell’ingegnere milanese Gaetano Ratti. A quel tempo Bologna era ormai il nodo ferroviario più importante d’Italia: diverse linee congiungevano le regioni del nord ed era già in funzione la ferrovia Porrettana, opera ardita dell’ingegnere francese Jean Louis Protche, che raggiungeva la Toscana attraverso gli Appennini.

Piera - tutte le storie
Tre ragazze al termine della loro adolescenza, in una cittadina del Friuli, tra voglia di crescere e sogni di indipendenza. A Piera è morta la nonna, Billi cerca un lavoro, Vic studia un esame. Insieme formano il gruppo rock Dinamite ...

Piazza Calderini
- @ piazza Calderini, Bologna
Questa stretta piazza alberata, di stile "borghese" come le vicine piazze Minghetti e Cavour, faceva parte nel periodo romano dell'antico pretorio. Vi si affacciano alcuni bei palazzi: il palazzo Zambeccari-Lucchini ha, nella Sala dei Quaranta, un camino di Annibale Carracci, mentre il palazzo Francia sorge sull'antico convento dei Camaldolesi.
> Angiolo Silvio Ori, Bologna raccontata. Guida ai monumenti, alla storia, all'arte della città, Bologna, Tamari, stampa 1976, p. 61

Jacopo Silvestre
Nato in un’uggiosa giornata di novembre, cresce in una casa gremita di libri e col passare degli anni si appassiona sempre più alla scrittura. Porta avanti le passioni per il fumetto, la recitazione e la musica. Adora le tradizioni, la mitologia, Topolino, i Beatles, i gatti e le opere di Hayao Miyazaki, autore che considera il suo massimo riferimento. Lasciata la scuola pubblica a 9 anni, intraprende un percorso di unschooling e, raggiunti i 16 anni si iscrive alla Scuola Comics di Padova. Lì si è scontrato col fatto che non era poi questo granché a disegnare, ma ha anche conosciuto lo sceneggiatore Francesco Matteuzzi e ha cominciato a fargli da assistente… entrando nel mondo della scrittura e della sceneggiatura, collaborando ai testi di Mangiami (Tunué) e revisione di sceneggiature di Dago (Editoriale Aurea), Dampyr, Dylan Dog (Sergio Bonelli Editore) e altro. Nel 2023 esce il suo primo libro I Misteri del Folklore: Boschi e Foreste, illustrato da Marga Biazzi BlackBanshee e pubblicato da ReBelle Edizioni. Successivamente realizza, come sceneggiatore, le serie de I Manga di Roby (Fabbri Editori) e Art Heroes (24ORE Cultura Comics).
PUBBLICAZIONI :I MISTERI DEL FOLKLORE: MARI, SIRENE E NAVIFANTASMA — Libro in Prosa per Re-Belle Edizioni.Dicembre 2025. Illustrato da Marga Biazzi “BlackBanshee”.ART HEROES: L’ANTICO EGITTO E LO SPLENDORE DEIFARAONI— Fumetto per 24 ORE Cultura.Novembre 2025. Illustrato da Laura D’Addazio.ART HEROES: FRIDA E I COLORI DELLA VITA— Fumetto per24 ORE Cultura.Settembre 2025. Illustrato da Laura D’Addazio.AGENZIA TRADIMENTI. I MANGA DI ROBY Vol. 4— Fumettoper Fabbri Editori.Scritto a quattro mani con Roberta Alcamo.Luglio 2025. Illustrato da Silvia Bancora.ART HEROES: CARAVAGGIO E LA VOCE DELLE OMBRE—Fumetto per 24 ORE Cultura.Aprile 2025. Illustrato da Laura D’Addazio.
AGENZIA TRADIMENTI. I MANGA DI ROBY Vol. 3— Fumettoper Fabbri Editori.Scritto a quattro mani con Roberta Alcamo.Febbraio 2025. Illustrato da Silvia Bancora.ART HEROES: VAN GOGH E LA LUCE DELLE EMOZIONI—Fumetto per 24 ORE Cultura.Novembre 2024. Illustrato da Laura D’Addazio.ART HEROES: LEONARDO E IL COLORE PERDUTO— Fumettoper 24 ORE Cultura.Ottobre 2024. Illustrato da Laura D’Addazio.AGENZIA TRADIMENTI. I MANGA DI ROBY Vol. 2— Fumettoper Fabbri Editori.Scritto a quattro mani con Roberta Alcamo.Luglio 2024. Illustrato da Silvia Bancora.AGENZIA TRADIMENTI. I MANGA DI ROBY Vol. 1— Fumettoper Fabbri Editori.Scritto a quattro mani con Roberta Alcamo.Marzo 2024. Illustrato da Silvia Bancora.I MISTERI DEL FOLKLORE: BOSCHI E FORESTE — Libro inProsa per Re-Belle Edizioni.Marzo 2023. Illustrato da Marga Biazzi “BlackBanshee”.L’UOMO VERDE — Storia breve pubblicata su Skorpio #2347Scritta a quattro mani con Francesco Matteuzzi.Febbraio 2022. Illustrato da Alberto Campo.

