Biblioteca Sala Borsa

Libri sotto il letto

un inedito di Grazia Verasani per Biblioteca Salaborsa

Non ho un ricordo preciso della mia prima volta in una libreria. Credo che sia stato fisiologico da sempre, fin da piccola, entrare nel “negozio dei libri” come in quello del pane, dei giochi o del gelato. Ricordo che ero una divoratrice precoce di romanzi e che a dodici anni, al mare, leggevo la Sagan. Come tutte le bambine solitarie facevo man bassa dei libri di casa, arrampicandomi sugli scaffali, e a dieci anni leggevo a voce alta a mio fratello con l'influenza “Guerra e pace”: non so se ci capivo qualcosa… Poi ricordo le varie biblioteche di quartiere frequentate negli anni del liceo, con qualche compagna/o di scuola, per le ricerche o per studiare insieme. Ricordo tutti gli appuntamenti amorosi dati in piazza Ravegnana, davanti alle vetrine di Feltrinelli. E la mattina di ventitré anni fa in cui Gianni Celati mi portò lì in vena di regali: “Canzoniere” di Petrarca e “Confessioni di un italiano” di Ippolito Nievo, più qualche altro dono. Mi disse che quei due (Petrarca e Nievo) gli avevano salvato la vita. Uscii dalla libreria reggendo un sacchetto di plastica che ricordava quello della Coop. (Da allora, le librerie, sono il mio “supermarket” preferito.) I “consigli” di Celati, poi, salvarono la vita anche a me, al punto che chiamai Ippolito il mio gatto certosino, in omaggio a Nievo… Ricordo infine la delusione cocente provata quando chiuse la piccola libreria Bolognina e, al suo posto, vidi con sgomento un negozio di maglieria cinese. Abitando nei pressi, erano anni che evitavo le librerie del centro e mi rifornivo di libri proprio lì, spesso ordinando i titoli mancanti; un punto di riferimento importante, e anche il passatempo di molte mattine oziose. Ora vagolo soprattutto tra la libreria delle Officine Minganti e la Modo infoshop di via Mascarella. Oppure entro in Sala Borsa e mi ci perdo come dentro un mausoleo. In ogni città dove vado di passaggio, per lavoro o amicizia, e soprattutto nei luoghi di vacanza, la prima cosa che faccio è informarmi sulle librerie del posto e passare ore a scartabellare, sfogliare, annusare, acquistare. La mia casa è un disastro e non so più dove mettere i libri, ne tengo persino in bagno e sotto il letto. Spendo più soldi in libri che per qualsiasi altra cosa, ahimè. Un vero capitale. Ma ne vale la pena…

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