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1920 |
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| 8 apr |
"O provvedete o provvediamo!"L'8 aprile, in una riunione presso la Camera di Commercio, industriali, agrari, proprietari di case, commercianti dichiarano con forza la loro intenzione di opporsi alle violenze che si ripetono in città per mano della “parte anarcoide e rivoluzionaria”. Si è appena concluso lo sciopero generale seguito all'eccidio di Decima e nel paese regna la massima confusione. La borghesia accusa il prefetto e il questore di non fare abbastanza per contrastare i progetti eversivi dei socialisti. "O provvedete o provvediamo" è la parola d'ordine di chi, come il rappresentante dei metallurgici Alfonso Calzoni, ritiene il livello dello scontro sociale non più sostenibile. Il blocco conservatore assume la denominazione di “Associazione bolognese di difesa sociale” (ABDS). I socialisti considerano la nascita di questa formazione una vera e propria dichiarazione di guerra della borghesia. Fonti della notizia:› consultaApprofondimenti:Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 206 Gabriele Bonazzi, Bologna nella storia, Bologna, Pendragon, 2011, vol. II, Dall'Unità d'Italia agli anni Duemila, p. 100 Annalisa Padovani, Stefano Salvatori, Cronaca del nazionalismo e del fascismo a Bologna dal 1918 al 1923. Nomi, fatti, luoghi, Bologna, Tinarelli, 2011, pp. 87-88, 113 (il telegramma di Calzoni a Giolitti è dell'11 settembre 1920) Il sindacato nel Bolognese. Le camere del lavoro di Bologna dal 1893 al 1960, a cura del Centro documentazione-archivio storico della Camera del lavoro territoriale di Bologna, Roma, Ediesse, 1988, p. 189 |
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