Bolognascrive continua

tutti da leggere, i racconti degli autori bolognesi scritti per Biblioteca Salaborsa. Se ti piace scrivere, inviaci anche il tuo!

Alcuni autori bolognesi hanno scritto un testo inedito per Biblioteca Salaborsa, raccontando di libri, di piacere per la lettura, di biblioteche e di Bologna: una parte di questi scritti è stata pubblicata nel volume Bolognascrive, edito dalla biblioteca nel 2008.
Di seguito trovate l'elenco completo dei testi, con tutti gli ultimi racconti che alcuni autori continuano gentilmente a scrivere per la biblioteca. Grazie!!



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Commenti:

La mia generazione quando finiva la scuola dell'obbligo (14 anni) passava direttamente al così detto mondo del lavoro: io ebbi la fortuna di essere assunto nella Biblioteca universitaria in via Zamboni; quando entrai in quell'universo di libri (si diceva ce ne fosse un milione, ma non li ho mai contati) persi la testa. Ogni attimo di pausa era dedicato alla lettura, di ogni genere, ma soprattutto Storia e poi narrativa e poi ...tutto il resto. Purtroppo eravamo in guerra: il 25 settembre 1943, ci eravamo arresi da diciassette giorni, l'esercito si era disintegrato e non ci fu allarme aereo; ci sentivamo sicuri. Alle 10,50 un centinaio di bombardieri anglo americani, nostri alleati e liberatori, sganciò sulla città tonnellate di bombe sulla gente in fuga lungo i viali. Più di mille morti e il doppio di feriti. Alcune bombe caddero all'angolo fra via Zamboni e san Vitale, in piazza della Mercanzia e in via Rizzoli. Si vedono ancora le schegge. Dopo la guerra imparammo che due bombardieri americani fecero a gara per tutta la guerra a chi avrebbe colpito per primo le Due Torri. La bomba che distrusse la Torrefazione Roversi, all'angolo fra Zamboni e san Vitale, dove morirono il proprietario Roversi e due camerieri, cadde a cinque metri dalla Garisenda.
La Biblioteca ebbe solo alcuni vetri rotti.

inserito il 07 mar 10 alle 19:52

Mia mamma io mi ricordo una sera d'estate che avrò avuto quattro o cinque anni e camminavo sotto casa per mano con lei. Passano dei soldati in libera uscita dalla caserma vicina e gridano delle cose che non capisco tutto, ma capisco che sono degli apprezzamenti per lei, mia mamma. Allora la guardo bene per vedere com'é. Le sta bene il vestito di crepe blu della festa col grande colletto di piquet bianco. Ha i capelli castani naturalmente ondulati tagliati sotto le orecchie, il viso tondo e le gambe diritte.
Eh, non sei mica una brutta sposina, dico.
E' un'osservazione seria e intelligente, almeno così credo io, che non l'avevo mica mai fatto prima, ma lei si mette a ridere come se le avessi raccontato una barzelletta. Ride che non la smette più.
Valli a capire te i grandi.

inserito il 17 apr 11 alle 12:36

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