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1920 |
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| 2 set |
Occupazione delle fabbricheIn seguito alla decisione degli industriali di effettuare la serrata, il 2 settembre gli operai occupano le fabbriche cittadine, dopo aver sottoscritto un accordo in cui si impegnano a non danneggiare gli stabilimenti. Mentre è continuata la produzione, i lavoratori issano bandiere rosse e si armano per la difesa. Vengono eletti, con il consenso della Camera del Lavoro e del Partito socialista, consigli di fabbrica in 56 stabilimenti. Il movimento sul piano nazionale diviene politico e pone il problema della conquista del potere. Ma i parlamentari socialisti scelgono alla fine una soluzione sindacale. Il 3 ottobre anche gli ultimi scioperanti, gli operai metallurgici bolognesi, riprendono il lavoro. Fonti della notizia:› consultaApprofondimenti:Pietro Alberghi, Il fascismo in Emilia Romagna. Dalle origini alla marcia su Roma, Modena, Mucchi, 1989, p. 193 sgg. Dal Santerno al Panaro. Bologna e i comuni della provincia nella storia nell'arte e nella tradizione, a cura e coordinamento di Cesare Bianchi, Bologna, Proposta edizioni, stampa 1987, vol. I, p. 79 Nazario Sauro Onofri, La Strage di Palazzo d'Accursio. Origine e nascita del fascismo bolognese, 1919-1920, Milano, Feltrinelli, 1980, p. 209 sgg. Paolo Spriano, L'occupazione delle fabbriche. Settembre 1920, Torino, Einaudi, 1964 |
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