Giuseppe Dozza sindaco di tutti

Venti anni di amministrazione di sinistra tra ricostruzione ed espansione

Giuseppe Dozza (1901-1974) era un dirigente comunista designato dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) come sindaco di Bologna alla fine della guerra mondiale. Lontano da tanti anni dall'Italia, in città lo conoscevano per forza in pochi. E certo sembrò strano che sotto lo pseudonimo Ducati, nome simbolo del capitalismo padano, si celasse l'esponente di un partito operaio. Dozza aveva davanti una città semidistrutta e una società fiaccata dal regime e lacerata da una guerra fratricida. Il compito fu dunque prima di tutto ricostruire le case e le fabbriche, ma anche la convivenza civile e una buona amministrazione. Il nuovo sindaco guardò alla tradizione del socialismo municipale di Bologna e dell'Emilia rossa, prese esempio dagli "apostoli" Costa, Massarenti, Zanardi e si dedicò con tutte le forze alla sua gente. Bologna lo ricambiò nel tempo con la fiducia del voto, rinnovata praticamente "a vita", con un affetto sincero e una generale stima. Anche il drammatico confronto politico, di alto livello, con il mondo cattolico, impersonato da Dossetti e Lercaro, divenne nel tempo un processo di comprensione e dialogo, fecondo per la città.
Questa bibliografia è dedicata alla figura del "sindaco di tutti" e alla storia politica e sociale di Bologna nel dopoguerra, con una scelta di titoli a disposizione dei lettori della biblioteca Salaborsa.

Sindaci di Bologna dal dopoguerra - Giuseppe Dozza

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Il sindaco Giuseppe Dozza e le Due Torri simbolo della lista di sinistra a Bologna - Museo della Storia di Bologna (BO)

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