Letteratura ungherese

di vento e di fuoco

Dopo la prima guerra mondiale l'Ungheria perse molti dei territori tradizionalmente abitati dal popolo ungherese. La forte crisi economica, sociale e politica innescò nel 1919 una rivoluzione comunista, seguita da un periodo di terrore bianco.

Negli anni Trenta si cristallizzò un regime totalitario di matrice fascista, che durante la seconda guerra mondiale fu alleato della Germania nazista. Nel 1944 cominciarono le deportazioni degli ebrei e gran parte della popolazione ungherese venne così decimata.

Dopo la sconfitta bellica, nel 1945 l'Ungheria cadde sotto l'influenza sovietica. Il governo comunista, filo-stalinista, prese in mano il potere nel 1949 e celebrò duri processi politici. La morte di Stalin risvegliò la speranza di una maggiore libertà, ma la rivoluzione democratica del 1956 fu soffocata nel sangue dai carri armati sovietici. Il regime comunista crollò infine nel 1989.

La letteratura ungherese del ‘900 rispecchia fortemente i rivolgimenti storici e politici di questo piccolo paese.

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