Cuoghi Corsello per il compleanno di Biblioteca Salaborsa

13 dicembre 2005, quarto compleanno della biblioteca

Il 13 dicembre 2005 Biblioteca Sala Borsa compie quattro anni.
Per festeggiarne il compleanno, Cuoghi Corsello, ovvero Monica Cuoghi (Mantova 1965) e Claudio Corsello (Bologna 1964) - sodalizio creativo nato nella Bologna post '77 e consolidatosi negli anni attraverso una saga poetica personalissima - hanno regalato alla biblioteca una loro opera: Verso.

Noti per la stilizzazione dell'ochetta P. Brain, anonimamente presente sui muri di Bologna, nel 2004 Cuoghi Corsello hanno "affrescato" con il murale L'Albero Blu l'ex teatro Contavalli, sede del Comitato elettorale di Sergio Cofferati.

Verso è la quarta opera che Biblioteca Sala Borsa riceve in regalo da artisti bolognesi di nascita o di adozione, dopo quelle di Concetto Pozzati, Pirro Cuniberti ed Eva Marisaldi. Come negli anni precedenti, per l'occasione saranno realizzati manifesti e distribuiti in Biblioteca Sala Borsa segnalibri e cartoline. È possibile richiedere una copia omaggio del manifesto di Cuoghi Corsello ai banchi informazione della biblioteca. Il 13 dicembre Biblioteca Sala Borsa regala il manifesto di Verso ai primi cento utenti che risulteranno puntuali nella restituzione di libri, video, cd.


Verso


Verso è un passo di scrittura-danza sacra... Porre un obiettivo, andare verso la meta prefissata, la scelta di vita, di etica, di evoluzione. Verso dà forza alla volontà di perseguire in quella direzione, come la Biblioteca Sala Borsa ha dato verso ad un ampliamento della cultura per tutti, aiutando i processi di conoscenza, di consapevolezza. Ora che i bisogni primari si stanno facendo più difficili da ottenere, è un dovere ed un grande principio controbilanciare tenendo alto il Versoverso la cultura... Con questa figurina vogliamo perciò rafforzare questa direzione e renderla più audace e incorruttibile. La testa di Verso è un nostro personaggio... Vi ricordate di P:BRAIN? L'oca disegnata sui muri della nostra città? Bene dopo tanto tempo ha avuto una figlia: SUF, la quale ha voluto imparare la dura disciplina del writing che esercitavano gli amici della madre. Le firme di questi scrittori, chiamate tag, sembrano tutti scarabocchi sui muri, ma invece, ad una più seria visione, si comprende il tenace studio delle lettere del proprio nome e la creazione del proprio stile. È necessario esercitarsi moltissimo e fare salti di consapevolezza per evolvere le proprie lettere. Infatti SUF si chiama così perchè essendo negata per la scrittura si pose l'obiettivo di divenire almeno SUFficente. SUF era anche una parola che usava sempre il suo maestro Rusty, uno dei primissimi writer della città, anzi d'Italia. SUF si è evoluta sulla strada, ma anche studiando il computer ed approfondendo il suo rapporto con la natura, soprattutto con i prati, mescolando così lo studio delle lettere all'influenza sensoriale del pulsare naturale. Infatti SUF significa anche Sono Un Folletto... nell'affrontare queste ricerche ha riscoperto l'eterna sfida del bene e del male emanando dal suo essere (puppet) un nuovo personaggio: SCHIFIO. Schifio è un demone e in quanto tale non è un angelo con leggi prestabilite, ma possiede come l'uomo il libero arbitrio. Tornando a noi, la testa di Schifio rappresenta l'uomo che decide dove andare, il Verso che vuole tenere. Questo passo di parola-danza magica aumenta magicamente la direzione scelta. Cuoghi Corsello


Intervista a Cuoghi Corsello


Come e quando è iniziato il vostro percorso artistico? Disegnando assieme, poi un'importante mostra, Traviata, all'isola Boschina sul fiume Po. Siamo rimasti un mese sull'isola a sperimentare sculture, installazioni, collage sulla natura, nella parte più selvaggia, dove gli altri 38 artisti non si inoltravano; per questo Aldo Grazzi, il coordinatore, ci chiamò "gli argonauti". I temi della vostra poetica La ricerca della bellezza della forma, che si esprime nella sincerità dei particolari e rivela l'anima del muoversi dentro al conoscibile, cambiando sempre ed ammalandosi quando si nasconde... riscattare la quotidianità, portando ad altare la sedia che ci sostiene, dare dignità all'immondizia, rappresentare mondi che uomini si stanno negando...dare altre forme, altri passaggi alla bellezza inesprimibile, continua della natura... Le vostre tecniche Far funzionare in un altro modo per guardare da un'altra concezione. Un artista che amate Il dadaismo, soprattutto Marcel Duchamp. Da piccola sono stata sorpresa nello scoprire che delle cose che pensavo le aveva fatte, bellissime, Christo. I quadri che ritraggono la Madonna, o le donne, che sono la stessa cosa. Anche le statue figurative di corpi, sirene, angeli, leoni... La Sfinge, ma anche l'arte astratta, il costruttivismo russo... I paesaggi come quelli del Giorgione o ancora di più L'isola dei morti di Boecklin. Della nostra città amo Morandi, Ontani, Eva Marisaldi, Pierpaolo Campanini, Dado e Rusty. Un nome: Savinio. Un ricordo legato a una biblioteca Al liceo artistico di Verona un mio compagno di classe era uno scultore formidabile di marmo, era sempre a scolpire, poi lo trovai in biblioteca e capii che quando non scolpiva era lì a studiare la storia. Una mostra da segnalare I musei di storia naturale, come quello meraviglioso di New York. Nel periodo in cui lo visitammo c'era una casa gonfiabile trasparente in cui potevi stare in mezzo a centinaia di farfalle di ogni colore e grandezza e larve ad ogni stadio. Il museo egizio di Torino; le Pinacoteche; raramente ci piacciono le mostre d'arte contemporanea. Un film da consigliare Sempre l'ultimo film di David Lynch!!! Elephant di Gus Wan Sant, L'Eclisse di Antonioni, I duellanti di Ridley Scott, Il signore degli anelli, i film di Ozu, Hitchcock, Carpenter, Fassbinder, Herzog, Truffaut....siamo dei classici.


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