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1920 |
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| 18 dic |
Due deputati socialisti malmenati dagli squadristiI deputati socialisti Genunzio Bentini (1874-1943) e Adelmo Niccolai, difensori di 44 braccianti accusati di violenze a Trebbo di Reno, vengono bastonati da una squadra di fascisti davanti al tribunale di Bologna. Il 9 luglio il parroco di Trebbo era stato costretto da contadini leghisti a impugnare una bandiera rossa per le strade del paese. Per l'aggressione ai due parlamentari vengono fermati alcuni giovani, ma Leandro Arpinati, presidente del Fascio, si fa arrestare al loro posto. In un comunicato i fascisti proclamano che continueranno ad usare la violenza contro i responsabili del PUS (i socialisti ufficiali intesi come liquido infetto) finchè non cesseranno le denigrazioni nei loro confronti dentro e fuori il Parlamento. La Camera dei Deputati a sua volta disporrà un'inchiesta parlamentare sui fatti bolognesi. Fonti della notizia:› consultaApprofondimenti:Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 169 Il Consiglio provinciale. La storia attraverso le strade, Bologna, a cura della Presidenza Consiglio della Provincia, 2011, p. 53 (G. Bentini) Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista. 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003, p. 300 Dino Grandi, Il mio paese. Ricordi autobiografici, a cura di Renzo De Felice, Bologna, Il mulino, 1985, p. 119 Valerio Montanari, Carlo Garulli, Castel Maggiore tra storia e memoria, Bologna, Pendragon, 2007, p. 161 Nazario Sauro Onofri, La Strage di Palazzo d'Accursio. Origine e nascita del fascismo bolognese, 1919-1920, Milano, Feltrinelli, 1980, p. 302 Annalisa Padovani, Stefano Salvatori, Cronaca del nazionalismo e del fascismo a Bologna dal 1918 al 1923. Nomi, fatti, luoghi, Bologna, Tinarelli, 2011, pp. 110-111 (data cit.: 7 dicembre 1920) |
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