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1948 |
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| 16 gen |
Il piano di ricostruzioneA Bologna, come nelle altre città italiane, l'Amministrazione scarta l'idea di un vero e proprio piano regolatore che indirizzi lo sviluppo della città intera e opta per un Piano di ricostruzione che investe solo le zone distrutte dai bombardamenti. Per stimolare l'iniziativa privata e la ripresa occupazionale si consente di costruire alti palazzi per abitazioni a costo elevato e uffici. Sono privilegiate due zone al limite nord del centro storico, attorno a via Lame e a via del Borgo, pesantemente distrutte dai bombardamenti.Fonti della notizia:› consultaApprofondimenti:Luca Baldissara, Per una città più bella e più grande. Il governo municipale di Bologna negli anni della ricostruzione, 1945-1956, Bologna, Il mulino, 1994 Franco Bergonzoni, Venti secoli di città. Note di storia urbanistica bolognese, nuova ed. aum., Bologna, Istituto "Carlo Tincani", 1989, p. 123 Bologna 1945-1980. Cronologia istituzionale essenziale, a cura di Paola Furlan, in La febbre del fare, documentario di Michele Mellara e Alessandro Rossi, Bologna, Cineteca - Mammut film, 2010, alleg., p. 17 (approvazione 30 novembre 1946) Bologna. Piani 1889-1958, a cura di Federica Legnani, Milano, Fondazione La Triennale-Politecnico, 2001, 79-81 Collegio Costruttori Edili ed Imprenditori Affini della Provincia di Bologna, Sviluppo urbanistico e produzione edilizia a Bologna, Bologna, Poligrafici Luigi Parma, stampa 1975, p. 57 sgg. Norme edilizie del piano di ricostruzione di Bologna, Bologna, 1948 |
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