Alessandro Poli
Nasce a Bologna nel 1965, dove a tutt’oggi vive, lavorando, ormai da anni, nell’ambito pubblicitario in veste di visualizer di story board per diverse agenzie. I suoi studi di grafica pubblicitaria lo hanno portato verso questo mestiere, ma la passione per il fumetto lo spinge a coltivare l’arte della narrazione per immagini, ampliando la sua esperienza acquisita attraverso gli story board.
Dopo aver pubblicato alcuni disegni sul catalogo della manifestazione Falconara Comics, viene notato da Mauro Marcheselli, curatore di Dylan Dog, che lo inserisce nello staff dell’Indagatore dell’Incubo.
Mentre realizza il suo primo albo, nel 2004 gli viene affidata l’opportunità di aiutare a definire graficamente Demian, il personaggio creato da Pasquale Ruju che esordisce in edicola nel 2006, di cui diventa il copertinista, curando il prologo e l’epilogo della serie.
Anche la successiva opera di Ruju, Cassidy, in edicola dal 2010, lo vede realizzare gli studi del personaggio e le sue copertine. L’ultima realizzazione grafica dell’autore riguarda un personaggio creato da Bruno Enna per la Sergio Bonelli Editore di nome Saguaro. Uscita prevista fine maggio 2012. Attualmente continua a collaborare per la Sergio Bonelli Editore nello staf di Tex. Nel 2016 la nuova veste editoriale di Dylan Dog con la direzione di Barbara Baraldi esce nella collana Dylan Dog – I colori della paura con una storia breve Il bottone di madreperla impreziosita dalla copertina inedita di Alessandro Poli.
L’autore vive a Bologna.
https://www.cristinaportolano.com/intervista-al-disegnatore-bolognese-alessandro-poli/

Flavio Delbono
Flavio Delbono è nato a Sabbioneta (Mantova) nel 1959. Il padre Aldo è vigile urbano e prima fabbro e sindacalista della CISL, la madre Luigia è ricamatrice.Dopo il liceo scientifico si iscrive alla Facoltà di Economia e Commercio a Parma, dove si laurea nel 1982.

Matteo Lepore
Matteo Lepore è nato a Bologna, nel quartiere Savena, nel 1980.
Si diploma presso il Liceo classico Galvani e si laurea in Scienze politiche all'Università di Bologna. Dopo la laurea svolge un periodo di stage a Bruxelles presso l'Ufficio di collegamento con le Istituzioni europee della Regione Emilia-Romagna.
Tra il 2007 e il 2009 consegue un Master in Relazioni internazionali, un Master in Edilizia e urbanistica e un Master in Economia della cooperazione all’Università di Bologna.

Giorgio Guazzaloca
Giorgio Guazzaloca è nato a Bazzano, in provincia Bologna, il 6 febbraio 1944. Ha cominciato a lavorare con il padre a 15 anni e a 23 anni ha assunto la gestione dell'azienda di famiglia.

Renzo Imbeni
Renzo Imbeni è nato a Modena il 12 ottobre 1944. Dopo il diploma all'Istituto Tecnico Commerciale, ha frequentato la Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Bologna.
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Nuvole in Appennino
Può capitare che gli autori di fumetti - tipi strani, un po' matti, solitari - si ritirino a disegnare o a vivere fuori città, portando con sé solo carta e matita. Ogni tanto, però, nei loro lontani rifugi si radunano e allora son chiacchiere e bicchieri di vino.
