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The WHO, Tommy, (trac records) 1969

Il gruppo
Gli Who nella formazione originale sono Pete Townshend (chitarrista e autore della maggior parte delle canzoni), Roger Daltrey (voce), John Entwistle (basso elettrico) e Keith Moon (batteria).
Vengono dalle periferie di Londra e si formano all’inizio degli anni sessanta.
Diventano nei primi anni i simboli del movimento mod inglese. Nel 1965 esce “My generation”, che diventa una specie di inno generazionale (“spero di morire prima di diventare vecchio”) che consacra gli Who nel mito del rock, rendendoli uno dei gruppi più rappresentativi di tutti tempi in tutto il mondo. Tra gli anni sessanta ed i primi settanta vivono il periodo di maggior produzione realizzando album di grandissima importanza come “Tommy”, “Who’s next” e “Quadrophenia”. Nel 1978 Keith Moon muore in seguito ad abuso di farmaci, diventando definitivamente una leggenda. Viene considerato universalmente uno dei migliori batteristi della storia, certamente il più spettacolare e selvaggio. Dopo uno scioglimento nel 1982 e qualche tour successivo con un nuovo batterista, nel 2006 escono con un album: “Endless Wire”, questa volta senza il bassista John Entwistle, morto nel 2002 in una camera d’albergo e diventato a sua volta un vero mito del rock.
Alle sonorità degli Who(che spaziano dal rock and roll all’ hard rock, dalla psichedelica al pop) si sono ispirati tantissimi gruppi, quali addirittura Beatles e Rolling Stones, loro contemporanei, Led Zeppelin, Clash, U2 e Pearl Jam.

Il disco Tommy

Tommy è una delle prime Rock Opera, un concept album dove le canzoni sono capitoli di una storia narrata attraverso testi e musica.
Tommy è un bambino testimone di un omicidio: quello dell’amante della madre ad opera del padre, ufficiale dell’aviazione inglese, al ritorno dopo aver combattuto durante la prima guerra mondiale.
I genitori si accorgono che Tommy ha visto la scena da dietro lo specchio e gli dicono: non hai visto nulla, non hai sentito nulla. Il trauma rende Tommy cieco, sordo e muto.
Le condizioni di Tommy sono molto difficili e il bimbo cresce completamente chiuso in se stesso usando l’immaginazione come sua unica via di fuga da una realtà inaccettabile. Ancora più difficili per lui da affrontare sono le violenze dello zio e del cugino Kevin, che approfittano della sua incapacità di comunicare con il mondo. Le cose cambiano quando i genitori scoprono che Tommy è un vero genio del flipper: sfruttando questa attitudine per ricavarne successo e ricchezze.
Quando un dottore si accorge che il segreto della sua “malattia” è lo specchio che Tommy ha creato nella propria testa, la madre non credendogli manda in mille pezzi tutti gli specchi di casa. Tommy, liberato dalla sua prigionia diventa un messia pronto a partire per portare a tutti il suo messaggio di libertà ed emancipazione. Ancora una volta però i genitori lo strumentalizzano per creare una religione falsa e redditizia, che porterà alla rivolta dei fedeli e alla loro morte. Solo a quel punto Tommy troverà una vera rinascita spirituale.
Scritto da Pete Townshend, che vede in Tommy una specie di alter-ego, Tommy ha tutte le caratteristiche della musica rock ma riceve contaminazioni anche dall’opera.
Nel corso della storia sono molti i generi musicali che si intrecciano, uniti saldamente dalle inconfondibili chitarre di Townshend, ora ritmiche e incalzanti, ora sferzanti nelle loro incursioni distorte, ma sempre e rigorosamente al servizio della narrazione e intrecciate perfettamente alla voce potente melodica e dolce di Roger Daltrey.

Discografia
1966 The Who Sings My Generation
1967 A Quick One / Happy Jack
1967 The Who Sell Out
1969 Tommy
1971 Who's Next
1975 The Who By Numbers
1978 Who Are You
1981 Face Dances
1982 It's Hard
2004 Then And Now! - 1964-2004
2006 Endless Wire

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Glen Hansard, ONCE – MUSIC FROM THE MOTION PICTURE

L’autore
Glen Hansard classe ‘70, cantante e chitarrista irlandese dei Frames lascia la scuola molto giovane per suonare per le strade di Dublino. Trova il primo riscontro con il grande pubblico interpretando il ruolo del chitarrista Outspan Forster nel film The Commitments di Alan Parker (1991). È autore di più progetti musicali, tra cui uno da solista con la collaborazione di Markèta Irglovà, musicista di origine ceca e sua compagna nella vita.
Con la Irglovà recita nel film Once (2006), film scritto e diretto da John Carney, di cui Hansard, scrive la colonna sonora. Nel 2007 Hansard e la Irglová hanno registrato una versione di "You Ain't Goin' Nowhere" (Bob Dylan) per il film “Io non sono qui”(Todd Haynes 2007).

L’album
Once è la colonna sonora di un film molto delicato, una cornice malinconica dublinese nel quale si muovono una ragazzo ed una ragazza molto diversi per provenienza e cultura. Non hanno nome, ma molti sogni. Lui è un Busker che desidera incidere un disco, lei una ragazza madre immigrata con un compagno temporaneamente assente, un lavoro modesto e il sogno di avere un pianoforte tutto suo. La passione per la musica e un sentimento di amicizia che oscilla e tende a tratti verso qualcosa di più rende i protagonisti pronti a realizzare le proprie aspirazioni.
Le canzoni contenute nella colonna sonora sono intrise di una malinconia agrodolce creata dalla voce pulita e sussurrata della Irglovà e dal suo pianoforte semplice ma incisivo, mentre momenti di tensione romantica sono creati dalle chitarre acustiche e dalle parole di Glen Hansard. La canzone Falling Slowly, contenuta nel disco, ha vinto L’Oscar come miglior canzone nel 2007.

