Biblioteca Sala Borsa

Vuvuvù

un inedito di Maurizio Garuti per Biblioteca Sala Borsa

In internet si trova tutto. Uno che aveva perso il cane, ha fatto vuvuvù punto can e l'ha trovato. Un altro cercava un diploma qualsiasi, perché il pezzo di carta vuol sempre dire, ha fatto vuvuvù e il giorno dopo è arrivato il diploma. Un altro cercava dei funghi in un bosco e non aveva trovato niente, ha fatto vuvuvù e sono arrivati i funghi, in una bella confezione. Una signora, sulla spiaggia di Rimini, aveva perso un anello d'oro tempestato di diamanti in mezzo alla sabbia, che tutti i bagnanti si erano mobilitati per cercarlo da Viserba fino a Cattolica setacciando tutto l'arenile senza trovare il prezioso gioiello, ha fatto vuvuvù punto cul e l'anello è saltato fuori. Un cacciatore che era un po' smorto perché non aveva preso niente, ha fatto vuvuvù e gli sono arrivate tre lepri con un fagiano. Un altro cacciatore che stava sparando a una lepre ma il colpo non è partito, ha fatto vuvuvù e la lepre è tornata indietro e con un salto gli è entrata in saccoccia. In Internet trovi tutto. Basta che fai vuvuvù punto qualcosa punto it o punto com e trovi quel che cerchi. Se non trovi niente al primo colpo, devi provare con un motore di ricerca. Il motore di ricerca è una specie di turbo che ramazza velocissimo tutto il sapere dell'universo, e ti porta quello che vuoi. Tu digiti cazzi fritti, e in tempo reale hai cazzi fritti. Se una cosa non la trovi su Internet, vuol dire che non esiste. Se tu ti cerchi su Internet e non ti trovi, vuol dire che non esisti. Se scrivi il tuo nome e cognome su un motore di ricerca e ti da come risultato: “nessun riscontro”, vuol dire che ti ha cercato in tutto l'universo, anche negli anelli di Saturno, anche nei pianetini più lontani e sperduti, e non ti ha trovato. Quindi non esisti. Oppure sei un file difettoso che non si riesce a leggere. Ogni due settimane i file difettosi vengono eliminati.

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Immagine da Biblioteca Salaborsa

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