Cronologia di Bologna dall'unità ad oggi




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L'eccidio di Palazzo d'Accursio

Il 21 novembre, in Piazza Maggiore, i socialisti festeggiano la vittoria elettorale e l'elezione a sindaco di Ennio Gnudi (1893-1947), dirigente sindacale e rappresentante della corrente massimalista del PSI. Nei giorni precedenti i fascisti, guidati da Leandro Arpinati e Arconovaldo Bonaccorsi, hanno promesso lo scontro con manifesti provocatori: vogliono impedire ai socialisti di "issare il loro cencio rosso sul palazzo comunale". Hanno annunciato per domenica una "grande prova in nome dell'Italia". Provenienti da via Rizzoli e dall'Archiginnasio, forti di alcuni rinforzi da Ferrara guidati dallo squadrista-futurista Olao Gaggioli, 300 fascisti armati sono bloccati dalla Guardia Regia in Piazza Nettuno. Dalla parte del caffè Grande Italia, all'angolo tra piazza Nettuno e via Rizzoli, vengono sparati colpi d'arma da fuoco. La folla terrorizzata cerca di fuggire nel cortile di Palazzo d'Accursio, ma le "guardie rosse", un gruppo di armati comunisti e massimalisti che presidiano il palazzo, chiudono il portone e gettano dall'alto alcune bombe a mano. E' una strage: si contano 10 morti e 58 feriti, tutti socialisti, in maggioranza per colpi d'arma da fuoco. Dopo una decina di minuti di spari e scoppi, nella piazza vuota, ricoperta di ombrelli, bastoni e cappelli, rimangono solo i cadaveri, che i pompieri ricoprono di teli. Intanto nell'aula consiliare un uomo (che rimarrà sconosciuto) spara dal settore riservato al pubblico contro i consiglieri di minoranza: l'avvocato Cesare Colliva riceve due proiettili in faccia, mentre l'avvocato Giulio Giordani, mutilato di guerra, è ferito a morte. Anche in via Riva Reno fuori dal Maggiore, dove Giordani è trasportato, scoppia una sparatoria e gli infermieri lasciano il ferito su un muretto al bordo del canale, rifiutandosi di entrare in ospedale. Il tragico eccidio di Palazzo d'Accursio ha risonanza nazionale e segna l'inizio dell'ascesa fascista: Giordani sarà considerato il primo grande martire della rivoluzione fascista. La salma sarà esposta in un'aula del tribunale e vegliata da picchetti di camicie nere armate. I funerali, celebrati il 23 novembre, vedranno sfilare i fascisti con il gonfalone del comune, tra due imponenti ali di folla. Al consigliere ucciso sarà in seguito intitolata la piazza davanti al tribunale. La giunta neoeletta di Gnudi sarà costretta a ritirarsi senza essersi insediata, sostituita dal commissario prefettizio Vittorio Ferrero. La polizia arresterà circa duecento socialisti e nessun fascista, accreditando la tesi de "L'Avvenire d'Italia", che considera i "rossi" colpevoli dei fatti luttuosi. Il Tribunale di Milano condannerà nel 1923 in contumacia alcuni militanti comunisti. Nel dopoguerra Mario Missiroli e Libero Battistelli addosseranno la maggiore responsabilità dei fatti alle forze dell'ordine, che avrebbero provocato la strage per screditare i socialisti.

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Immagini e multimedia:

La lapide che ricorda l Lapide sulla casa di Giulio Giordani in via Guerrazzi (BO) Tomba di Giulio Giordani nel cimitero della Certosa (BO) Tomba di Giulio Giordani nel cimitero della Certosa (BO) Lapide per Giulio Giordani nel Sacrario dei Caduti fascisti - Cimitero della... Monumento a Giulio Giordani nell Tomba di Ennio Gnudi - F. Vignoli - Cimitero della Certosa (BO) Tomba di Ennio Gnudi - F. Vignoli - Cimitero della Certosa (BO)

Approfondimenti:

Luigi Arbizzani, Sguardi sull'ultimo secolo. Bologna e la sua provincia, 1859-1961, Bologna, Galileo, 1961, p. 140
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Bologna in cronaca. Notiziario cittadino del nostro secolo, 1900-1960, a cura di Tiziano Costa, Bologna, Costa Editore, 1994, p. 34
Gabriele Bonazzi, Bologna in duecento voci. Dizionario minimo di storia, cultura, umori di una città davvero europea, Sala Bolognese, A. Forni, 2011, p. 210
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Giuseppe Brini, Quelli del tramway. Cento anni di vita e di lotta nella città di Bologna, Bologna, Centro Stampa ATC, 1977-1985, vol. I, pp. 139-140 (memoriale di Libero Battistelli)
Luigi Colombari, Vecchie storie di giovani (Bologna 1942-1945), 2. ed. aggiornata, Bologna, Giraldi, 2010, pp. 89-90
Arturo Colombi, I contadini nella lotta di Liberazione nazionale, in: Al di qua della Gengis Khan, a cura di Remigio Barbieri e Sergio Soglia, Bologna, Galileo, 1965, p. 178
Arturo Colombi, Il partito nuovo a Bologna. Scritti su "La lotta" 1945-1948, Bologna, a cura della Federazione bolognese del PCI, 1982, pp. 45-47 (Ennio Gnudi)
Il Consiglio provinciale. La storia attraverso le strade, Bologna, a cura della Presidenza Consiglio della Provincia, 2011, p. 78 (E. Gnudi)
Tiziano Costa, Bologna '900. Vita di un secolo, 2. ed., Bologna, Costa, 2008, pp. 81-82
Dal Santerno al Panaro. Bologna e i comuni della provincia nella storia nell'arte e nella tradizione, a cura e coordinamento di Cesare Bianchi, Bologna, Proposta edizioni, stampa 1987, vol. I, p. 80
Brunella Dalla Casa, Leandro Arpinati. Un fascista anomalo, Bologna, Il mulino, 2013, pp. 54-58
I fatti di Palazzo d' Accursio cinquant'anni dopo, rievocazione di Piero Pasini e Rinaldo Rinaldi, S.l., s.e., 1970
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Annalisa Padovani, Stefano Salvatori, Cronaca del nazionalismo e del fascismo a Bologna dal 1918 al 1923. Nomi, fatti, luoghi, Bologna, Tinarelli, 2011, pp. 103-106
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Sergio Zavoli, Nascita di una dittatura, Milano, A. Mondadori, 1983, pp. 85-89

Internet:

CGIL I Centenari – Cronologia http://www.centenari.it
Treccani.it - Gnudi, Ennio http://www.treccani.it/...i_(Dizionario-Biografico)
Storie dimenticate - 21 novembre 1920 - Bologna - La strage di Palazzo d'Accursio http://storiedimenticate.wordpress.com
I giorni del lavoro http://sites.google.com/...oriadelmovimentooperaio
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