Città da leggere
la città nei romanzi e nei film; le indagini sulla metropoli e gli ultimi studi dedicati allo sviluppo urbanistico
a cura di:
Claudia Zacchi
Denise Picci
Marina Nadalini
Cristian Maccaferri
Simona Brighetti
ottobre 2006
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Città da leggere
Il rapporto fra uomo e città non è un dato immobile, ma va guadagnato e rivisto continuamente.
La città può essere luogo di civiltà e di dialogo, o sede di paure ancestrali, teatro di rinascita o di rovina, sia a livello personale che collettivo. L'insicurezza o al contrario il senso di pace che prende forma nei tessuti urbani è da sempre materia prima e fonte di ispirazione per gli artisti in generale.
Nella nuova edizione di Città da leggere, trovate:
› città di carta la città nei romanzi;
› città cantate la città nelle canzoni;
› città filmate in cui proponiamo film dove la città non è solamente una "location", ma vera e propria protagonista;
› città fotografate
› città immaginarie, fantastiche, utopiche
› non luoghi testi e saggi dedicati a tutti quegli spazi metropolitani come stazioni, ipermercati, vie di comunicazione che non hanno un'identità storica e relazionale;
› la città degli scrittori l'omaggio di narratori alla città, a metà strada fra il romanzo, il reportage e la guida turistica;
› l'esplosione della città una panoramica sulle ultime novità editoriali che affrontano temi come la città, le periferie, lo sviluppo urbanistico e le comunità urbane;
› città e letteratura testi che indagano il rapporto tra la letteratura e le città.
Come sempre vi invitiamo a segnalare tutti i vostri suggerimenti all'indirizzo
bibliotecasalaborsa@comune.bologna.it
Città di carta
Palermo, sabato 7 aprile
ho passato delle tranquille ore deliziose nel giardino pubblico, in prossimità del molo. É il più meraviglioso angolo di questa terra. Concepito sopra un disegno normale, ha tuttavia qualche cosa di fiabesco; piantato da poco tempo, ci trasporta nel mondo antico. Aiuole verdeggianti racchiudono piante esotiche; spalliere di agrumi s'incurvano in graziose capanne; alte pareti di oleandri, adorne di mille fiorellini rossi simili a garofani, vi avvincono lo sguardo.
Johann Wolfgang Goethe, Viaggio in Italia: 1786-1788, Milano, Rizzoli, 1991
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Alessandria d'Egitto
Maurizio Maggiani, Il coraggio del pettirosso, Milano, Feltrinelli, 1995
SN MAGGM COR
› A mio padre è bastato Ras el Tin, il quartiere del porto e di tutti i transfughi del mondo, Il Diwan nabil, il caffè dei compagni, e il suo forno e il suo pane, per rimanere un anarchico fidente della prima rivoluzione mondiale? Sembra incredibile, ma pare proprio di si. (p. 22)
Alessandra Lavagnino, Le bibliotecarie d'Alessandria, Palermo, Sellerio, 2002
SN LAVAA BIB
› Alessandria era una città, né Antonia ne aveva conosciute prima. Non la vide. Sentì l'odore ma non vide le case della "città turca" che attraversavano, non i graziosi palazzi gloriosi di sole lungo il Quai del rotondo Porto di Oriente, non vide l'azzurro mare ove correvano bianche vele triangolari, aguzze contro il cielo di porcellana. Non vide il grande Castello sorto sull'isola di Pharos lì dove aveva arso ogni notte per secoli, il fuoco, ed era stato eretto poi contro il cielo il grande Faro una delle Sette Meraviglie. (p. 30)
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Algeri
Rachid Boudjedra, Il ripudio, traduzione di Tiziana Colusso e Toni Maraini, Roma, Lavoro, 1993
SN BOUDR RIP
Nina Bouraoui, Una vita di sguardi, traduzione di Yasmina Melaouah, Milano, Feltrinelli, 1993
SN BOURN VIT
› La nostra casa è un'eredità di mio nonno, un venditore di primizie famoso nella capitale. Un tempo, il nostro era un quartiere residenziale, ma da qualche anno sono comparse le baracche; per mancanza di denaro, le cisterne e gli scarichi delle fogne non sono mai stati controllati: da ciò il terribile fetore di cadavere in avanzato stato di decomposizione che sale dai marciapiedi durante il grande caldo di agosto (p. 20)
Albert Camus, Lo straniero, Milano, Bompiani, 1999
S* 843 CAMUA
› Siamo scesi alla periferia di Algeri. La spiaggia non è distante dalla fermata dell'autobus, ma abbiamo dovuto traversare un piccolo altipiano che domina il mare e che poi degrada verso la spiaggia. Era coperto di pietre giallastre e di asfodeli, bianchi contro il blu già duro del cielo. (p. 63)
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| Amagansett
Mark Mills, Amagansett, traduzione di Silvia Pareschi, Torino, Einaudi, 2005
SN MILLM AMA
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Barcellona
Manuel Vázquez Montalbán, I mari del Sud, Milano, Feltrinelli, 1994
SN VAZQMM MAR
› Il tassista lo lasciò in una delle strade del vecchio Tres Torres, il quartiere residenziale di abitazioni unifamiliari oggi abbattute e sostituite da lustre palazzine non molto alte, amabilmente arretrate sui marciapiedi per lasciar posto a una zona tenuta a giardino dove crescevano cipressi nani, mirti, qualche banano assai ben protetto, piccole palme e oleandri. (p. 53)
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Beirut
Hoda Barakat, L'uomo che arava le acque, traduzione dall'arabo di Samuela Pagani, Milano, Ponte alle Grazie, 2003
SN BARAH UOM
› La tecnica del tessuto è infatti identica nel suo principio alla formazione delle città. Ed è così da quando l'uomo ha intrecciato i primi rami per circoscrivere lo spazio del suo dominio sulla terra; e ha poi intrecciato quei rami facendone tetti per le case, o cesti che proteggono il frutto della terra come le vesti proteggono il frutto del corpo e quindi il corpo tutto intero; e finalmente ha innalzato un reticolo di steccati per proteggere gli animali che aveva sottomesso e addomesticato facendoli entrare nell'ambito del suo dominio. In questo modo le case sono nate e si sono moltiplicate, come nel mito della tira Elissa, cucendo insieme le strisce sottili di una prima pelle. Sono cresciute per accumulazione, e i loro confini si sono estesi giro a giro come il filo che si avvolge intorno alla rocca. (p. 138)
Ghada Samman, Un taxi per Beirut, traduzione dall'arabo di Samuela Pagani, Roma, Jouvence, 1995
SN SAMMG TAX
› La luce grigiastra del tramonto invase la pina di Shtura; il taxi si arrampicò sulla montagna, seguì nel buio i suoi tornanti, superò Ra's al -Baydar, Sawfar e Bihamdun e si avvicinò a Beirut. (p. 18)
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Belfast
Eoin McNamee, Resurrection man,Torino, Einaudi, 1997
SN MCNAE RES