Discografia
2006 The sweel season
2007 Once, music from the Motion Pictures

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Falling slowly

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Sigur Rós, (), (2002)

L'autore
Giovane band islandese, i Sigur Ros sono riusciti a trasformare in suono le atmosfere limpide e suggestive della loro terra, fatta di grandi orizzonti, natura, ghiaccio, muschi e lava. Ne sono usciti dei dischi eterei e sognanti, ottenuti incrociando strumenti classici a lievi sperimentalismi elettronici e voci quasi ultraterrene. I testi sono scritti in una strana lingua sconosciuta, l'"hopelandish" (un misto di islandese e suoni inventati), e spesso la chitarra elettrica viene suonata con l'archetto di un violoncello. Il risultato è eccezionale, e la delicatezza della musica entra direttamente in contatto con i luoghi più profondi dell'anima.
I primi importanti ammiratori del quartetto di Reykjavík -Jon Thor Birgisson (voce e chitarra), Kjartan Svensson (tastiere), Georg Holm (basso) e Orri Pall Dyrason (batteria)-sono stati Bjork e i Radiohead, che li hanno ospitati in numerose date del tour di "Kid A".

L'album
Il capolavoro dei Sigur Ros si presenta molto particolare già dalla confezione: cd, copertina, custodia e libretto sono di un bianco trasparente quasi abbagliante, senza alcuna scritta, se non il titolo, (), intagliato. Il disegno che appare appena accennato in copertina è diverso a seconda dei continenti in cui è il cd è distribuito, e le fotografie all'interno sono visibili solo in controluce. I brani non hanno titolo, e sembrano uniti tra loro da una stessa atmosfera, delicata e straziante. La prima e l'ultima traccia sono tra le più importanti della storia del gruppo.

Discografia
Von (1997)
Ágætis Byrjun (1999)
() (2002)
Takk (2005)

Sito ufficiale

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Joy Division, Closer, (1980)

L'autore
Si tratta di una delle band più importanti e venerate del dark-punk, una vera pietra miliare nonostante la brevissima vita del gruppo. Nasce a Manchester nel 1976 con il nome Warsaw, dall'incontro di 4 amanti del punk durante un concerto dei Sex Pistols, ma la svolta si ha all'inizio del 1978. per un caso di omonimia con un altro gruppo, i Warsaw cambiano nome, e ne scelgono uno scioccante: Joy Division designava nei lager nazisti le prigioniere destinate all'intrattenimento sessuale dei loro aguzzini. Trainato dai testi cupi e intimi di Ian Curtis, il loro punk si trasforma in dark, e diventerà un punto di riferimento per tutti i gruppi post-punk che verranno. Con i Joy Division nasce non solo un nuovo genere musicale, fatto di suoni gelidi, geometrici, che sembrano rimbombare nel vuoto, scanditi da echi di chitarra e da ritmi semplici e pulsanti, ma addirittura un modo di vestire e di atteggiarsi, dominato da una tristezza senza speranza. Un patto unisce i quattro: quando uno di loro lascerà il gruppo, i Joy Division si scioglieranno, e i rimanenti dovranno continuare come New Order. Ben presto, al culmine del successo, il profetico patto dovrà essere rispettato: il leader Ian Curtis, travolto da quello che chiamava "il grande male", decide giovanissimo di porre fine alla propria vita, e a quella dei Joy Division.

L'album
Closer è il loro secondo e ultimo album. I testi di Ian Curtis compongono un mosaico agghiacciante dei fantasmi che imprigionavano la sua mente, e sono un manifesto poetico della terribile scelta presa. Tutti i brani sono lugubri e minacciosi, e dimostrano una sofferenza psicologica insopportabile. Curtis mette in scena il suo epitaffio, con tanto di marcia funebre, The Eternal.
Subito dopo l'uscita del disco,il giorno prima di iniziare il tour americano, ad un passo dalla consacrazione e dal contratto con una major, Ian Curtis si suicida impiccandosi nella sua casa di Macclesfield, a 24 anni non ancora compiuti.

Discografia
Unknown Pleasures (LP, Factory FACT 10, June 1979)
Closer (LP, Factory FACT 25, July 1980)

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Eels, Daisies of the Galaxy, (2000)

L'autore
Considerati una delle migliori formazioni di alternative rock, gli Eels nascono nel 1995 a Los Angeles, dall'ecclettica mente di Mark Oliver Everett, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Mr. E. Spinto da genio e passione, E. supera un'adolescenza difficile e si cimenta in numerose registrazioni casalinghe che lo portano ai primi due album solisti. La sua vita continua ad essere colpita da drammi continui, tra cui il suicidio della sorella e la morte della madre per cancro: di fronte al tragico Mr.E elabora un modo del tutto personale per sconfiggere il dolore, scrive canzoni allegre su temi tristi e canzoni tristi sulla felicità. Il progetto Eels riflette anche questa sua capacità, le canzoni e gli album passano dai toni cupi e malinconici di Electro-Shock Blues a quelli spensierati di Beautiful Freak, usati come colonna sonora per Shrek

L'album
Composto dopo i drammi che diedero vita al precedente Electro-Shock Blues, è un disco dai toni spensierati, allegro e vivace. E ha deciso di abbandonare la rassegnazione per darsi alle "margherite". Una primavera dello spirito con il suo simbolo di candore e pace, infanzia e spensieratezza, magari affidati alla giocosa roulette del "m'ama non m'ama": al più un sorriso, al meno, anche. L'immagine di copertina la dice lunga.

