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1920 |
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L'eccidio di Palazzo d'AccursioIl 21 novembre, in Piazza Maggiore, i socialisti festeggiano la vittoria elettorale e l'elezione a Sindaco di Enio Gnudi (1893-1947), dirigente sindacale e rappresentante della corrente massimalista del PSI. Nei giorni precedenti i fascisti guidati da Arpinati hanno promesso lo scontro con manifesti provocatori: vogliono impedire ai socialisti di "issare il loro cencio rosso sul palazzo comunale". Hanno annunciato per domenica una "grande prova in nome dell'Italia". Provenienti da via Rizzoli e dall'Archiginnasio, forti di alcuni rinforzi da Ferrara guidati dallo squadrista Olao Gaggioli, 300 fascisti armati sono bloccati dalla Guardia Regia in Piazza Nettuno. Vengono sparati colpi d'arma da fuoco. La folla terrorizzata cerca di fuggire nel cortile di Palazzo d'Accursio, ma le "guardie rosse", un gruppo di armati comunisti e massimalisti che presidiano il palazzo, chiudono il portone e gettano dall'alto alcune bombe a mano. E' una strage: si contano 10 morti e 58 feriti, tutti socialisti, in maggioranza per colpi d'arma da fuoco. Nello stesso tempo si comincia a sparare anche nell'aula consiliare contro i consiglieri di minoranza: l'avvocato Giulio Giordani, mutilato di guerra, è ferito a morte e l'avvocato Cesare Colliva riceve due proiettili in faccia. Il tragico avvenimento ha risonanza nazionale e segna l'inizio dell'ascesa fascista: Giordani sarà considerato il primo grande martire della rivoluzione fascista (gli sarà intitolata la piazza davanti al tribunale). La giunta neoeletta di Enio Gnudi è costretta a ritirarsi senza essersi insediata, sostituita dal commissario prefettizio Vittorio Ferrero. La polizia arresterà circa 200 socialisti e nessun fascista, accreditando la tesi de "L'Avvenire d'Italia", che considera i "rossi" colpevoli dei fatti luttuosi. Il Tribunale di Milano condannerà nel 1923 in contumacia alcuni militanti comunisti. Nel dopoguerra Mario Missiroli e Libero Battistelli addosseranno la maggiore responsabilità dei fatti alle forze dell'ordine, che avrebbero provocato la strage per screditare i socialisti. Fonti della notizia:› consultaImmagini e multimedia:
Approfondimenti:Luigi Arbizzani, Sguardi sull'ultimo secolo. Bologna e la sua provincia, 1859-1961, Bologna, Galileo, 1961, p. 140 Atlante bolognese. Dizionario alfabetico dei 60 comuni della provincia, testi di Cesare Bianchi, Bologna, Poligrafici Editoriali, 1993, p. 52 Enrico Bassi, Nazario Sauro Onofri, Francesco Zanardi il sindaco del pane, Bologna, La squilla, 1976, pp. 55-57 Bologna in cronaca. Notiziario cittadino del nostro secolo, 1900-1960, a cura di Tiziano Costa, Bologna, Costa Editore, 1994, p. 34 Gabriele Bonazzi, Bologna in duecento voci. Dizionario minimo di storia, cultura, umori di una città davvero europea, Sala Bolognese, A. Forni, 2011, p. 210 Gabriele Bonazzi, Bologna nella storia, Bologna, Pendragon, 2011, vol. II, Dall'Unità d'Italia agli anni Duemila, pp. 103-105 Luigi Colombari, Vecchie storie di giovani (Bologna 1942-1945), 2. ed. aggiornata, Bologna, Giraldi, 2010, pp. 89-90 Arturo Colombi, Il partito nuovo a Bologna. Scritti su "La lotta" 1945-1948, Bologna, a cura della Federazione bolognese del PCI, 1982, pp. 45-47 (Ennio Gnudi) Il Consiglio provinciale. La storia attraverso le strade, Bologna, a cura della Presidenza Consiglio della Provincia, 2011, p. 78 (E. Gnudi) Dal Santerno al Panaro. Bologna e i comuni della provincia nella storia nell'arte e nella tradizione, a cura e coordinamento di Cesare Bianchi, Bologna, Proposta edizioni, stampa 1987, vol. I, p. 80 I fatti di Palazzo d' Accursio cinquant'anni dopo, rievocazione di Piero Pasini e Rinaldo Rinaldi, S.l., s.e., 1970 Mimmo Franzinelli, Squadristi. Protagonisti e tecniche della violenza fascista. 1919-1922, Milano, Mondadori, 2003, p. 62 sgg. Mauro Grimaldi, Leandro Arpinati. Un anarchico alla corte di Mussolini, Roma, Società Stampa Sportiva, 1999, pp. 22-24 Nazario Sauro Onofri, Francesco Zanardi sindaco di Bologna, in Francesco Zanardi. Storia di un socialista dall'Ottocento alla Repubblica, atti del Convegno di studi, Mantova, 5 ottobre 1991, p. 157 Nazario Sauro Onofri, Un momento della lotta di classe a Bologna. La strage di palazzo d'Accursio, in "Il carrobbio. Rivista di studi bolognesi", VII (1981), pp. 325-339 Nazario Sauro Onofri, La Strage di Palazzo d'Accursio. Origine e nascita del fascismo bolognese, 1919-1920, Milano, Feltrinelli, 1980, p. 269 sgg. Annalisa Padovani, Stefano Salvatori, Cronaca del nazionalismo e del fascismo a Bologna dal 1918 al 1923. Nomi, fatti, luoghi, Bologna, Tinarelli, 2011, pp. 103-106 Vico Pellizzari, L'eccidio di Palazzo D'Accursio, Roma-Milano, A. Mondadori, 1923 Claudio Santini, L'eccidio di Palazzo d'Accursio, in "Portici. Bimestrale della Provincia di Bologna", VII (2003, n. 3, pp. 3-4 Internet:CGIL I Centenari – Cronologia http://www.centenari.it |
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