Bolognascrive continua
tutti da leggere, i racconti degli autori bolognesi scritti per Biblioteca Salaborsa. Se ti piace scrivere, inviaci anche il tuo!
All'interno di Bologna online è possibile consultare un archivio dedicato ai Narratori e poeti bolognesi contemporanei, con biografie, immagini, bibliografie e accesso diretto al catalogo per verificare la disponibilità delle opere nelle biblioteche cittadine.
Alcuni autori presenti all'interno dell'archivio hanno scritto un testo inedito per Biblioteca Salaborsa, raccontando di libri, di piacere per la lettura, di biblioteche e di Bologna: una parte di questi scritti è stata pubblicata nel volume Bolognascrive, edito dalla biblioteca nel 2008.
Di seguito trovate l'elenco completo dei testi, con tutti gli ultimi racconti che alcuni autori continuano gentilmente a scrivere per la biblioteca. Grazie!!
- Silvia Albertazzi, Londra in bianco e nero
- Stefano Benni, Vecchio come un libro
- Alessandro Bergonzoni, O la borsa o la vita
- Alessandro Berselli, Adoro i libri
- Cinzia Bomoll, Topi da biblioteca
- Nicola Bonacini, Un sogno nel soffietto
- Guglielmo Brayda, Come le ciliegie
- Bruno Brunini, Lungo i fili di una stessa storia
- Fabio Casadei Turroni, L'ultimo
- Guido Casamichiela, Babele
- Marta Casarini, Nel momento del bisogno
- Cristian Cizmar, Quella notte a Sarajevo
- Alfredo Colitto, La Biblioteca della Misericordia
- Pina D'Aria, Ma vie… Ma bibliothèque…
- Andrea Di Carlo, Mondadono
- Gianluca Di Dio, Passione
- Vincenzo Estremo, L'anatra in grembo
- Massimo Fagnoni, La biblioteca del tempo
- Francesco Fumelli, Alcide Manzù e i libri su misura
- Maurizio Garuti, Vuvuvù
- Nader Ghazvinizadeh, Scrivere sulla lettura
- Rudi Ghedini, Pinguini (fra la Patagonia e San Martino Spino)
- Lapo Grasleri, La lett(erat)ura può salvare la vita
- Luigi Lepri, Prêda bulgnaisa
- Matteo Marchesini, Bu Lagna, la città e i nomi
- Massimiliano Martines, Esilina
- Luca Martini, Il Lama in biblioteca
- Danilo "Maso" Masotti, Grondaia
- Stefano Medici, Il Paradiso dei libri
- Giuseppe Merico, La memoria della madre
- Gianluca Morozzi, La fine del mondo in Sala Borsa
- Paolo Nori, Delle volte
- Marilù Oliva, L'uomo più felice del mondo
- Francesca Panzacchi, La paura come un'ombra leggera
- Silvia Parma, Come un battito d'ali
- Oliviero Pianca, Strani incontri in biblioteca
- Alba Piolanti, Luce e ombra nella piazza
- Donatella Placidi, E' un mondo difficile
- Michele Pompei, L'ombra del dubbio
- Vasco Rialzo, Alla scoperta (tardiva) di Bologna, tra scritture, parole, frasi, note, opere e omissioni
- Lorenzo Sani, 10 validi motivi
- Gregorio Scalise, Un paio di secoli
- Alfredo Stori, Biblioteca
- Emanuela Susmel, In Salaborsa
- Silvia Tebaldi, Penelope a Porta Saragozza
- Grazia Verasani, Libri sotto il letto
- Massimo Vitali, La lunga vita del lettore
Se ti piace scrivere, inviaci il tuo racconto dedicato a questi temi. Compila lo spazio Aggiungi un commento qui sotto
Commenti:
La mia generazione quando finiva la scuola dell'obbligo (14 anni) passava direttamente al così detto mondo del lavoro: io ebbi la fortuna di essere assunto nella Biblioteca universitaria in via Zamboni; quando entrai in quell'universo di libri (si diceva ce ne fosse un milione, ma non li ho mai contati) persi la testa. Ogni attimo di pausa era dedicato alla lettura, di ogni genere, ma soprattutto Storia e poi narrativa e poi ...tutto il resto. Purtroppo eravamo in guerra: il 25 settembre 1943, ci eravamo arresi da diciassette giorni, l'esercito si era disintegrato e non ci fu allarme aereo; ci sentivamo sicuri. Alle 10,50 un centinaio di bombardieri anglo americani, nostri alleati e liberatori, sganciò sulla città tonnellate di bombe sulla gente in fuga lungo i viali. Più di mille morti e il doppio di feriti. Alcune bombe caddero all'angolo fra via Zamboni e san Vitale, in piazza della Mercanzia e in via Rizzoli. Si vedono ancora le schegge. Dopo la guerra imparammo che due bombardieri americani fecero a gara per tutta la guerra a chi avrebbe colpito per primo le Due Torri. La bomba che distrusse la Torrefazione Roversi, all'angolo fra Zamboni e san Vitale, dove morirono il proprietario Roversi e due camerieri, cadde a cinque metri dalla Garisenda.
inserito il 07 mar 10 alle 19:52La Biblioteca ebbe solo alcuni vetri rotti.
Mia mamma io mi ricordo una sera d'estate che avrò avuto quattro o cinque anni e camminavo sotto casa per mano con lei. Passano dei soldati in libera uscita dalla caserma vicina e gridano delle cose che non capisco tutto, ma capisco che sono degli apprezzamenti per lei, mia mamma. Allora la guardo bene per vedere com'é. Le sta bene il vestito di crepe blu della festa col grande colletto di piquet bianco. Ha i capelli castani naturalmente ondulati tagliati sotto le orecchie, il viso tondo e le gambe diritte.
inserito il 17 apr 11 alle 12:36Eh, non sei mica una brutta sposina, dico.
E' un'osservazione seria e intelligente, almeno così credo io, che non l'avevo mica mai fatto prima, ma lei si mette a ridere come se le avessi raccontato una barzelletta. Ride che non la smette più.
Valli a capire te i grandi.