Discografia
Beautiful Freak (1996)
Electro-Shock Blues (1998)
Daisies of the Galaxy (2000) Oh, What a Beautiful Morning (2000, live)
Souljacker (2001)
Shootenanny! (2003)
Blinking Lights and Other Revelations (2005)
Sixteen Tons (Ten Songs): 2003 KRCW Session (2006)
Eels with Strings: Live at Town Hall (2006)

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Velvet Underground, The Velvet Underground & Nico, (1967)

L'autore
I Velvet Underground erano un amalgama esplosivo di musicisti: l'accoppiata chitarristica Lou Reed-Sterling Morrison, il "factotum" John Cale (viola, pianoforte, basso), la "chanteuse" fatale Nico e la più famosa batterista donna della storia del rock, Maureen Tucker. Da questa line-up scaturisce "The Velvet Underground & Nico": un incubo metropolitano, un rituale malsano e depravato che si consuma in un clima raggelante. Moderni come nessun loro contemporaneo, ma impregnati di un primitivismo selvaggio, Lou Reed e soci riescono a forgiare un suono unico (e inaudito), con una viola elettrica, una chitarra in piena distorsione con il volume sempre al massimo, un singolare tam tam e una seconda chitarra a dare sostegno alla prima. I loro testi, infarciti di droga e sesso, vengono giudicati a lungo troppo scandalosi. Una sera, nonostante un esplicito divieto, eseguono il pezzo "Black Angel's Death Song" e vengono licenziati in tronco. Quella notte, però, troveranno un nuovo fan: Andy Warhol. Sarà proprio il maestro della pop-art a lanciarli in uno show multimediale, "The Exploding Plastic Inevitable". E' il preludio alla nascita del loro album d'esordio, "The Velvet Underground & Nico".

L'album
The Velvet Underground & Nico" è il primo album che riesce a mescolare insieme rock e blues, psichedelia e avanguardia. Registrato nella seconda metà del 1966 e pubblicato nel 1967, il disco si avvaleva della supervisione "estetica" di Warhol, autore della celebre banana in copertina (che nelle edizioni originali dell'album poteva anche essere sbucciata, essendo la parte gialla, la buccia appunto, una pellicola adesiva). Fu sempre Warhol a imporre ai Velvet Underground la sua pupilla Nico, cantante tedesca dal registro "spettrale", che avrebbe poi intrapreso una magica carriera solista sponsorizzata da John Cale. Il disco, uscito in tiratura limitata, venne quasi ignorato dal pubblico, ma conquistò subito la critica dell'epoca. E oggi "The Velvet Underground & Nico" è praticamente l'unico ospite fisso nelle classifiche dei migliori dischi di musica rock del Novecento.

Discografia
1967 - The Velvet Underground & Nico
1967 - White Light, White Heat
1968 - The Velvet Underground
1970 - Loaded
1973 - Squeeze

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Pink Floyd, The dark side of the moon, (1973)

L'autore
I Pink Floyd sono i pionieri della psichedelia e uno dei massimi complessi rock di sempre. Nel corso di una carriera lunghissima (in cui si distinguono tre fasi, corrispondenti ad altrettante formazioni) hanno spostato i limiti del pop e del rock sposando l'elettronica e approfondendo la ricerca sonora in una serie di album giudicati pietre miliari della musica popolare del Novecento. Altra loro peculiarità è quella di aver prodotto mastodontiche rappresentazioni multimediali della propria musica attraverso spettacoli in cui la componente visiva è parte integrante di quella sonora.
Nei primi anni 60 sono stati tra i più coraggiosi esploratori delle nuove frontiere "lisergiche" del rock. Nel decennio successivo hanno smesso i panni della band di culto, ma hanno continuato a realizzare album memorabili.

L'album
"The Dark Side of the Moon" viene pubblicato il 24 marzo 1973 e verrà considerato da gran parte della critica come l'insuperato capolavoro musicale dei Pink Floyd. L'album è e verrà sempre considerato un superbo, inarrivabile rivoluzionario prodotto, in cui si susseguono all'interno di un'unica atmosfera brani che faranno la storia della musica contemporanea. Ascoltandolo interamente, si ha la sensazione che voglia accompagnare il viaggio attraverso il tempo di un coraggioso, anarchico esploratore, in continuo stato di ansiosa curiosità. In definitiva: il trionfo della suggestione e uno degli squarci più intensi di tutta la discografia floydiana.

Discografia
1967 - The Piper at the Gates of Dawn
1968 - A Saucerful of Secrets
1969 - Ummagumma
1970 - Atom Heart Mother
1971 - Meddle
1973 - Dark Side of the Moon
1975 - Wish You Were Here
1977 - Animals
1979 - The Wall
1983 - The Final Cut
1987 - A Momentary Lapse of Reason
1994 - The Division Bell

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The National, Alligator, Beggars Banquet Records, 2005

L’autore
The National sono una band indie rock di Cincinnati, Ohio, nata nel 1999. Tutti i testi sono del frontman, Matt Berninger. Il resto del gruppo è composto da due coppie di fratelli: Aaron e Bryce Dessner (chitarre e tastiera), e Scott e Bryan Devendorf (basso e batteria). Hanno scelto il nome della band perché è innocuo e insignificante.