› A volte, quando si farmavano davanti al Pot Luck o a Maxies, Victor restava sul sedile posteriore, con le labbra in movimento. Era un inventario della città, un'attribuzione di nomi. Baden-Powell Street, Centurion Street. Posti solitari lungo il fiume. Edifici destinati alla demolizione. Parcheggi. Tranquille zone residenziali ideali per un assassinio. Sale evangeliche fuori mano. Trame di mattoni, pioggia, memoria. (p. 31)
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Belgrado
Nicole Janigro (a cura di), Casablanca serba: racconti da Belgrado, traduzioni di Silvio Ferrari, Alice Parmeggiani, Ines Olivari Venier, Milano, Feltrinelli, 2003
SN CASAB CAS
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Berlino
Christiane F, Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, a cura di Kai Hermann e Horst Rieck, Milano, Biblioteca Universale Rizzoli, 1989
S 362.29 CHRI
Christopher Isherwood, Addio a Berlino, Milano, Garzanti, 1986
S* 823 ISHEC
› La maggior parte delle famiglie berlinesi più ricche abita al Grünewald. É difficile spiegarsi perché. Le loro ville, di tutti gli stili più brutti e cari - dall'eccentrica "follia" rococò alla scatola cubista di acciaio e vetro col tetto piatto, sono tutte ammucchiate in questa pineta umida e triste. (p. 30)
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Betlemme
Giabra Ibrahim Giabra, I pozzi di Betlemme, traduzione dall'arabo e postfazione di Wasim Dahmash, Roma, Jouvence,1997
SN GIABI POZ
› Dietro questa nostra casa v'erano muri e case che si innalzavano a strati sul pendio del monte su cui era stata anticamente costruita la città. Dalla parte dell'ingresso c'era un vicolo e da questo partiva una scalinata ripida che portava alla pubblica strada chiamata Ras Ifteis, Testa di Carogna, a cui diedero poi il nome di Nijme, via della Cometa. (p. 35)
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Bologna
Marco Bettini, Lei è il mio peccato, Milano, Rizzoli, 2005
SN BETTM LEI
Fabio Casadei Turroni, Moto perpetuo, Forlì, Zoe, 2001
SN CASATF MOT
› Tanto s'era parlato d'una via bolognese alla notte, frizzante e ridanciana, che qualcuno finì per crederci, e molti locali per nottambuli eccentrici, studenti tiratardi o scansafatiche generici furono catalogati, additati e declamati ai lettori dei settimanali come esempi di bolognesità, quasi che le osterie, i pub fintoirlandesi, i piano-bar esistessero solo a Bologna. (p. 5)
John Grisham, The broker, Milano, Mondadori, 2005
SN GRISJ BRO
› Ogni anno a maggio, alla vigilia dell'Ascensione, i bolognesi salgono al Colle della Guardia partendo da Porta Saragozza. E percorrendo il porticato più lungo del mondo arrivano al santuario di San Luca. Una volta lassù prendono l'immagine della Beata Vergine e la portano in processione per le strade di Bologna lasciandola poi nella cattedrale di San Pietro, dove rimane otto giorni per essere infine riportata alla sua sede permanente nel santuario. È un rito, questo, che si ripete ininterrottamente ogni anno dal 1476. (p. 25)
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Budapest
Chico Buarque, Budapest, traduzione di Roberto Francavilla, Milano, Feltrinelli, 2005
SN BUARC BUD
Sándor Márai, Divorzio a Buda, Milano, Adelphi, 2002
S* 894 MARAS
› Ecco Pest, la nuova, grande città, sulla riva sinistra dell'antichissima via fluviale, con i suoi imponenti caseggiati, i suoi edifici dalle facciate moderne e spoglie, dipinti con colori sgargianti, dove, fra pareti tanto sottili da lasciar passare ogni fruscio, vivevano i nevrotici contemporanei, e le donne colvivano cactus su piccoli ripiani, e sugli scaffali disposti su scomodi letti ricoperti di tessuti a righe si allineavano i libri, libri che avevano la pretesa di spiegare il mondo nuovo - libri inquietanti, impregnati di scetticismo, libri didascalici e brutalmente espliciti che di tanto in tanto attiravano l'attenzione della procura, sui quali anche a lui, al giudice, toccava esprimere il proprio parere ufficiale. (pp. 26-27)
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Buenos Aires
Jorge Luis Borges, Evaristo Carriego, In Tutte le opere 1, Milano, A. Mondadori, 1998
SN BORGJL TUT 1
› Al confine con Balvanera, verso est, abbondavano le case imponenti con la loro successione regolare di patios, case giallastre o brune con porte in forma d'arco - arco che specularmente si ripeteva nell'atrio successivo - e il cancello delicato in ferro battuto. (p. 194)
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Cagliari
Sergio Atzeni, I sogni della città bianca, a cura di Giuseppe Grecu, Nuoro, Il Maestrale, 2005
SN ATZES SOG
› Sdraiata ai piedi del Castello, Sa Costa (la costa, la costola, il litorale…) è una via del Centro. É una salita, un sentiero che taglia nel mezzo la collina, e divide la città alta da quella bassa.
Quelli che stavano lassù, nei palazzi del Castello, circondati dai bastioni, erano prima Pisani, poi Spagnoli. Ogni notte gli armigeri che custodivano le Porte urlavano: "Il buio è arrivato. Fuori i sardi." (p. 155)
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Calcutta
Alka Saraogi, Bypass al cuore di Calcutta, traduzione dall'hindi di Mariola Offredi, Vicenza, Neri Pozza, 2002
SN SARAA BYP
› Talvolta, dopo essersi bagnato nella Ganga, non ritornava in ufficio, ma si sedeva sui gradini della banchina sotto il ponte di Haora. Stava lì per ore a guardare le migliaia di fiori in vendita al mercato dei fiori, i giovani che facevano ginnastica con la clava, la gente che si faceva massaggiare con l'olio di massaggiatori provenienti dall'Orissa, la gente che nella Ganga lavava le vesti e s'immergeva. Vedeva che al di là del ponte, a volte dal crematorio di Nimtala arrivavano scorrendo sull'acqua ceneri di legni bruciati e ghirlande di fiori. (p. 45)
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Cartagine
Gustave Flaubert, Salambò, Milano, Garzanti, 2002
S* 843 FLAUG
› Alberi di fico circondavano le cucine; un bosco di sicomori si estendeva fino a macchie verdeggianti dove, tra i ciuffi bianchi delle piante di cotone, splendevano i melograni; tralci di vite, carichi di grappoli, si intrecciavano ai rami dei pini; sotto i platani di un campo di rose era in fiore; qua e là, sull'erba dei prati, si dondolavano i gigli. (p. 3)
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Caserta
Antonio Pascale, La città distratta, Torino, Einaudi, 2001
SN PASCA CIT
› La similitudine tra il processo di lavorazione della mozzarella e la struttura urbanistica di Villa Literno, o dei paesi gemelli, è davvero evidente... Perché come avviene per le case, a Villa Literno tutto si forma riformandosi in continuazione, così pure la mozzarella segue il ritmo di vita filamentoso ma monotono che anima questi luoghi. (pp. 39-40)
