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Intervista ad Aidan Chambers

Il grande scrittore per Biblioteca Sala Borsa Ragazzi

Aidan Chambers è stato ospite a Bologna alla festa finale di Xanadu nel giugno scorso, dopo avere vinto la precedente edizione con il romanzo Quando eravamo in tre.
Grazie ai suoi libri, Chambers ha vinto numerosi premi, e le sue opere sono tradotte in moltissime lingue.

Quali sono, secondo lei, gli strumenti più efficaci per interessare i ragazzi alla lettura?
Nessuno legge, se non ha a portata di mano qualcosa che desidera leggere. Quindi è fondamentale avere a disposizione molti libri del tipo giusto. Poi ognuno scoprirà le proprie preferenze ascoltando le letture che gli vengono fatte ad alta voce. In questo ci sono di aiuto le persone di cui ci fidiamo e da cui amiamo sentir parlare dei libri che pensano possano piacerci. Perciò è importante sia leggere ad alta voce che parlare di libri in modo semplice e divertente. Inoltre leggere richiede tempo, si deve quindi trovare il tempo per leggere, ed è utile leggere in compagnia, ognuno per conto proprio, ma insieme. Infine è importante lasciarsi coinvolgere dai libri, proporli ad altri, discuterne, inventandosi cose da fare con i libri. Leggere è un'attività sociale e abbiamo bisogno di svolgerla in compagnia.

C'è un libro che ha letto da bambino o da ragazzo e che le ha lasciato un ricordo particolarmente intenso?
Non ho saputo leggere correttamente fino ai 9 anni. Prima di allora guardavo dei fumetti, chiamati Beano e Dandy, che adoravo. Ma all'età di 10 anni ricevetti da mia nonna un libro intitolato Worzel Gummige di Barbara Euphan Todd, storia di uno spaventapasseri con un brutto carattere e dal comportamento divertente. L'ho amato molto e nei due anni successivi l'ho letto ben 13 volte (ho tenuto il conto!). In seguito ho letto molti libri, senza averne dei preferiti, fatta eccezione per Just William di Richmel Crompton, raccolta di storie su un personaggio di nome William Brown, ragazzo ribelle che si cacciava sempre nei guai ma finiva per cavarsela sempre brillantemente.

C'è un libro (o anche più di uno) che si sentirebbe di consigliare a un ragazzo di oggi?
Non consiglierei mai un libro a un giovane lettore sconosciuto. Il gusto, l'esperienza di lettura, l'età, l'educazione, la provenienza sociale sono determinanti nella scelta dei libri significativi per ciascuno di noi.

Quali sono le sue letture in questo periodo?
Ho appena terminato: una nuova biografia di John Osborne, commediografo che ha contribuito a cambiare la scena teatrale inglese degli anni '50; Everyman, l'ultimo romanzo di Philiph Roth (a mio avviso il miglior romanziere americano vivente); District and Circle, la nuova raccolta di poesie di Seamus Heaney; Visiting Picasso: The Notebook and Letters of Roland Penrose, dove sono riportate le sue conversazioni e le sue visite a Picasso.

Ha qualche ricordo legato ad una biblioteca di cui è stato utente in passato?
Fino agli 11 anni non sapevo nemmeno che esistessero le biblioteche, poi un nuovo amico mi portò con sé alla biblioteca civica e mi fece iscrivere. Da allora ci sono andato almeno una volta alla settimana fino ai 19 anni. Ricordo la biblioteca con affetto, perché è stato là che ho scoperto quanti libri meravigliosi ci sono da leggere e là potevo muovermi e scegliere liberamente tra gli scaffali per tutto il tempo che volevo. Ricordo anche la biblioteca della mia scuola media. Durante l'ultimo anno di scuola divenni studente bibliotecario, dando una mano nella gestione della biblioteca, e cominciai la prima raccolta separata di paperback. Era una splendida biblioteca, grande, luminosa, comoda e sempre silenziosa, dove era un vero piacere leggere e studiare.

Lei ha la capacità di raccontare storie molto amate dai giovani lettori, ritiene ci sia una sostanziale differenza tra lo scrivere per adulti e lo scrivere per ragazzi?
La differenza è che quando scrivo una storia su un adolescente, la scrivo dal suo punto di vista, con la consapevolezza di quell'età. Se dovessi scrivere la stessa storia dal punto di vista di un adulto sarebbe certamente diversa, perché diversa sarebbe la sua consapevolezza. Da adolescente spesso le cose ti accadono per la prima volta in modo consapevole, ma come adulto maturo le hai già sperimentate e guardi indietro alla tua prima volta con rammarico o nostalgia, o perlomeno con la conoscenza e l'esperienza acquisite da allora. Quindi la mia narrativa per giovani e la mia narrativa per adulti differiscono per tono e atteggiamento, ma non per altri aspetti. Ad esempio, non scendo a compromessi riguardo a linguaggio o contenuto, non scrivo "ai" o "per" i giovani, scrivo piuttosto "come" i giovani della mia storia.

C'è un personaggio, tra quelli che ha creato, a cui è particolarmente affezionato o nel quale si riconosce in modo particolare?
Sono affezionato soprattutto a Cordelia, il personaggio principale del mio ultimo libro This Is All. Non so se mi "identifico" con lei, ma la sento molto vicina e le voglio bene.

Come nascono i suoi libri, da cosa prende l'ispirazione iniziale per le storie che scrive?
Ogni storia ha un inizio diverso. Non so mai che cosa accenderà una storia che diverrà romanzo; è sempre una sorpresa. Ma quando inizio a scrivere, tendo a cominciare la storia dall'inizio per poi tirare dritto fino alla fine. L'ispirazione? Non ho risposte in merito. Quello che so è che devo lavorare sodo tutti i giorni e credere nella storia. Leggo molto, soprattutto quegli autori che mi fanno desiderare di scrivere e quando non lavoro ascolto musica classica e guardo intensamente fuori dalla finestra. Suppongo che la parola "perseveranza" sostituisca nella mia esperienza "ispirazione". Infatti, se si continua a lavorare e a provare, alla fine la storia arriva da sé.

Ci può anticipare di cosa tratterà il suo prossimo libro?
Non parlo mai dei miei prossimi libri. Perché scriverli, se li racconti? Posso solo dire che sto tentando di scrivere un romanzo intorno a un vecchio, ma un vecchio di oggi, che è molto diverso da come si era vecchi ai tempi di mio nonno o perfino di mio padre. La vita sta cambiando velocemente sia per i "vecchi" che per i "giovani". Sto anche scrivendo un dramma per alcuni giovani attori e spero in futuro di scriverne altri. Sento anche che qualcosa mi spinge verso la poesia, anche se finora non sono mai stato capace di scriverne, così questo rappresenta per me un nuovo stimolo.