L’album
Dentro Alligator ci sono la vita, l'amore, la morte, le chitarre, l'alcool, il rock, la rabbia, e una malinconia di fondo che fa venire voglia di farci il bagno dentro. Un disco che suona come trovarsi da soli in una grande città, respirare il fumo di una sigaretta una mattina d'inverno, o come una passeggiata notturna con le mani nelle tasche del cappotto per tenerle calde.

Discografia
2001 The National (Brassland Records)
2003 Sad songs for dirty lovers (Brassland Records)
2005 Alligator (Beggars Banquet Records)
2007 Boxer (Beggars Banquet Records)
2010 High Violet (4AD)

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Dente, Io tra di noi, Ghost Records, 2011

L’autore
Giuseppe Peveri, in arte Dente, nasce a Fidenza nel 1976. Comincia a suonare da adolescente, e non smette neanche quando trova lavoro come magazziniere e poi come grafico. Durante un concerto riceve una proposta da una casa discografica e accetta subito: “Meglio morire di stenti ma senza rimpianti. Non volevo fare il cantante, volevo svegliarmi felice”. Poco dopo esce Anice in bocca, poi arriva il successo. Viene spesso paragonato a Battisti, ma ci tiene a precisare che i testi, lui, se li scrive da solo. I suoi capelli sono una sfida alla forza di gravità.

L’album
A detta dell'autore, “il disco più triste della storia della musica...degli ultimi tre mesi”. In realtà, un album che non sfigurerebbe su un giradischi di cinquant'anni fa, e allo stesso tempo parla di sentimenti che corrono sui cavi dell'adsl.
Sono tutte istantanee da una storia d'amore, con testi che stanno a metà tra la poesia e i giochi da enigmistica, capaci di ribaltare i versi di Ungaretti e trasformarli nella canzone perfetta per quel momento terribile e bellissimo quando ci si scopre (di nuovo) innamorati. Da ascoltare dopo la fine di una storia velocissima, o guardando le stelle insieme a qualcuno, anche se è nuvolo.

Discografia
2006 Anice in bocca (Jestrai)
2007 Non c'è due senza te (Jestrai)
2009 L'amore non è bello (Ghost Records)
2011 Io tra di noi (Ghost Records)

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Le luci della centrale elettrica Canzoni da spiaggia deturpata, La Tempesta, 2008

L’autore
Le luci della centrale elettrica in realtà è Vasco Brondi, cantautore di Ferrara, e la centrale elettrica è un Petrolchimico, che a vederlo dal casello di Ferrara Nord quando è notte sembra di star tornando da una specie di New York della pianura padana, e invece a vederlo di giorno è solo un brutto ammasso di cemento. Vasco Brondi lavora come barista nel suo locale, il Korova Milk Bar, in uno dei vicoli della sua città, dove scrive racconti e poesie su quaderni di carta fatti a mano che poi vende ai clienti, finché a un certo punto diventano canzoni. Nel 2007 incide un ep fatto in casa, e l'anno dopo pubblica un disco che si intitola Canzoni da spiaggia deturpata, è prodotto da Giorgio Canali (ex CCCP e CSI), e non assomiglia a niente di quello che è uscito in Italia negli ultimi dieci anni.

L’album
La “spiaggia deturpata” potrebbe essere un pezzetto qualsiasi della riviera adriatica, dove accendere falò, tirar fuori una chitarra e urlare canzoni in riva al mare, di notte. Una notte senza stelle, però, con un cielo che non è sempre più blu, come cantava Rino Gaetano. E la voce di Brondi non urla, ma sembra vomitare le parole, in un canto disperato e rabbioso soffocato dalla nebbia che chi è cresciuto a Ferrara conosce bene, e dalle nubi delle periferie industriali dove le ciminiere “hanno sempre da fumare”. Nient’altro che una serie di frasi incisive tenute insieme con lo scotch, che parlano di una città che lotta contro la noia e il precariato, di sigarette, di amori modesti, di cosa vuol dire crescere in un posto dove il futuro non esiste.

Discografia
2007 Le luci della centrale elettrica (autoprodotto)
2008 Canzoni da spiaggia deturpata (La Tempesta)
2011 Per ora noi la chiameremo felicità (La Tempesta)

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Tre Allegri Ragazzi Morti

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Tre Allegri Ragazzi Morti, La testa indipendente, 2001

L’autore
Cominciano a suonare alla fine degli anni '70, quando Pordenone, città d'origine del cantante Davide Toffolo, era la capitale del punk rock italiano. Arrivano al successo nel '99, con Mostri e normali. Decisi a non svendere la propria immagine ai media, salgono sul palco con le facce coperte da maschere a forma di teschio. Hanno fondato un'etichetta indipendente, La Tempesta, che ha scoperto e pubblicato i dischi di: Giorgio Canali, Moltheni, Il Teatro degli Orrori e Le luci della centrale elettrica.

L’album
Un disco pieno di immagini (a partire da quelle del booklet, realizzate da Davide Toffolo), in cui si fa fatica a distinguere la fantasia dalla realtà. Un disco di canzoni che sembrano uscite dal diario di un adolescente in crisi. I TARM cantano la crescita, il percorso che parte dall'età più difficile, l'adolescenza, quella che “coincide con la guerra”, e arriva alla maturità, passando per gli amori da dimenticare, le piccole battaglie quotidiane, la sensazione di essere diversi, un po' mostri, e la ricerca di un posto che ci appartenga.