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Cervia
Eraldo Baldini, Faccia di sale. Milano, Frassinelli, 1999
SN BALDE FAC
› Si è cominciato tre anni fa ad atterrare la Città Vecchia e a costruire quella nuova, sul mare, dove erano stati prima spianati gli staggi e le dune fino ad ottenere un'enorme zona piatta e sgombra adatta allo scopo. Una parte delle pietre, delle tavelle e dei coppi necessari viene dagli edifici che demoliamo, il restante è arrivato e arriva, incessantemente, via terra su carri e birocci, e via mare su grandi barconi. (p. 3)
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Il Cairo
Naghib Mahfuz, Il palazzo del desiderio: la trilogia del Cairo, Napoli, T. Pironti, 1991
SN MAHFN PAL
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Damasco
Rafik Schami, Il lato oscuro dell'amore, Milano, Garzanti, 2006
SN SCHAR LAT
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Douala (Camerun)
Calixthe Beyala , Gli onori perduti, traduzione di Gaia Amaducci e Monica Martignoni, Milano, Epoché, 2003
SN BEYAC ONO
› Le case spuntano lungo tutta la strada, appoggiate le une alle altre come per reggere alla fragilità delle fondamenta e per difendersi da miliardi di termiti che se le sgranocchiano. Sono costruite con quello che vomita la civiltà: vecchie targhe commemorative rubate ai monumenti dedicati ai morti; blocchetti di calcestruzzo fabbricati alla buona, con tre quarti di sabbia e il resto di cemento; schidioni contorti; vecchi ricordi del villaggio…(p. 12)
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Dublino
James Joyce, Ulisse: romanzo, Milano, A. Mondadori, 1988
S* 823 JOYCJ
› Si staccò dai rumori mattutini del lungofiume e imboccò Lime Street. Presso le case popolari di Brady un garzone di drogheria indugiava, con la secchia dei cascami al braccio, fumando una cicca masticata. Una bambinetta con i segni dell'eczema sulla fronte lo occhieggiava reggendo incurante il suo malconcio cerchione di botte. (p. 71)
Nuala O'Faolain, Sei qualcuno?, Parma, Guanda, 2001
SN OFAON SEI
› Sono nata in una Dublino che assomigliava molto più a un reperto storico che non a una città moderna. Tra sorelle e fratelli eravamo in nove, in un'epoca in cui, nella massa brulicante e anonima di irlandesi spiantati, nove figli non costituivano nemmeno una famiglia particolarmente numerosa. Io ero un caso tipico: una nessuno appartenente a una lunga stirpe di nessuno. In un paese cattolico e conservatore, che temeva la sessualità e mi negava qualunque informazione anche solo sul mio corpo, potevo dunque prevedere di incontrare qualche difficoltà nel corso della mia vita futura di ragazza e di donna. (p. 5)
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Ferrara
Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini, Torino, Einaudi, 1999
SN BASSG GIA
› Mi indicava, a una cinquantina di metri di distanza, una di quelle piccole, erbose montagnole coniche, non più alte di due metri e con l'apertura d'ingresso quasi sempre interrata, nelle quali è abbastanza frequente imbattersi facendo il giro delle mura di Ferrara. A vederle, assomigliano un po' ai montarozzi etruschi della campagna romana; in scala molto minore, naturalmente. (p. 58)
Giorgio Bassani, Libro secondo: Gli occhiali d'oro, Milano, A. Mondadori, 1996
SN BASSG ROM 2
› Spesso sostava accanto alle bancarelle di chincaglierie e di dolciumi disposte a decine lungo il fianco meridionale del duomo, o in piazza Travaglio, o in via Garibaldi, fissando senza dir motto l'umile merce esposta. In ogni caso, erano gli angusti e gremiti marciapiedi di via San Romano quelli che Fadigati batteva di preferenza. (p. 8)
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Gerusalemme
Amos Oz, Una storia di amore e di tenebra, traduzione di Elena Loewenthal, Milano, Feltrinelli, 2003
SN OZ A STO
› Uscivamo di casa dopo pranzo, nell'ora in cui la città si chiudeva dietro le imposte e sprofondava tutta nel sonno del sabato pomeriggio, e un silenzio perfetto calava sulle strade, nei cortili, fra gli edifici di pietra con le tettoie di lamiera applicata davanti. Come se tutta Gerusalemme fosse stata travasata dentro una bolla di vetro trasparente. (p. 56)
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Hong Kong
Emmanuel Carrère, Baffi, Milano, Tascabili Bompiani, 2000
SN CARRE BAF
› Capì, guardando la pianta spiegata dalla camminatrice, che una parte della città si trovava sull'isola, di fronte a lui; l'altra sul continente, un po' come Manhattan e New York, e che aveva scelto l'albergo nella zona continentale, Kowloon, dunque. Un servizio di ferry collegava le due rive, la gente, pareva, lo prendeva come il metro. (pp. 121-122)
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Istanbul
Orhan Pamuk, Il libro nero, Milano, Frassinelli, 1996
SN PAMUO LIB
› Il palazzo era in una delle viuzze secondarie di Nisantasi. Zia Hale abitava in un appartamento con Vasif e la signora Esma, zio Melih e zia Suzan in un altro (ai tempi ci stava anche Ruya). Forse qualcuno non l'avrebbe definita "viuzza secondaria" visto che era soltanto a cinque minuti a piedi e a tre traverse dalla via principale, dalla bottega di Alaadin e dal posto di polizia. Ma i parenti che vivevano nei due appartamenti di questa viuzza, uno sopra l'altro, ne osservavano con distacco la trasformazione, pur senza prestarvi molta attenzione, da campi fangosi in orti irrigui, quindi in selciato e infine in asfalto; per loro il cuore di Nisantasi non avrebbe mai potuto essere una zona interessante come lo stradone importante dove, un tempo, si erano costruiti il loro condominio di famiglia. (p. 29)
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Lahore
Bapsi Sidhwa, La spartizione del cuore, traduzione di Luciana Pugliese, Vicenza, Neri Pozza, 1999
SN SIDHB SPA
› Nelle mie precedenti visite la città vecchia si presentava animata dalle grida dei bottegai e dei venditori ambulanti e dai monelli di strada, vocianti e schiamazzanti: i vicoli erano brulicanti di uomini e donne con burka, disseminati di cartocci di giornale che erano serviti come contenitori di merce varia. Sento la mancanza dei mucchi di frutta e verdura in decomposizione e degli ossi spolpati dai nibbi che con le loro ali immense si agitavano nella spazzatura: e l'improvviso guaito dei cani randagi presi a pedate e il volo gracchiante dei corvi e i cartoni e la ferraglia arrugginita e gli altri rottami di cui persino i poveri non sanno che farsene. (p.287)
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L'Avana
A labbra nude: racconti dall'ultima Cuba, a cura di Danilo Manera, Milano, Feltrinelli, 1995.
