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1920 |
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| 16 ott |
L'incendio dell'edicola rossaAl termine dei solenni funerali degli agenti uccisi durante gli scontri del Casermone, i fascisti assalgono le sedi del Comune e della Provincia e sparano contro il bar di Sala Borsa, considerato covo socialista, facendo un morto e tre feriti tra i passanti. E' inoltre data alle fiamme l'edicola-libreria addossata a Palazzo d'Accursio all'inizio di via Ugo Bassi. E' considerata "uno sconcio" dalla borghesia bolognese e la sua distruzione riceve commenti entusiasti: Gida Rossi, ad esempio, benedirà i giovani distruttori del "botteghino di stampa socialista". Fonti della notizia:› consultaApprofondimenti:Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 222 Nazario Sauro Onofri, La Strage di Palazzo d'Accursio. Origine e nascita del fascismo bolognese, 1919-1920, Milano, Feltrinelli, 1980, p. 234 Internet:CGIL I Centenari – Cronologia http://www.centenari.it |
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