Discografia
1999 Mostri e normali
2001 La testa indipendente
2004 Il sogno del gorilla bianco
2007 La seconda rivoluzione sessuale
2010 Primitivi del futuro
2012 Nel giardino dei fantasmi

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Verdena, Verdena, Universal, 1999

L’autore
I Verdena sono due fratelli della provincia di Bergamo, Alberto e Luca Ferrari, e la bassista Roberta Sammarelli. Nel 1999 debuttano con un album che porta il loro stesso nome, e nei successivi dieci anni ne pubblicano altri quattro, tutti in bilico tra rock e psichedelia. Tutti i loro dischi sono nati in un pollaio, riconvertito a studio di registrazione e sala prove.


L’album
Prima di scrivere il disco italiano più bello degli ultimi anni (Wow, 2011), i Verdena hanno cominciato così, con un album che è una specie di inno per adolescenti introversi e arrabbiati col mondo. C'è da saltare, da commuoversi, da incazzarsi. E dei testi che apparentemente non vogliono dire niente, come delle poesie, però da urlare.

Discografia
1999 Verdena (Universal)
2001 Solo un grande sasso (Universal)
2004 Il suicidio del samurai (Universal)
2007 Requiem (Universal)
2011 Wow (Universal)

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Bruce Springsteen, Born to run, Columbia, 1975

L’autore
Musicista e cantautore statunitense, è diventato, partendo dalle sporche strade del New Jersey in cui è nato, tra i più grandi rappresentanti del rock mondiale. La sua è una storia inizialmente triste: attriti con i genitori e in particolare con il padre che lo voleva avvocato, poi i dissapori manageriali ed infine la depressione. Il critico John Landau della rivista “Rolling Stone”, dopo aver ascoltato tre concerti di fila, scriverà in un celebre articolo: Ho visto il futuro del Rock and Roll e il suo nome è Bruce Springsteen.
Conosciuto con l’appellativo di “The Boss” il suo essere grande è stato ed è tuttora proprio l’aver parlato dei piccoli, delle minoranze, dei perdenti, delle periferie americane e di quanto il grande sogno americano si sia dissolto in mille pezzi. La sua forza è un R’n’R travolgente con forti influenze di folk e di musiche popolari; una poesia dolce e malinconica e un cuore autentico che trasforma ogni concerto in una grande festa di più di tre ore in cui saltano, cantano e si divertono tutte le generazioni. Ma dietro un grande uomo c’è una grande band, la E STREET BAND, sua compagna di musica da più di quarant’anni, da poco mancante dell’immenso sassofonista Clarence Clemons, il Big Man, la sua spalla e autore dei meravigliosi assoli di sax nei brani Thunder road e Jungleland.
La sua discografia conta 17 dischi e numerosissimi riconoscimenti.

L’album
Questo disco, il terzo della carriera di Springsteen dopo Greetings from Asbury Park, N.J. e The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle , entrambi del 1973, rappresenta il grande salto di qualità, l’avvio al grande successo internazionale grazie a un rock molto più incisivo rispetto alle precedenti canzoni. Lo sfondo è sempre L’America , che ha illuso e disilluso, e che nella omonima canzone del disco viene descritta così: questa città (New York City) ti strappa le ossa dalla schiena , è una trappola mortale, un verdetto da suicidio, dobbiamo scappare finché siamo giovani, perché i vagabondi come noi, ragazza, sono nati per correre…. Otto tracce, tra le più amate dagli appassionati che sono lo specchio della grande anima autentica del Boss.

Discografia
1973 Greetings From Asbury Park, N.J.
1973 The Wild, the Innocent & the E Street Shuffle
1975 Born to Run
1978 Darkness on the Edge of Town
1980 The River (doppio)
1982 Nebraska
1984 Born in the U.S.A.
1987 Tunnel of Love
1992 Human Touch
1992 Lucky Town
1995 The Ghost of Tom Joad
2002 The Rising
2005 Devils & Dust
2006 We Shall Overcome: The Seeger Sessions
2007 Magic
2009 Working on a Dream
2012 Wrecking Ball

Sito ufficiale: http://brucespringsteen.net/



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Rino Gaetano,  Nuntereggae Più , IT, 1978

L’autore
È stato un grande cantautore italiano. Calabrese di nascita ma adottato dalla capitale, che all’età di soli trent’anni lo risucchiò nella sua via Nomentana dopo un tragico incidente stradale, ha un esordio poco applaudito con il suo primo disco Ingresso libero nel 1974. Il successo due anni dopo con l’album Mio fratello è figlio unico che lo pone nel novero dei cantautori italiani del momento. Viene ricordato per la sua voce ruvida e un po’ stonata, per le sue ballate nonsense e quasi surreali, per le sue denunce politiche e sociali, per i ritmi scanzonati e i titoli delle sue canzoni passano alla storia: Aida, Gianna, Berta filava, I love you Maryanna, Escluso il cane. Rino, pseudonimo di Salvatore, canta le vicende di una Italia che amava senza riuscire mai fino in fondo a comprendere veramente; le mille contraddizioni, i falsi miti, l’emarginazione, la vita di quel sud a lui tanto caro, le storie dei poveri e dei giochi di partito. Nel 1978 partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Gianna e arriva terzo, vestito in camicia a righe rosse, frac e scarpe da ginnastica. Quelle immagini e quei suoi abiti stravaganti sono ancora oggi nella memoria di tutti. Insieme al suo sorriso, indimenticabile.

L’album
Quarto album della carriera di Rino Gaetano, viene pubblicato nel 1978. Fu il disco della svolta. Resterà celebra perché includeva la sua canzone più famosa, Gianna e l’omonima Nuntereggae Più che inveiva contro tutto e tutti suscitando notevoli discussioni per i vari riferimenti politici e i tanti nomi elencati: Agnelli, Costanzo, Berlinguer, Gianni Brera e le liste dei partiti del momento. Alle critiche Rino rispose ironicamente: “Nuntereggae più è la canzone più leggera che ho mai fatto”. Nel disco ricordiamo la partecipazione di Francesco De Gregori come seconda voce nella canzone Fabbricando case.