SN ALABB ALA
› Corre fino all'angolo, supera il quartiere di Ulloa e sbuca per calle Santa Rosa nell'Avenida 26, che lo depositerà, sano e salvo, quattro minuti più tardi, davanti agli occhi di Adita. Anche se non se ne rende conto, perché ormai sono i suoi piedi e non lui a scegliere il percorso delimitato dall'abitudine, è lo stesso itinerario fatto tante volte con Tingo in direzione della Città Sportiva, benché il tragitto di Tingo fosse una serie sfilacciata di giravolte, intrecci, piroette di orme che si annodavano e si scioglievano attorno alle gambe di Carlitos … (p. 48)
Guillermo Cabrera Infante, Il libro delle città, Il saggiatore, Milano, 2001
SN CABRIG LIB
Abilio Estevez, I palazzi lontani, traduzione di Barbara Bertoni, Milano, Adelphi, 2006
SN ESTEA PAL
Pedro Juan Gutiérrez, Trilogia sporca dell'Avana, Roma, E/O, 2004
SN GUTIPJ TRI
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Lisbona
José Saramago, L'anno della morte di Ricardo Reis, traduzione di Rita Desti, Torino, Einaudi, 1996
SN SARAJ ANN
› Da dietro i vetri appannati di sale, i bambini spiano la città grigia, piatta su colline, come se costruita solo di pianterreni, lassù per caso una cupola alta, un muro più grosso, una sagoma che sembra un rudere di castello, a meno che tutto ciò non sia che illusione, chimera, miraggio creato dalla volubile cortina delle acque che vengono giù dal cielo chiuso. (pp. 11-12)
Antonio Tabucchi, Requiem: un'allucinazione, traduzione di Sergio Vecchio, Milano, Feltrinelli, 1992
SN TABUA REQ
› Mi dica un po' lei se si possono fare cose così orribili, disse indicando le case che si vedevano al di là del finestrino, ha mai visto una cosa così brutta? Effettivamente fa spavento, confermai, ma chi gliel'ha data la licenza per costruire quegli orrori? Sa, disse il Controllore del Treno, sa, i Comuni in Portogallo sono molto strani, lavorano con architetti ai quali piace tanto il Lego, sono tutti incompetenti e si credono anche moderni. (p. 85)
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Londra
Hanif Kureishi, Il Budda delle periferie, Milano, Bompiani, 2001
SN KUREH BUD
Joseph Conrad, L'agente segreto: un racconto semplice, in Romanzi e racconti 2, 1904-1924, a cura di Mario Curreli, Milano, Bompiani, 1995
S* 823 CONRJ 2
› Questo numero apparteneva a un portone imponente che si apriva in una maestosa facciata senza macchia, fra due case una delle quali portava, com'è ovvio, il numero 9, l'altra il 37. Senonché il fatto che quest'ultima facesse parte di Porthill Street, una via ben conosciuta in quei paraggi, era reso noto al pubblico per mezzo di un'iscrizione che correva sopra le finestre del pianterreno, in nome di tutti quegli alti funzionari cui incombe il dovere di rintracciare le case vaganti di Londra. (p. 635)
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Los Angeles
T. Coraghessan Boyle, América, traduzione di Ettore Capriolo, Torino, Einaudi, 1997
SN BOYLTC AME
› Nella parte alta del canyon, annidato in un avvallamento che l'azione di un torrente da tempo dimenticato aveva scavato sul lato occidentale del crinale, c'era la cosiddetta Arroyo Blanco Estates. Era una comunità isolata con un campo da golf, dieci da tennis, un centro di ritrovo e circa duecentocinquanta case ognuna con un acro e mezzo di terreno intorno e ognuna rigorosamente rispettosa dei patti, delle condizioni e delle limitazioni stabilite nel 1973 dagli articoli costitutivi della società. Tutte le case erano nello stile Missione Spagnola, dipinta con una delle tre sfumature di bianco prescritte e coperte da tetti arancione. Se uno voleva dipingere la casa di celeste o di rosa provenzale con imposte verde lime, era liberissimo di trasferirsi nella San Fernando Valley o a Santa Monica o in qualsiasi altro luogo di sua scelta, ma se acquistava una quota dell'Arroyo Blanco Estates la casa doveva essere bianca e il tetto arancione. (p. 36)
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Marsiglia
Jean-Claude Izzo, Chourmo: il cuore di Marsiglia, traduzione dal francese di Barbara Ferri, Roma, E/O, 2000
SN IZZOJC CHO
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Milano
Dino Buzzati, Un amore, introduzione di Alberico Sala, Milano, A. Mondadori, 1997
SN BUZZD AMO
› Esisteva in Corso Garibaldi, a Milano, un gruppo di vecchissime case addossate le une alle altre in un groviglio di muri, di balconi, di tetti, di comignoli. Dove lo spirito della città antica, non quella dei signori, ma quella dei poveri, sopravviveva con singolare potenza. Pezzo a pezzo la vecchia Milano era stata distrutta. (p. 33)
Vito Piazza, La valigia sotto il letto: racconti di Quarto Oggiaro, Palermo, Sellerio, 1988
SN PIAZV VAL
› Si dice che nel secolo undicesimo esisteva in Quarto un castello. Oggi non esiste neanche una piazza.
Il borgo è diventato un paesaggio lunare all'interno del quale si muovono e vivono persone anonime che non hanno quasi niente in comune, se non una segreta filosofia di vita che ha eletto il provvisorio come unica ragione valida dell'esistenza. (p. 9)
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Mosca
Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita, Torino, Einaudi, 1991
S* 891.73 BULGMA
› Il temporale passò senza lasciare tracce, come un arco gettato attraverso tutta Mosca, c'era in cielo un arcobaleno multicolore, che affondava nelle acque della Moscova. In alto, sulla collina, tra i due boschi si vedevano tre figure nere di profilo. Woland, Korov'ev e Behemoth sedevano su dei morelli sellati, guardando la città, distesa dall'altra parte del fiume, col sole spezzato che brillava in mille finestre rivolte verso occidente, verso le torri di marzapane del monastero di Devicij. (p. 367)
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Napoli
Elena Ferrante, L'amore molesto, Roma, E/O, 1996
SN FERRE AMO
Curzio Malaparte, La pelle, Milano, A. Mondadori, 1991
SN MALAC PEL
› Dalla collina del Vomero eravamo intanto scesi a Piazza dei Martiri, e di lì svoltammo nel Vicolo della Cappella Vacchia, per salire al Calscione. Ai piedi della Rampa Caprioli s'apre la piazzetta della Cappella Vecchia, una specie di grande cortile dominato da un lato dai fianchi scoscesi del Monte di Dio, dall'altro dal muro della Sinagoga e dall'alta facciata del palazzo dove per lunghi anni abitò Emma Hamilton. (p. 111)
Giuseppe Montesano, Nel corpo di Napoli: romanzo, Milano, Mondadori, 1999
SN MONTG NEL
› Quando scendevo dall'autobus dovevo farmi a piedi ancora un paio di chilometri, in mezzo a case coi sette nani e dee dell'Olimpo in gesso colorato, passando vicino a cappelline con le madonne di Pompei, di Fatima, di Montevergine, badando a tenermi lontano dai cancelli dietro cui balzavano feroci enormi cani da guardia. Evitando nel semibuio dei lampioni scialbi le pozzanghere e i basoli semidivelti, mi ripetevo che "l'identificazione dell'arte col bello è insufficiente", ed ero sicuro di trovarmi solo a un passo, appena un piccolo passo, dalla rivelazione. (p. 113)
Giuseppe Patroni Griffi, La morte della bellezza, Milano, Baldini & Castoldi, 2000
SN PATRGG MOR
› Com'era bella Napoli quarant'anni fa, avvolta nell'azzurro dell'oscuramento, misteriosa, sussurrante nella notte di passi sconosciuti, fasciata all'alba nei veli della sua miseria addormentata, luccicante al sole impudica, tutta ossa e pelle livida, nelle mattinate insolitamente vuote, sempre malinconica, stupefatta dalle bombe, chiassosa e ridente nei ricoveri pullulanti di spaventata allegria, sbalordita di ritornare a vivere due volte al giorno. (p. 7)
Giuseppe Patroni Griffi, Scende giù per Toledo, Milano, Garzanti, 1990
SN PATRGG SCE
Silvio Perrella, Giùnapoli, Vicenza, Neri Pozza, 2006
SN PERRS GIU
top
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New York
Paul Auster, Trilogia di New York, Torino, Einaudi, 1998
SN AUSTP TRI
