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Nati per leggere novità dicembre 2009


cover: rime_per_le_mani.jpg Rime per le mani
Chiara Carminati, Simona Mulazzani, Giovanna Pezzetta, Panini, 2009
dai 12 mesi

E' un libro che si presta a molti usi: ci sono un cd per ascoltare le canzoni, pagine cartonate con le filastrocche che sono anche il testo delle canzoni, illustrazioni su cui possono essere indicate gli oggetti, i personaggi, le azioni, le associazioni suggerite dalle parole e dalla musica e, se questo non bastasse, un riquadro con le indicazioni dei gesti e dei movimenti che possono fare adulti e bambini ascoltando la canzone o leggendo la filastrocca.
Già dai dodici mesi, e forse anche prima, potranno essere proposte ai piccoli le canzoni: belle, fuori dallo stereotipo “canzoncine per bambini”, riecheggianti di suggestioni appartenenti alla nostra tradizione popolare, ma anche a quella klezmer, al jazz, al blues. Alcune canzoni potranno già essere accompagnate dai gesti, soprattutto quelle che prevedono l'azione da parte dell'adulto: i trottatrotta sulle ginocchia, i massaggi ai piedini, il solletico, il pane fatto sul corpo del bambino. L'uso del libro crescerà insieme ai bambini, un po' alla volta, in base alle competenze, alle capacità e alle preferenze di ognuno. Si potranno assaporare suono e ritmo leggendo le filastrocche, muovere piedi, spalle, dita, testa seguendo le canzoni, si potrà tenere il libro in mano, sfogliarlo, cercando le corrispondenze con le canzoni e con le filastrocche. E' un libro quindi da godere insieme, grandi e piccoli, con lo sguardo, con il corpo, con l'udito e con la voce

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cover: tarari_tararera.jpg Tararì tararera...
Emanuela Bussolati, Carthusia, 2009
dai 4 anni

Confessiamo di essere entusiasti di questo albo illustrato. Scritto in Piripù, una lingua inventata dall'autrice, narra di Piripù Bibi, il più piccolo della famiglia, che stufo di essere trattato da neonato e di non poter mangiare i frutti deliziosi di cui si cibano i grandi, fugge e vive una serie di avventure fino all'inevitabile desiderio di tornare dalla sua famiglia. Immaginiamo che molti adulti potranno leggere in questo libro una metafora della crescita, oppure una narrazione sui rapporti familiari, o molte altre cose ancora. Quello che però importa, al di là delle interpretazioni personali, è che siamo di fronte ad una bella storia, narrata benissimo, in cui ritmo, parola, illustrazioni concorrono ad appassionare, divertire, emozionare. La lingua Piripù è fortemente espressiva ed onomatopeica e assieme alle belle illustrazioni rende chiarissimo lo svolgimento dell'azione. Soprattutto, come scrive l'autrice nella presentazione dell'albo, Tararì tararera è fatto e pensato per essere letto ad alta voce da adulti che, con partecipazione ed emozione, divengano il tramite per fare arrivare ai bambini tutto ciò che di importante c'è nei bei libri a loro rivolti: belle storie, ben scritte e bene illustrate, che li sappiano emozionare, divertire, coinvolgere, stupire
Se volete ascoltare la bellissima registrazione di una mamma che legge il libro con il suo bambino potete farlo andando sul blog dell'autrice.

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cover: luisa_le_avventure_di_una_gallina.jpg Luisa le avventure di una gallina
Kate DiCamillo, Harry Bliss, Mottajunior, 2009
dai 5 anni

Luisa è una gallina che ha una grande passione: l'avventura. Alla lunga la vita del pollaio le sta stretta e Luisa sente il bisogno di partire per veder posti lontani e vivere situazioni emozionanti. Capita così che venga catturata dai pirati, si trovi a lavorare in un circo e rischi di essere venduta assieme ad altre sue simili da un mercante senza scrupoli. La nostra eroina però non si perde mai d'animo e riesce ad uscire brillantemente dalle difficoltà. Alla fine di ogni avventura torna dalle sue sorelle perchè sente la nostalgia di casa e del tranquillo scorrere delle giornate nel pollaio.
Sono tanti i pregi di questo bell'albo illustrato. La storia, innanzitutto, narrata con leggerezza e tocchi di piacevole umorismo; le illustrazioni, ben costruite e molto efficaci, sia nel tratteggiare emozioni e sentimenti dei personaggi sia nel dialogare con il testo, creando rimandi e interazioni che rendono movimentato e piacevole il ritmo narrativo. Ma c'è un altro elemento importante: priva di morali e di appesantimenti retorici, la storia di Luisa permette ai lettori di divertirsi ed appassionarsi per i particolari che più li interessano, lasciandoli liberi di interpretarla come meglio credono

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cover: non_chiamatemi_mai_pi.jpg Non chiamatemi mai più “mio piccolo coniglio”
Grégoire Solotareff, Babalibri, 2009
dai 5 anni

Non è piacevole per un coniglio di piccola statura sentirsi chiamare “mio piccolo coniglio” anche quando è cresciuto. E' quello che succede a Giò Carota il protagonista di questa bella storia firmata dal geniale Solotareff. La sola soluzione per evitare l'odiato vezzeggiativo è diventare talmente cattivo da spaventare tutti. Giò Carota arriva a compiere una rapina in banca e viene per questo arrestato. L'incontro con un coniglio ancora più piccolo di lui porterà il protagonista ad una rocambolesca evasione e ad un finale brillante ed imprevedibile. Avvertiamo gli amanti dei libri apertamente edificanti, con morali buoniste e spiegazioni esplicite che questo non è un libro che fa per loro: Giò Carota la farà franca e vivrà felice con il suo nuovo amico. Le illustrazioni ci mostrano ironicamente il protagonista che nel compiere le sue malefatte è sempre piccolissimo e quasi indifeso rispetto alle sue ipotetiche vittime. La scena della cattura da parte della polizia delinea dei rapporti di forza spropositati: il poliziotto è un enorme lupo ringhiante che si avventa sul piccolissimo coniglio dalle enormi orecchie. Chi è veramente la vittima? Dove sta la giustizia? Solotareff non ha dubbi: dalla parte dei più piccoli ovviamente, come è sempre stato nelle fiabe e nei bei libri per bambini

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