Discografia
1974 Ingresso Libero 
1976 Mio fratello è figlio unico 
1977 Aida 
1978 Nuntereggae più 
1979 Resta vile maschio, dove vai? 
1980 E io ci sto 
1981 Q Concert 

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The Arctic Monkeys, Favourite worst nightmare, Domino Records/Warner Bros., 2007

Il gruppo
Escono allo scoperto con il loro sound alternative/indie rock rendendolo brillantemente “selvaggio e ballerino” dopo essere stati inizialmente una cover band dei The Stokes. Il loro successo è dovuto principalmente al loro spirito indipendente, che con l’aiuto di internet ha permesso loro di farsi conoscere senza subordinazione ad una casa discografica per ben due anni. Nel 2003, infatti, distribuiscono in rete Five Minutes with Arctic Monkeys, un EP che li consacra alla loro Inghilterra in brevissimo tempo. Successivamente, nel 2005, la band di Alex Turner si accorda con la casa discografica indipendente Domino Records e pubblica l’album Whatever People Say I Am, That's What I'm Not, che permette alla band di entrare immediatamente nel Guinness dei primati per il disco più venduto in una settimana della storia della Gran Bretagna. (Più di un milione di copie in otto giorni).

L’album
È il loro secondo lavoro, composto da quattordici brani molto adatti ai concerti. Non è un caso che il brano d’apertura del disco si chiami Brianstorm, una tempesta di idee che ha lo scopo di dichiarare la determinazione a ricominciare tutto da capo, una dimostrazione del fatto che la band non si è seduta sugli allori dopo il grande successo ottenuto, ma che invece ha voglia di crescere e migliorare. Fluorescent adolescent e Teddy Picker sono esempi di pezzi dal grande impatto sonoro, ballate spumeggianti dal sobrio e cadenzato brit-rock. Brani altrettanto “selvaggi” dal punto di vista ritmico sono Balaclava, The bad thing e Old yellow bricks, mentre Do me a favour e Only one who knows hanno una sonorità più morbida e pacata. Dopo la rapida affermazione commerciale che li ha resi un importante fenomeno mediatico, con questo disco gli Arctic Monkeys lasciano intravedere un barlume di maturità, anche se si tratta di una band che ha fatto dell’immaturità e di una irriducibile “giovinezza” il nucleo centrale del proprio stile, che si addice perfettamente ad una band che fa del buon rock’n roll.

Discografia
2006 Whatever People Say I Am, That's What I'm Not
2007 Favourite worst nightmare
2009 Humbug
2011 Suck it and see

Sito ufficiale
www.arctickmonkeys.com

Se ti è piaciuto ascolta anche
The Strokes
The Libertines
The Smiths

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Foo Fighters, Wasting Light, RCA, 2011

Il gruppo
I Foo Fighters nascono da un progetto audace e ambizioso di Dave Grohl, ex batterista dei Nirvana. Dopo la morte dell’amico Kurt Cobain, per David tutto sembrava finito. Nessuno si sarebbe aspettato l’enorme successo di questo gruppo rock, nato da un’ azzardo, da un desiderio forte di “agire” e di “non darsi mai per vinti”… ed è proprio questo che ti trasmettono i Foo Fighters, con la loro esuberanza, con i testi energici e positivi, con le canzoni che aumentano di potenza e poi esplodono sul finale con Grohl che urla la sua rabbia, la sua voglia di continuare ad andare avanti, di vivere. La formazione del gruppo è in continua evoluzione, come del resto lo sono le creazioni artistico - musicali dello stesso. Attualmente fanno parte dei Foo Fighters: Dave Grohl, voce e chitarra ritmica, Chris Shiflett, chitarra solista, Pat Smear, chitarra solista / chitarra ritmica, Nate Mendel, basso, Taylor Hawkins, batteria / percussioni. I Foo Fighters sono un gruppo che è stato inglobato in vari stili: “punk-rock, post-grunge, hard rock…” Quello che però li contraddistingue è il “saper sorprendere”, con quel loro modo goliardico di passare dai capolavori come Everlong o Come Alive, portandoci poi nel vivo dell’ azione con Monkey Vrench o My Boor Brains-Wind Up, e di sprigionare energia allo stato puro con canzoni come All my life.

L’album
Wasting Light è l’ultimo album dei Foo Fighters. Pubblicato il 12 aprile 2011, sin dalle prime settimane conquista un successo inaspettato, guadagnando la prima posizione in vari paesi. Oltre agli stadi e ai vari festival, ad aprile la band si è esibita nei garage dei fan statunitensi collocati fra New York e Seattle. Per ospitare il gruppo nel proprio garage bisognava partecipare a un contest scrivendo, in 25 parole, il motivo per cui il gruppo doveva esibirsi a casa propria. Wasting Light è un disco di una potenza entusiasmante, attraverso il quale i Foo Fighters si iscrivono definitivamente nel libro dei più grandi di sempre. Dave Grohl aveva assicurato che questo Wasting Light sarebbe stato il disco più heavy della carriera dei Foo Fighters e la promessa è stata mantenuta. L’album si apre con Bridge Burning, uno dei pezzi più rock, ADRENALINA allo stato puro che ti entra nelle ossa e quando tutto sembra essere terminato, proprio alla fine, ecco che il gruppo esplode con Walk, che ti torna a far sentire come un ragazzo al centro del mondo.