› New York era un luogo inesauribile, un labirinto di passi senza fine: e per quanto la esplorasse, arrivando a conoscerne a fondo strade e quartieri, la città lo lasciava sempre con la sensazione di essersi perduto. Perduto non solo nella città, ma anche dentro di sé. Ogni volta che camminava sentiva di lasciarsi alle spalle se stesso, e nel consegnarsi al movimento delle strade, riducendosi a un occhio che vede, eludeva l'obbligo di pensare; e questo, più di qualsiasi altra cosa, gli donava una scheggia di pace, un salutare vuoto interiore. (p. 6)
Don DeLillo, Underworld, Torino, Einaudi, 1999
SN DELID UND
› Superò il caseggiato, girò l'angolo dietro la drogheria di Donato e scese per trenta metri lungo la strada stretta fino a un'apertura che portava giù per una rampa di scale di cemento dentro l'intrico di vicoli tra i cinque e i sei edifici ammassati in quella zona. Giù nei cortili, si chimava quella zona. Edifici addossati gli uni agli altri, fili del bucato, luci sbilenche, ciuffi d'erbacce, qualche sedicente giardino e spogli alberi di alianto, e le scale antincendio che proiettavano ghirigori di luce e ombra sui muri e sulle superfici asfaltate. (p. 769)
Jay McInerney, Le mille luci di New York, Milano, Bompiani, 2000
SN MCINJ MIL
› È una giornata azzurra, luminosa - troppo luminosa per te, grazie tante. Fortunatamente per una volta non hai dimenticato i Ray-Ban. La folla dell'intervallo di colazione ribolle in Park Avenue. Ti aspetti che la gente ti guardi terrorizzata, invece nessuno ti fila. All'angolo un grassone col berretto degli Yankee sta vendendo pretzel da un carrettino. Una donna in pelliccia tiene il braccio costantemente alzato, nella speranza di far apparire un taxi. Un autobus ti passa accanto rombando.
Henry Roth, Chiamalo sonno, Milano, Garzanti, 1999
S* 813 ROTHH
› Ma eccomi qua. So che c'è una chiesa in una certa strada qui a sinistra, il mercato della verdura è a destra, dietro a me ci sono i binari della ferrovia e la sassaia, e davanti a me, pochi isolati più in là, c'è una certa vetrina di un negozio che ha una specie di imbiancatura a calce - e nella calce, delle facce, come quelle che disegnano i bambini. All'interno di questo recinto c'è tutta la mia America, e se mi avventurassi oltre sarei perduta. Anzi - rise - se dovessero mai lavare quella vetrina, forse non riuscirei più a trovare la via di casa. (p. 39)
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Palermo
Santo Piazzese, I delitti di via Medina-Sidonia, Palermo, Sellerio, 1996
SN PIAZS DEL
› C'è una vista niente male, da casa mia. Una distesa di tegole vecchie, coperte da uno strato di muschio secco. Più lontano, la cupola dell'Osservatorio Astronomico e Palazzo dei Normanni poi, una dietro l'altra, le cupole della Cattedrale, di San Giuseppe, Casa Professa, Santa Caterina, la cima di Porta nuova, la chiesa dell'Olivella, San Domenico, Sant'Agostino, le cupolette arabe di San Cataldo, lo Steri e, di giorno, una fetta di mare tra tetti e cielo. (p. 33)
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Palestina, un paese
Sayed Kashua, E fu mattina, traduzione di Elena Loewenthal, Parma, Guanda, 2005
SN KASHS EFU
› Vago con lo sguardo da destra a sinistra e scopro che il filo spinato è teso a perdita d'occhio. Qualcuno tra la folla giura che circonda tutto il paese, e si chiede quando i soldati siano riusciti a fare quel lavoro. Da lontano si capisce che i carri armati non solo bloccano la strada, ma sono anche sparsi per i campi da tutte e due le parti e, ogni tanto sprigionano una colonna di fumo denso, mentre si sente più forte il rombo del motore. (p. 50)
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Parigi
Walter Benjamin, I passages di Parigi, a cura di Rolf Tiedemann, Torino, Einaudi, 2000
S* 838 BENJW
› L'ideale urbanistico di Haussmann erano gli scorci prospettici attraverso lunghe fughe di viali. Esso corrisponde alla tendenza che si osserva continuamente nell'Ottocento a nobilitare necessità tecniche con finalità artistiche. Gli istituti del dominio mondano e spirituale della borghesia dovevano trovare la loro apoteosi nella cornice delle grandi arterie stradali. Certe arterie erano ricoperte, prima della loro inaugurazione, di una tenda, e quindi scoperte come monumenti. (p. 15)
André Gide, I nutrimenti terrestri, traduzione di Gianni D'Elia, Torino, Einaudi, 1994
S* 843 GIDEA
Michele Mari, Tutto il Ferro della torre Eiffel, Torino, Einaudi, 2002
SN MARIM TUT
› Parigi gli sembrò orrenda quel giorno, e ancora una volta dal suo cervello partirono efferate maledizioni alla memoria di Georges-Eugène Haussmann, barone e prefetto… Arrivato in rue Choiseul impiegò molto tempo a trovare quel che cercava, un po' perché il passage des Bérésinas si chiamava, in realtà, più semplicemente, passage Choiseul, e un po' perché per entrarci bisognava varcare un portone semichiuso che non si distingueva in nulla da tutti gli altri portoni. (p.10)
Daniel Pennac, Il paradiso degli orchi, traduzione di Yasmina Mélaouah, Milano, Feltrinelli, 1992
SN PENND PAR
› Cento metri più in là, la voce lamentosa di un muezzin si leva nel crepuscolo di Belleville. So bene cosa gli funge da minareto. É una finestrella quadrata, una presa d'aria per latrine o un lucernario sul pianerottolo tra il terzo e il quarto piano di una facciata decrepita. (p. 37)
Daniel Pennac, La fata carabina, traduzione di Yasmina Melaouah, Milano, Feltrinelli, 1993
SN PENND FAT
› A parte questo, il quartiere è sempre uguale, cioè mutevole. Sta diventando bello pulito, sta diventando levigato, sta diventando caro. Gli edifici rimasti della vecchia Belleville sembrano denti spezzati in una dentiera hollywoodiana. Belleville è in divenire. (p. 36)
Émile Zola, Il ventre di Parigi, Milano, Garzanti, 1991
S* 843 ZOLAE
› Parigi, simile a un pezzetto di cielo stellato caduto su un angolo di terra buia, gli parve severa e quasi arrabbiata del suo ritorno. Allora di colpo si sentì debolissimo e discese il pendio con le gambe rotte. Attraversò il ponte di Neuilly; s'appoggiò al parapetto affacciandosi sulla Senna che svolgeva onde di inchiostro tra le masse dense delle rive; un fanale rosso, sull'acqua lo seguiva come un occhio sanguinante. (p. 4)
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Pechino
Shan Sa, La porta della pace celeste, traduzione di Benedetta Pagni Frette, Vicenza, Neri Pozza, 1999
SN SA S POR
› Il sole abbracciava una vasta distesa di tegole dorate. Le pagode dipinte, le torri cariche di sculture di draghi, le immense tettoie dei palazzi si profilavano maestose al di là dei muri della Città proibita. Ma il tenente Zhao non vi avrebbe visto che l'opulenza fondata sullo sfruttamento del popolo e, per questo, non sarebbe stato sedotto né dalle scalinate in marmo bianco né dalle colonne di sandalo scolpito. (p. 14)
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Piura (Perù)
Mario Vargas Llosa, La casa verde, traduzione di Enrico Cicogna, Torino, Einaudi, 1991
SN VARGLM CAS
› Avanzò nella densa atmosfera verso la città che si cominciava a scorgere sull'altra riva, luccicante come uno specchio. Attraversò l'unica strada di Castilla, ancora deserta e, quando arrivò al Viejo Puente, scese di sella. Rimase qualche secondo ad osservare le costruzioni dell'altra sponda, le strade lastricate di ciottoli, le case coi balconi, l'aria satura di granelli di sabbia che cadevano mollemente, la torre massiccia della cattedrale con la campana rotonda color fuliggine e, verso nord, le macchie verdastre dei poderi che seguono il corso del fiume verso Catacaos. (p. 45)
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Pompei
Robert Harris, Pompei, traduzione di Renato Pera, Milano, Mondadori, 2003
SN HARRR POM
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Praga
Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa, traduzione a cura di Sergio Corduas, Torino, Einaudi, 1999
SN HRABB SOL
Leo Perutz, Di notte sotto il ponte di pietra, Milano, Rizzoli, 2005
SN PHILA PRA
› Avrebbe dovuto ballare la sua sarabanda nelle strade del ghetto, perché lì non c'erano né crocifissi, né statue di santi.
