Magnus. Un gigante del fumetto

in occasione dell'intitolazione della piazzetta Roberto Raviola, le proposte della biblioteca per ricordarlo

Mercoledì 31 maggio alle 16 è stata intitolata a Roberto Raviola in arte Magnus l'area tra via Belle Arti, Piazza Puntoni e via Zamboni.

 

Nel corso della sua lunga carriera Magnus ha attraversato tutti i generi ed è stato riconosciuto come autore completo: non solo artista grafico - dallo stile unico - ma anche scrittore e sceneggiatore. Roberto Raviola - questo il suo nome all'anagrafe - nasce a Bologna il 31 maggio del 1939 e muore a soli 56 anni il 5 febbraio del 1996.

Dopo una giovinezza già segnata dalla passione (durante il liceo firma già lavori con lo pseudonimo di Bob la volpe, Magnus Pictur e solo alla fine, Magnus, producendosi anche in illustrazioni pubblicitarie, scenografie teatrali, tavole a fumetti spesso di guerra o di ambientazione western) e un passaggio in ambito pubblicitario, Raviola si propone all'Editoriale Corno come disegnatore di fumetti. La circostanza è fortuita: la casa editrice è proprio in cerca di disegnatori rapidi ed affidabili e a lui toccano due progetti. Si tratta di due storie "nere" che vanno di moda in quel periodo sull'onda lunga del successo di Diabolik delle sorelle Giussani, pubblicato nel 1962): sono scritte da Luciano Secchi alias Max Bunker, e si intitolano Kriminal e Satanik.

Le due serie, nonostante l'indiscusso successo, vengono bersagliate dai benpensanti fino al punto da essere sequestrate in alcune uscite di Satanik. Da quel momento, gli aspetti grotteschi ed ironici vengono accentuati a scapito degli eccessi iniziali, ponendo le basi per il fumetto più famoso della coppia Magnus-Bunker ancora oggi in edicola: Alan Ford, 1969.

Alan Ford, dipendente di un reparto di Servizi Segreti americano, dopo un inizio non entusiasmante decolla, proprio per la vis comica del famigerato e sgangherato gruppo TNT, che riesce nonostante tutto (e nonostante se stesso) ad raggiungere gli obiettivi decisi dal "Numero Uno" . La collaborazione tra Magnus e Bunker sta però per esaurirsi, lasciando dietro di sé ancora la saga comico-medievale Maxmagnus e alcuni racconti brevi.

Intrapresa la carriera da solista, Magnus realizza quattro storie dai contenuti forti degli esordi, Mezzanotte di morte, Dieci cavalieri e un mago, Quella sera al collegio femminile, Il teschio vivente editi da Renzo Barbieri tra il 1973 e il 1980.
L'appellativo di autore è un retaggio di questo periodo e di un'opera su tutte: I Briganti. Creando un'affascinante combinazione tra antichi monasteri e stazioni spaziali, Magnus riesce a dipanare in un ciclo di racconti la storia di un romanzo cinese del 1300 noto come il libro dei bevitori.

Si supera poi con Lo Sconosciuto, il personaggio creato nel 1975 con la collaborazione iniziale di Francesco Guccini. Unknow, così si fa chiamare lo sconosciuto, ex mercenario, vive le sue avventure nei luoghi più diversi e cerca di sopravvivere in un mondo duro e avverso come lui, facendolo morire per poi resuscitare grazie alla pubblicazione sulla rivista Orient express da parte dell'amico editore Luigi Bernardi.

A Magnus la collaborazione giova, e un altro illustre collaboratore lo trova in Giovanni Romanini, col quale idea nel 1979 il fumetto di ambientazione medievale umoristico e caricaturale in stile di Maxmagnus intitolato La Compagnia della Forca. Un altro grande autore che ha collaborato graficamente è Sergio Tisselli, nell'opera Giuseppe Pignata. Ulteriori capolavori seguiranno nella sua maestosa produzione, come Milady nel 3000, Vendetta Macumba e Necron, quest'ultimo su testi di Ilaria Volpe e dallo stile comico-pornografico che informa anche storie successive come Le 110 Pillole e Le femmine Incantate. Dura infine 7 anni il lavoro meticoloso portato avanti per La Valle del Terrore della Sergio Bonelli Editore, grande opera postuma. “Il Contenotte” fu un progetto di cui riuscì a realizzare solo qualche tavola prima di lasciarci

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Magnus, "Tex. La valle del terrore", 1996, Sergio Bonelli editore

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