La lett(erat)ura può salvare la vita
un inedito di Lapo Gresleri per Biblioteca Salaborsa
Erano gli anni del liceo, gli anni dell'adolescenza, in cui si cresce veloci, col desiderio di superare presto il trauma della scoperta di dover abbandonare definitivamente il periodo più o meno spensierato dell'infanzia, per essere, volenti o nolenti, catapultati nel mondo adulto, fino ad ora quasi estraneo, ma con cui, improvvisamente, diventa indispensabile entrare in contatto. Questo cambiamento drastico e repentino crea, tra i ragazzi più sensibili, un forte disagio, segnando l'inizio di un personale calvario interiore, alla ricerca del proprio io adulto. Un processo delicato che, se non condotto con attenzione, può portare a un profondo e duraturo smarrimento.
Avevo un amico, timido e introverso, che non trovava il modo di esprimere appieno i propri sentimenti, le proprie passioni e turbamenti, sogni e paure, e che, vedendo i suoi coetanei così ben calati nella parte, ma anche così vuoti, privi com'erano di profondità d'animo, temeva di diventare come loro.
Fu l'incontro con Paolo a cambiare le cose. Era un insegnante di lettere, un Professore, una di quelle figure che si incontrano rare volte nella vita e che, in un ragazzo di sedici anni, possono essere fondamentali nella propria formazione.
Paolo riuscì prima a conquistare la fiducia del ragazzo, poi a stimolarne interessi e capacità, fino ad aprirgli gli occhi sulla materia. Le sue non erano semplici lezioni di letteratura, ma applicazioni di quei testi, così apparentemente lontani negli anni o nei secoli, alla realtà contemporanea, dimostrando come Dante, Leopardi, Seneca o Lucrezio, trattassero gli stessi temi di oggi, affrontando i medesimi problemi, ponendosi le stesse domande e, spesso, arrivando alle stesse conclusioni.
Il mio amico era affascinato da questa attualità. Le lezioni correvano rapide ed erano per lui come viaggi dentro di sé, perché trovava in quelle letture molto di quello che provava, che sentiva, che sognava, e questo lo faceva sentire meno solo, rincuorato.
La letteratura, e ancora di più la poesia, da lui sempre considerata frasi lontane che echeggiavano nelle memorie di migliaia di studenti, si fece qualcosa di vicino, di attuale, parole che scolpivano nel profondo l'animo di un ragazzo che cresceva di giorno in giorno, tanto da spingerlo a prendere una penna in mano e, su un foglio bianco, esprimere tutto se stesso, sentendo ancora oggi il desiderio di non smettere mai.
Grazie Professore. Ti devo tanto.