A quel tempo il ghetto di Praga non era ancora circondato dal muro eretto solo al tempo dell'assedio svedese. Si poteva andare dalle strade della città vecchia nel ghetto senza dover prima bussare a una porta chiusa. E così il barone condusse la sua schiera attraverso Valentingässlein nel quartiere ebreo; andarono per strade strette e contorte, lungo il muro del cimitero fino alla riva della Moldava e poi di nuovo indietro, passarono davanti ai bagni ebrei, al municipio, al forno, ai macellai chiusi e oltre il mercato delle pulci che stava lì, deserto. (p. 54)
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Roma
Michel Butor, La modificazione, traduzione di Sergio Claudio Perroni, Roma, Fandango, 2006
SN BUTOM MOD
Vincenzo Cerami, Fantasmi, Torino, Einaudi, 2001
SN CERAV FAN
› Era indecisa se scendere all'Arco di Travertino, al Quadraro o addirittura a Subaugusta. La metropolitana, dopo essere stata zeppa fino alla stazione Termini, s'era già mezza svuotata a San Giovanni in Laterano. Siccome non aveva alcuna fretta, a Furio Camillo Morena uscì dal treno e salì allo scoperto. La luce mattutina si posava uniforme su quella parte della città, che pur essendo abbastanza recente sembrava molto più antica del centro storico, specie da quando erano state ridipinte le facciate dei palazzi di Prati, di Via Veneto e di Piazza del Popolo. Lì invece, in quella che era sempre stata considerata periferia per mezzi straccioni, dalle mura fin giù all'Alberone e oltre, lungo tutta l'Appia Nuova e la Tuscolana, solo da poco avevano sbaraccato le fraschette. Si respirava ancora aria di dopoguerra. Facevano la differenza alcuni supermercati, i fiori ai balconi, le antenne televisive che a migliaia graffiavano il cielo lontano e il traffico impossibile. Di turisti neanche l'ombra. (p. 67)
Pier Paolo Pasolini, Ragazzi di vita, Milano, Garzanti, 1996
SN PASOPP RAG
› Tutta Roma era un solo rombo: solo lì su in alto, c'era silenzio, ma era carico come una mina. Il Riccetto s'andò a cambiare.
Da Monteverde Vecchio ai Granatieri la strada è corta: basta passare il prato, e tagliare tra le palazzine in costruzione intorno al viale dei Quattro Venti: valanghe di immondezza, case non ancora finite e già in rovina, grandi sterri fangosi, scarpate piene di zozzeria. (p. 8)
Younis Tawfik, La straniera, Milano, Tascabili Bompiani, 2001
SN TAWFY STR
› Entrando al Colosseo, avvertii un brivido lungo la schiena. Le urla della folla, il rumore delle armi e il galoppo dei cavalli si materializzavano tra gli archi e i sottopassaggi. Mi sentivo come un antico guerriero mediorientale nel santuario della civiltà mediterranea… (p. 28)
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Rimini
Pier Vittorio Tondelli, Rimini, Milano, Bompiani, 1997
SN TONDPV RIM
› Il caldo incombeva fra le vetture lucide di sole, le cartacce e i binari ferrugginosi. Ma non fu precisamente questa l'immagine più netta che Roby percepì muovendo i primi incerti passi sul suolo di Rimini.
