I MESSAGGI DEGLI AUTORI


Neil Gaiman
Cari lettori di Xanadu
la cosa più importante che ognuno di noi possiede è l'immaginazione.
Guardatevi intorno. Tutto quello che vedete esiste perché qualcuno lo ha immaginato.
Sono davvero onorato che voi abbiate letto Stardust. E' la storia di un muro, e di un viaggio. Parla di come si possa immaginare il passato, e di come si possa immaginare il futuro. Poi ha a che fare anche con l'amore, con la morte e con le promesse, perché a volte abbiamo bisogno anche di queste cose.
Spero che finito di leggere il libro vi chiediate che cosa vi aspetta dall'altra parte del muro, e che cosa fareste se trovaste una stella caduta nel vostro cammino...
Neil

Andrea Venturi
GIUDA BALLERINO!!!
...ho pensato quando ho saputo che non sarei potuto essere qui oggi con voi, il che forse è meglio per voi, ma non per me. Me la sarei proprio goduta questa festa insieme.
Se ci sarà una prossima occasione, cari lettori ostinati come me, se ci sarete, ci sarò!
Nel frattempo continuerò a disegnare meglio che posso per meritarmi la vostra attenzione.
Giuda Ballerino!
Andrea

Beatrice Masini
Ciao, voi.
"Ciao, tu" è un libro che ha quasi la vostra età: è uscito nel 1998, ma è nato l'anno prima, alla fine del 1997. È strano pensarci, no? Comunque, per un libro è una bella età, vuol dire che l'hanno letto a ondate ragazzi e ragazze che adesso sono uomini e donne, e mi fa sorridere pensarci, però fa anche un po' impressione. Anni fa, in una scuola della provincia di Verona, un Christian di dodici anni mi aveva detto: "È il primo libro che mi è piaciuto". E mi ero sentita fiera e un po' carica di responsabilità: spero che per lui sia stato il primo di una lunga serie. E lo spero, in senso più ampio, per tutti voi che siete già lettori, altrimenti non sareste alla festa di Xanadu: là fuori ci sono montagne di libri da scoprire, e in quelle montagne ce ne sono di sicuro alcuni che sembrano scritti proprio per voi, uno per uno, tutti diversi voi, tutti diversi i libri. Ciascuno deve trovare i suoi. È quasi estate, arriva il tempo più libero dell'anno, il tempo migliore per leggere. E allora scalate queste montagne di libri e scoprite quali sono i vostri e portateli con voi, e poi dentro di voi. E parlatene: parlare di libri li fa essere ancora più vivi, è quello di cui hanno bisogno.
Un bacio a tutti.
Beatrice

Diana Wynne Jones
Mi fa enormemente piacere che vi sia piaciuto Il castello errante di Howl. E' stato davvero un gran divertimento per me scriverlo. Quando mi metto al lavoro sto seduta a scribacchiare su una comoda sedia nel nostro salotto... scrivendo Howl non facevo altro che saltare sulla sedia e ridere. Mio marito stava seduto di fronte a me, cercando di leggere, e ovviamente questo gli dava molto fastidio. Diceva: "Non puoi farti ridere da sola! Non puoi!" Io gli dicevo "Ma certo che posso!" E continuavo a scrivere. Poi, quando sono arrivata alla parte in cui il castello aumentava di proporzioni e si muoveva, ridevo così tanto da cadere dalla sedia. Mio marito era furioso. Comunque era divertente, un pochino. Quando il libro è stato pubblicato l'ho prestato a un amico, che lo ha prestato ad un suo vicino di casa. Nel mezzo della notte, i genitori del ragazzo hanno sentito un'enorme risata, seguita da una caduta. Loro si sono precipitati nella stanza del ragazzo e lo hanno trovato sul pavimento, in pigiama, attorcigliato nelle coperte, che leggeva Howl... aveva riso così tanto da cadere dal letto, proprio come me dalla sedia.
Un paio di altre cose che potrebbero piacervi del libro: l'idea mi è stata data da un ragazzo in una scuola in cui ero stata per fare una presentazione. Lui mi ha chiesto: " Ma tu hai mai scritto una storia su un castello errante?". E io gli ho risposto che no, non lo avevo ancora fatto, ma che era un'idea talmente buona che l'avrei di certo fatto. Gli ho subito promesso che avrei messo il suo nome in copertina a dimostrazione che mi aveva dato l'idea. Così mi ha scritto il suo nome e indirizzo su un pezzo di carta e io l'ho portato a casa. Siccome non ero sicura che avrei scritto davvero il libro ho riposto il biglietto in un posto molto sicuro, fino a che non fossi stata pronta. Ebbene, non ho mai più trovato quel pezzetto di carta fino ad oggi. E così ho dovuto spiegarlo all'inizio del libro, sentendomi molto in colpa.
L'altro fatto curioso è che appena il libro è stato stampato ho cominciato a ricevere lettere da ragazze giovanissime che mi chiedevano come fare per sposare Howl. Continuavano e continuavano ad arrivarmi lettere del genere. Penso che la fila di giovani ragazze che vogliono sposare Howl sia sparsa in tutto il mondo ancora ora. E mi stanno ancora scrivendo.
È stupendo sapere che le persone apprezzano quello che scrivo.
Diana

Judy Blundell
Una volta, durante una sessione di dediche, una lettrice adolescente mi si avvicinò e mi disse che, quando le capitava di leggere qualcosa di entusiasmante o di autentico in un libro, doveva immediatamente chiudere il libro, alzarsi e correre per la stanza. Le era capitato diverse volte mentre leggeva Tutte le bugie che ho detto. E' probabilmente la migliore critica che io abbia mai ricevuto.
So esattamente cosa voleva dire. Leggere un buon libro significa anche per me la stessa cosa. Le persone, parlando di libri, dicono spesso "Non riesco a mollarlo" ma io penso di avere un buon libro tra le mani quando devo fermarmi continuamente perché l'autore continua a sorprendermi e devo smettere di leggere, per ridere, o per trattenere il fiato o per piangere, e così riesco a coglierne appieno la bellezza.
Questo mi capita anche quando sto scrivendo. Se trovo una frase perfetta o un'emozione, o un colpo di scena, sono superstiziosa e devo spegnere il computer e andare da qualche altra parte - bere una tazza di tè, raccogliere la biancheria, uscire e guardare il giardino. Sono troppo eccitata per poter scrivere. Devo prima calmarmi.
Mentre stavo scrivendo Tutte le bugie che ho detto mi sentivo travolta da una storia che doveva essere raccontata. Volevo che il lettore entrasse in questo spaventoso viaggio con Evie, per innamorarsi e soffrire, per scoprire come lei viveva la sua vita in mezzo alle falsità. Volevo che il lettore provasse un desiderio irresistibile di sfogliare le pagine e al contempo di fermarsi, tirare il fiato e correre nella stanza.
Judy