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1920 |
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| 7 dic |
Spedizione punitiva degli squadristi di Baroncini a Castel San PietroA Castel San Pietro un ex ufficiale è malmenato dai socialisti mentre affigge manifesti fascisti. Nel pomeriggio una squadra di fascisti, comandata da Gino Baroncini e Augusto Alvisi, assale e danneggia il municipio, la camera del lavoro e la sede della lega contadina di Castel San Pietro. Il materiale d'archivio sequestrato, le bandiere rosse e i ritratti di Lenin vengono portati in piazza Maggiore a Bologna e dati alle fiamme, inaugurando un rito che diverrà ricorrente dopo le spedizioni punitive degli squadristi. Legato inizialmente a Dino Grandi e agli agrari, l'imolese Baroncini è "secondo per autorevolezza e comando nel fascio bolognese" dopo Arpinati. Particolarmente violento e coraggioso, ma anche abile e astuto organizzatore, sarà uno dei più tenaci oppositori di ogni compromesso con i socialisti. Guiderà altre clamorose spedizioni punitive: il 4 aprile 1922 a Porretta, il 13 ottobre a Molinella. Verrà emarginato dal partito fascista dopo il 1923, per le sue posizioni troppo radicali. Fonti della notizia:› consultaApprofondimenti:Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 271 Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista. 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003, pp. 183-184, 299 Dino Grandi, Il mio paese. Ricordi autobiografici, a cura di Renzo De Felice, Bologna, Il mulino, 1985, p. 122 Angela Marani, Gino Baroncini. Un capitano d'industria, a cura di Franco Merlini, Imola, Associazione Giuseppe Scarabelli, stampa 2000 Annalisa Padovani, Stefano Salvatori, Cronaca del nazionalismo e del fascismo a Bologna dal 1918 al 1923. Nomi, fatti, luoghi, Bologna, Tinarelli, 2011, p. 51, 109 Internet:Cronologia d'Italia http://www.alterhistory.altervista.org Wikipedia - Gino Baroncini http://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Baroncini |
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