Faceva caldo probabilmente attorno ai trentacinque - trentasette all'ombra. E questo caldo appiccicoso e denso, un caldo sporco, praticamente nient'altro che la traspirazione evaporata nell'atmosfera di quelle decine e decine di migliaia di bagnanti che in quello stesso momento prendevano il sole sulla striscia di sabbia della riviera, ecco, un caldo umano, non un caldo puro, e per questo già istintivamente insopportabile. (p. 64)
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Rio de Janeiro
Paulo Lins, Città di Dio, Torino, Einaudi, 1999
SN LINSP CIT
› Nessuna favela aveva avuto la sua popolazione interamente trasferita nelle case del nuovo quartiere. La distribuzione aleatoria dei senzatetto fra Ciclade de Deus, Vila Kennedy e Santa Aliança, gli altri due quartieri creati nella zona ovest di Rio per accogliere le vittime delle alluvioni, finì per mutilare vincoli familiari e vecchie amicizie. (p. 28)
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San Pietroburgo
Fëdor Dostoevskij, Le notti bianche, Torino, Einaudi, 1988
S* 891.73 DOSTFM.NOT
› Conosco anche le case. Quando cammino mi pare che ogni casa mi corra incontro, mi guardi da tutte le finestre, anzi mi pare quasi che dicano: "Buon giorno, come va la salute? anche io, grazie a Dio, sto bene e in maggio avrò un piano in più", oppure " Come va la salute? Domani cominciano a ripararmi", oppure: "Per poco non sono stata distrutta da un incendio. Che spavento!" eccetera. Ho le mie case preferite, le mie amiche intime: una di queste ha intenzione di farsi curare quest'estate da un architetto. Passerò apposta ogni giorno perché non me la curino male, che Dio la protegga!! ... ma non dimenticherò mai la storia di una bellissima casetta, color rosa chiaro. Era davvero una graziosa casetta, di pietra, e mi guardava con tanta affabilità, e con tanto orgoglio fissava le sue goffe vicine, che il mio cuore si rallegrava quando mi capitava di passarle vicino. La settimana scorsa attraverso la strada guardando la mia amica, quand'ecco un grido lamentoso: "Mi tingono di giallo!!!" Scellerati! Barbari! non hanno risparmiato nulla, né colonne né cornicioni e la mia amica è diventata gialla come un canarino. Sono stato preso da un attacco di bile, e non ho avuto la forza di rivedere quella poveretta, sfigurata, tinta col colore del celeste impero. Ora comprendi, o lettore, come io conosca tutta Pietroburgo. (p. 5)
Fëdor Dostoevskij, Belye noci, traduzione a cura di Giulia Gigante, Torino, Einaudi, 1996; testo orig. a fronte
S* 891.73 DOSTFM.BEL
Nikolaj Vasilevic Gogol, I racconti di Pietroburgo, Milano, Garzanti, 1990
S* 891.73 GOGONV.RAC
› Pietroburgo va pazza per il teatro. Se passeggiate sulla Prospettiva in una chiara mattina di gelo, quando il cielo d'un rosa dorato è cosparso di nuvolette di fumo trasparente che si levano dai camini, cercate di capitare, dico, verso quest'ora nel vestibolo del Teatro Alessandrino: sarete stupiti dall'ostinata pazienza con cui la folla raccolta lì dentro assedia il bigliettaio che sporge la mano fuor dallo sportellino. (p. 231)
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Sarajevo
Di Iacovo Giovanni, Sushi bar Sarajevo, Bari, Palomar, 2005
SN DIIAG SUS
Miljenko Jergovic, Le Marlboro di Sarajevo, traduzione di Ljiljana Avirovic, Macerata, Quodlibet, 1995
SN JERGM MAR
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Shanghai
Zhou Weihui, Shanghai baby, traduzione di Yuan Huaqing, Milano, Rizzoli, 2001
SN ZHOUW SHA
› Quando uscii dalla stazione aveva smesso di piovere. Presi l'autobus e scesi all'altezza dei grandi magazzini Meimei: quel tratto di via Huaihai si trova in una zona molto elegante, dove spesso ci si imbatte in gruppi di giovani che seguono la moda alla lettera. Via Huating, non lontana, è il luogo di incontro ideale per la nuova generazione, desiderosa di seguire le ultime tendenze e di stare al passo col progresso scientifico e tecnologico. (p. 110)
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Tokyo
Banana Yoshimoto, Tsugumi, traduzione di Alessandro Giovanni Gerevini, Milano, Feltrinelli, 1994
SN YOSHB TSU
› Eravamo arrivati a Tokyo da poco tempo, quando un giorno mi era capitato di vederlo per strada, mentre stava tornando a casa dall'ufficio. Ero appena stata al cinema ed ero ferma al semaforo di un incrocio in un quartiere d'affari della città. Il cielo, splendente per il sole pomeridiano, si rifletteva come in uno specchio, brillante e chiaro, sull'infinita distesa di vetrate dei palazzi. (p. 36)
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Torino
Carlo Fruttero, Donne informate sui fatti, Milano, Mondadori, 2006
SN FRUTC DON
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Trieste
Italo Svevo, Senilità, Milano, Mondadori, 1993
S* 853 SVEVI.SEN
› Si trovavano sempre all'aperto. Amarono in tutte le vie suburbane di Trieste. Dopo i primi appuntamenti, abbandonarono Sant'Andrea che era troppo frequentato, e per qualche tempo preferirono la strada d'Opicina fiancheggiata da ippocastani folti, larga, solitaria, una salita lenta quasi insensibile. Si fermavano ad un pezzo di muricciolo che divenne la meta delle loro passeggiate soltanto perché la prima volta vi si erano assisi. Si baciavano lentamente, la città ai loro piedi, muta, morta, come il mare … (p. 22)
Veit Heinichen, Morte in lista d'attesa, traduzione dal tedesco di Valentina Tortelli, Roma, E/O, 2004
SN HEINV MOR
› Si spinsero fino in fondo al Molo Audace dove una lastra d'ottone indicava i nomi e le direzioni dei venti che turbinavano sulla città: scirocco, libeccio, grecale, bora. Nessun vigile si prendeva la briga di venire così lontano. (p. 114)
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Venezia
Iosif Brodskij, Fondamenta degli incurabili, Milano, Adelphi, 1991
S* 814 BRODI
› Il lento procedere del vaporetto attraverso la notte era come il passaggio di un pensiero coerente attraverso il subconscio. Sui due lati, con l'acqua nera come pece fino al ginocchio, si levavano gli enormi stipi intagliati di scuri palazzi ricolmi di tesori insondabili - oro, con ogni probabilità a giudicare dal bagliore giallo, un tenue bagliore elettrico che trapelava di tanto in tanto da qualche fessura delle imposte. L'atmosfera complessiva aveva qualcosa di mitologico, anzi di ciclopico, per esssere precisi; ero entrato in quell'infinito che contemplavo dai gradini della Stazione, e ora avanzavo tra i corpi dei suoi abitanti, passavo davanti al capannello di ciclopi assopiti che ogni tanto, nell'acqua nera che li cingeva, alzavano e poi abbasavano una palpebra. (p. 16)
Thomas Mann, La morte a Venezia, Torino, Einaudi, 1991
S* 833 MANNT
› Un'afa disgustosa ristagnava nei vicoli, l'aria era così spessa che gli odori provenienti dalle case, dalle botteghe, dalle cucine, vapori d'olio, nuvole di profumi e d'altro ancora, restavano sospesi, senza dissolversi. Il fumo delle sigarette rimaneva dov'era e si dissolveva lentamente. La calca nelle strettoie disturbava il viandante più che divertirlo. Più egli camminava, più tormentoso sentiva gravare su di sé quello stato in cui lo mettevano l'aria di mare unita allo scirocco. (p. 57)
Juan Manuel de Prada , La tempesta, traduzione dallo spagnolo di Stefania Cherchi, Roma, E/O, 1998
SN PRADJM TEM
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Vienna
Heimito von Doderer, I demoni: dalla cronaca del caposezione Geyrenhoff, Torino, Einaudi, 1979
SN DODEH DEM 1
› Dopo venti minuti erano già sulle serpentine del Cobenzl, e salivano come giocando, quasi senza cambiare marcia. La primavera lassù era scoppiata di colpo. Dappertutto fiammeggiavano alberi in fiore, il verde dei prati era squillante, l'immensità della metropoli, sprofondata nel piano, appariva di tanto in tanto, quando una svolta si scagliava verso il dorato cielo vespertino, come un lago disteso laggiù, d'un gelido azzurro. (…) Mentre sostavamo sulla terrazza donde la città era offerta come su un piatto, il capitano parlò di Mary. (pag 592)