Discografia
1995 Foo Fighters
1997 The Colour and the Shape
1999 There Is Nothing Left to Lose
2002 One by one
2005 In your Honor
2007 Echoes, Silence, Patience & Grace
2011 Wasting Late

Raccolte
2009 Greatest Hits
2011 Medium Rare

Sito ufficiale
http://www.foofighters.com/it/home

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Pearl Jam
The Offsprings
Nirvana
Taylor Hawkins and The Coattail Riders
Iggy Pop
The Stooges

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Nirvana, Nevermind, Geffen, 1991

Il gruppo
I Nirvana sono Kurt Cobain (voce e chitarra, nonché autore di quasi tutti i testi), Krist Novoselic (basso) e Dave Grohl (batteria). Provengono dalla provincia dello stato di Washington e sono tra i maggiori esponenti del genere musicale Grunge, considerato l’ultima grande rivoluzione all’interno del Rock degli ultimi vent’anni, che vede la sua nascita a inizio anni Novanta.
Kurt Cobain, il fondatore del gruppo, è entrato nella mitologia del Rock a causa della sua vita travagliata e della precoce morte, a soli 27 anni, per suicidio.
Fin da piccolo mostra interesse per la musica, che rappresenta per lui anche un modo per evadere dal pesante clima familiare. La provincia non offre grandi opportunità di svago, a parte consumo di droghe leggere e piccoli vandalismi, né occasioni di incontri e ascolti interessanti. Nell’era precedente alla diffusione di Internet, Cobain entra in contatto con artisti e sonorità diverse attraverso gli ordini per corrispondenza di cassettine, anche di importazione, e le brevi “gite” nella vicina città di Olympia, centro di una vivace scena musicale. Non riesce però ancora a trovare quel particolare tipo di musica che traduca il suo stato d’animo di rabbia/frustrazione/alienazione: saranno le sue stesse creazioni a dar voce a questo misto di sentimenti che caratterizza molti altri giovani oltre a lui e che forse per questa ragione otterranno così grande successo.

L’album
Questo disco è il secondo della breve carriera dei Nirvana ed è l’album della svolta, ricordato tra le pietre miliari del Rock. Mescola suoni grezzi del punk, chitarre distorte e melodie pop in un mix inedito fino a quel momento.
È considerato manifesto di una generazione che non si riconosce più nei ricchi e patinati anni Ottanta e affronta con rabbia e disillusione i ’Novanta che iniziano. Lo stesso titolo, Nevermind, significa “non importa”, parola che riassume in sé l’alienazione che accomuna Cobain e molti suoi coetanei (il titolo è anche un rimando all’album dei Sex Pistols, “inventori” del punk, Never mind the bollocks).
Smells like teen spirit, forse il singolo più famoso del gruppo, è uno dei pezzi Grunge più agghiaccianti e contagiosi, un mix tra la voce stridula e rabbiosa di Cobain, il ritmo selvaggio della batteria e i toni cupi del basso. Ma l'album si ricorda anche per Come as you are, Polly, Lithium. Fa sorridere la copertina che raffigura un bimbo nudo che insegue il dollaro, un’ indubbia e “feroce” critica alla società americana.

Discografia
1989 Bleach
1991 Nevermind
1993 In Utero

Album dal vivo
1994 MTV Unplugged in New York
1996 From the Muddy Banks of the Wishkah

Raccolte
1992 Incesticide

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Pearl Jam
Bikini kill
Foo Fighters
Afterhours
Sex Pistols

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Paolo Fresu, 50 anni suonati, Tuk Music, 2012

L’autore
Artista dalla fama mondiale, Paolo Fresu rivendica ogni qualvolta gli sia possibile le sue origini sarde. Nato a Berchidda(OT) nel 1961, figlio di un “poeta in limba”, quindi da sempre vicino alla musica, eredita la passione per la tromba da suo fratello e all’età di 11 anni inizia a suonarla nella banda del paese. Negli anni si avvicina al Jazz, del quale approfondisce gli studi diplomandosi in tromba al conservatorio di Cagliari nel 1984. Nello stesso anno forma, assieme ad altri 4 componenti, il “Paolo Fresu Quintet”. Dopo aver ottenuto svariati premi e riconoscimenti internazionali ed internazionali e aver suonato in tutto il pianeta con i nomi più importanti del jazz, progetta e dirige dal 1988 il Time in Jazz, festival musicale che si svolge a Berchidda, paese al quale si è sempre sentito legato e debitore, perché è qui che ha mosso i primi passi nella musica. Le collaborazioni con i più importanti artisti afroamericani degli ultimi trent’anni fanno di lui fin da ora una leggenda. Oggi è attivo con diversi progetti che lo vedono impegnato per più di 200 concerti all’anno, in tutti i continenti. Vive tra Parigi, Bologna e Berchidda.

L’album
Nel 2012 decide di festeggiare i suoi cinquant’anni con un tour che raggiungerà le 100mila presenze, con lo scopo di raccogliere i 50 concerti in 5 cd chiamati appunto “50 anni suonati”. Il suono della sua tromba verrà sentito da altrettanti luoghi della sua isola, tutti suggestivi dal punto di vista storico-archeologico e panoramico, un vero e proprio collage di arte, cultura e natura. Il suo tour ha inizio proprio a Berchidda, con la Banda “De Muro”, che lo ha iniziato alla musica e continua tra mare e montagna, attraverso siti nuragici, punico-romani, castelli medievali e meraviglie panoramiche, fino a ad arrivare a Cagliari, col concerto A solo. Paolo Fresu percorre 7mila chilometri accompagnato in ogni tappa da “collaboratori” d’eccezione tra cui Ascanio Celestini, Flavio Soriga, Lella Costa, Stefano Benni, Dave Douglas, Sheila Jordan, Uri Caine, Paolo Rossi e Gianmaria Testa, con sonorità sempre differenti e poliedriche, che mai riescono ad oscurare la sua presenza scenica, quella di un trombettista senza età, con fede sarda all’anulare, dolcemente aggrovigliato sul suo strumento. Oltre alla grande risposta del pubblico, questo tour gli accorda anche delle soddisfazioni etiche: Amnesty International gli conferisce il premio “Arte e diritti umani” per la scelta del merchandising equo-solidale e i suoi concerti eco sostenibili, infatti vengono utilizzati per questo tour solo 5 kw attraverso l’uso di pannelli solari e sistemi eolici.

Discografia
Ha registrato oltre trecentocinquanta dischi, con svariate formazioni, a proprio nome e con collaborazioni internazionali (etichette francesi, tedesche, giapponesi, spagnole, olandesi, greche.)

Sito ufficiale
www.paolofresu.it

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The Doors, The Doors, Elektra,1967

Il gruppo e il leader
È il 3 luglio 1971, una sera come tante altre, a Parigi si spegne James Douglas Morrison (meglio conosciuto come Jim Morrison), frontman dei Doors, definito dai media “lo sciamano del rock”, il “Re lucertola”, “Dioniso”. I Doors nascono dall’incontro fra Jim Morrison e Ray Manzarek, entrambi studenti della UCLA School of Theater, Film and Television dell'Università della California. I due avevano molto in comune, come ad esempio la passione per i classici della letteratura maledetta (Baudelaire, Verlaine, Rimbaud…), per la poesia e il cinema. Erano gli anni Sessanta, gli anni d’oro dei Beatles, della San Francisco tutta “peace & love”. Quella dei Doors sarà una lunga e dura gavetta nei locali di Los Angeles, prima di riuscire a completare il loro primo album (The Doors, 1967). È uno debutti più folgoranti della storia. Il gruppo è composto da Jim Morrison (voce solista), Ray Manzarek (bassista), Robbie Krieger (ottimo compositore e chitarrista), John Densmore (tastiera e batteria). Il loro stile è inconfondibile, un blues stravagante ed eccentrico, da molti definito anche rock psichedelico e i testi sono graffianti e irrequieti, spesso di difficile comprensione come del resto lo è Jim Morrison che sa interpretarli magistralmente. Ma è soprattutto dopo la scomparsa della leadership che verrà pienamente riconosciuta la capacità creativa e travolgente del gruppo. Spesso durante le performance Jim era un vulcano “fuori controllo”, inveiva contro il pubblico (Miami, live 1969), la sua inquietudine raggiungeva livelli devastanti (arresto 1970) ma, l’immagine che si ha di lui è quasi sempre semplicistica e riduttiva! Jim Morrison non era solo una rockstar devastata dall’alcol e dalla droga, un poeta maledetto, uno sciamano del rock. Dietro a questa maschera c’era un ragazzo fragile e introverso, irrequieto, acuto e intelligente, una vera icona del rock, un ragazzo che non è mai diventato uomo perché è morto a soli 27 anni.

L’album
Personalmente ritengo che il primo album dei Doors sia un capolavoro, la miglior creazione del gruppo. Tutto inizia con il primo singolo, Break on Through (To the Other Side), e )i Doors fanno urlare già allo scandalo visto che il testo parla di una ragazza che tutti amano) (everybody loves my baby) e che non è nel pieno delle proprie capacità mentali (she gets high), è un invito incalzante a “sfondare le barriere che ti bloccano il cammino”). La provocazione accompagnerà sempre la band. Alabama Song (Whisky Bar) è l’episodio più curioso dell’album e forse della carriera della band: è infatti la versione di un brano scritto nella Hauspostille di Bertolt Brecht nel 1927. Il quartetto losangelino fa propria quest’opera del drammaturgo tedesco trasformandola in una marcetta in cui l’hammond e il mandolino fanno da sfondo all’inconfondibile voce di Morrison che canta di un viaggio alla ricerca di un whisky bar e di una little girl. Appartiene al primo album anche la canzone più famosa dei Doors: Light My Fire. Con essa il gruppo raggiunse una fama mondiale inaspettata … End of the Night mostra invece il lato più intimo e oscuro della band; quel lato legato in maniera indissolubile alla notte, compagna di mille parole, canzoni, poesie e sensazioni. The End è il gran finale, un altro classico della band, frutto di una serie di esibizioni al famoso locale di Los Angeles, il Whisky a Go Go. Un testo elaborato che si accompagna ad una trama musicale altrettanto complessa che inizia con una parte lenta accompagnata da parole cantate e/o recitate, per finire in un climax psichedelico ed urlato. Una canzone il cui scopo è ricordarci che la fine è sì la nostra unica amica (This is the end, my only friend the end) ma è anche un mezzo, estremo, per raggiungere la vera libertà. Canzone cha ha accompagnato Marlon Brando nelle scene finali del film Apocalypse Now.



Discografia
1967 The Doors
1967 Strange Days
1968 Waiting For The Sun
1969 The Soft Parade
1970 Morrison Hotel
1970 Absolutley Live
1971 L.A. Woman

Sito ufficiale
https://thedoors.com/home

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Pink Floyd
Led Zeppelin
Jimi Hendrix
The Stooges

Se ti va guarda anche il film
The Doors di Oliver Stone del 1991