Graham Greene, Il terzo uomo, traduzione di Gabriele Baldini, Milano, Bompiani, 1994
SN GREEG TER
› Se volete capire questa storia strana e piuttosto triste, bisogna che abbiate un'idea dell'ambiente in cui si svolse, e cioè la città di Vienna, bombardata, abbandonata, divisa in zone dalle quattro potenze d'occupazione: la zona russa, la zona inglesa, la zona americana e la zona francese, altrettante regioni delimitate soltanto da cartelli, e nel centro della città, circondata dal Ring con i suoi severi edifici pubblici e le sue statue arroganti, la Inner Stadt - o Città Interna - sotto il controllo di tutte e quattro le potenze insieme. (p. 14)
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Višegrad (Bosnia)
Ivo Andric, Il ponte sulla Drina, traduzione di Bruno Meriggi, Milano, Mondadori, 1995
SN ANDRI PON
› Proprio al limite della città il Rzav sbocca nella Drina, sicché il centro e la maggior parte di Višegrad si trovano su una lingua di terra sabbiosa tra i due corsi d'acqua, l'uno grande e l'altro piccolo, che qui si uniscono, e la sparsa periferia si estende sugli altri due lati dei fiumi, sulla riva sinistra della Drina e su quella destra del Rzav. Una città sull'acqua. (p. 16)
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Città immaginarie, fantastiche, utopiche
D'ora in avanti sarò io a descrivere le città e tu verificherai se esistono e se sono come io le ho pensate …
É delle città come dei sogni: tutto l'immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio, oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un'altra …
Anche le città credono di essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altro bastano a tener su le loro mura. D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. (pp. 49-50)
Italo Calvino, Le città invisibili, Torino, Einaudi, 1972
Dictionary of literary utopias, edited by Vita Fortunati and Raymond Trousson, Paris, Champion, 2000
C 809 DICTI |
Gianni Guadalupi, Alberto Manguel, Manuale dei luoghi fantastici, illustrazioni di Graham Greenfield, mappe e carte di James Cook, Milano, Rizzoli, 1996
C 398 GUADAG |
Alberto Manguel et Gianni Guadalupi, Dictionnaire des lieux imaginaires, traduit de l'anglais par Patrick Reumaux ... et al, Arles, Actes sud, 1998
S* 809 MANGA |
Hanno-Walter Kruft, Le città utopiche: la città ideale dal 15. al 18. secolo fra utopia e realtà, Bari, Laterza, 1990
S 711 KRUFHW |
Città degli immortali
Jorge Luis Borges, L'Aleph, in Tutte le opere 1, Milano, A. Mondadori, 1998
SN BORGJL TUT 1
› Al termine di un corridoio, un muro imprevisto mi sbarrò il passo, una remota luce cadde su di me. Alzai gli occhi offuscato: in alto vertiginoso, vidi un cerchio di cielo così azzurro da parermi di porpora. Gradini di metallo scalavano il muro. La stanchezza mi abbatteva, ma salii, fermandomi a volte per singhiozzare di felicità. Scorgevo capitelli e astragali, frontoni triangolari e volte, confuse pompe del granito e del marmo. Così mi fu dato ascendere dalle cieca regione di neri labirinti intrecciantisi alla risplendente Città. (p. 778)
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Città del sole
Tommaso Campanella, La città del sole, Milano, Adelphi, 1995
S 321 CAMPT
› è la città distinta in sette gironi grandissimi, nominati dalli sette pianeti, e s'entra dall'uno e all'altro per quattro strade e per quattro porte, alli quattro angoli del mondo spettanti; ma sta in modo che, se fosse espugnato il primo girone, bisogna più travaglio al secondo e poi più; talché sette fiate bisogna espugnarla per vincerla. Ma io son di parere, che neanche il primo si può, tanto è grosso e terrapieno, ed ha valguardi, torrioni, artelleria e fossati di fuora. (p. 28)
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Erewhon
Samuel Butler, Erewhon, introduzione di Lucia Drudi Demby, Milano, Adelphi, 1988
S* 823 BUTLS
› Dopo circa mezzo miglio la carrozza abbandonò la strada principale, e passammo sotto le mura della città finché giungemmo davanti a un palazzo costruito su una piccola altura, subito fuori dell'abitato. Era la casa di Senoj Nosnibor, e non si può immaginare nulla di più bello. Si trovava vicino alle stupende e venerabili rovine della vecchia stazione ferroviaria che, viste dai giardini della villa, offrivano uno spettacolo imponente. Il terreno, circa dieci o dodici acri in pendio, degradava in terrazze coltivate a giardino e collegate tra loro da ampie scalinate. Statue di squisita fattura ne ornavano i gradini, insieme a vasi pieni di cespi di fiori diversi che non avevo mai visto; file di vecchi cipressi e cedri, separati da vialetti erbosi, fiancheggiavano le rampe. (p. 69)
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Fortunata Ara Iulia Tarcisis
Mario de Carvalho, Passeggia un dio nella brezza della sera, Torino, Instar, 2005
SN CARVM PAS
› Vista dall'alto - come di sicuro la contemplano gli dèi - Tarcisis rimpiccioliva nel suo sonno, prendeva le distanze da me e dalle mie preoccupazioni, assumeva una materialità neutra, oggettiva, quasi inquietante. (p. 45)
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Londra
George Orwell, 1984, Milano, Mondadori, 1950
S* 823 ORWEG
› Si diceva che il Ministero della Verità contasse tremila locali sul livello del terreno e altrettanti in ramificazioni sotterranee. Sparsi nel centro di Londra, c'erano altri tre edifici d'aspetto e di mole simili. Essi facevano parere così microscopiche tutte le altre case, che dal tetto degli Appartamenti della Vittoria avreste potuto abbracciarli tutt'e quattro con la stessa occhiata.
Erano le sedi dei quattro Ministeri nei quali era divisa tutta l'organizzazione governativa. Il Ministero della Verità che si occupava della stampa, dei divertimenti, delle scuole, delle arti. Il Ministero della Pace, che si occupava della guerra. Il Ministero dell'Amore che manteneva l'ordine e faceva rispettare la legge. Il Ministero dell'Abbondanza che era responsabile dei problemi economici. Ecco i loro nomi in neolingua: Miniver, Minipax, Minamor, Minabbon. (p. 8)
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Lorbrulgrud, la metropoli di Brobdingnag
Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, traduzione e cura di Gianni Celati, Milano, Feltrinelli, 1997
S* 823 SWIFJ
› La città sorge in due parti quasi eguali sulle due sponde del fiume che le attraversa, e conta più di ottantamila case... Il palazzo del Re non è un edificio regolare, bensì un ammasso di costruzioni per sette miglia all'intorno: le sale principali sono generalmente alte settanta o ottanta metri, e larghe e lunghe in proporzione. (p. 102)
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Macondo
Gabriel Garcia Marquez, Cent'anni di solitudine, Milano, A. Mondadori, 1982
SN GARCMG CEN
› José Arcadio Buendia, che era l'uomo più intraprendente che si fosse mai visto nel villaggio, aveva disposto in modo tale la posizione delle case, che da ognuna si poteva raggiungere il fiume e far rifornimento di acqua con uguale sforzo, e tracciate le strade con tanto buon senso che nessuna casa riceveva più sole delle altre nell'ora della calura. (p. 10)
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Malgudi
R. K. Narayan, Il mago della finanza: romanzo, postfazione di Enrico Reggiani, Milano, Il sole-24 ore, 2000
SN NARARK MAG
› Un tempo il numero 14d di Vinayaka Street era un noto punto di riferimento, perché era la prima casa sorta nella zona. Il padre di Margayya veniva considerato un eroe per aver avuto il coraggio di stabilirsi in quel posto deserto, dove non esistevano garanzie di sicurezza per la vita o per la proprietà. Per di più la casa sorgeva sul confine di un campo di cremazione, e spesso i muri erano illuminati dai bagliori di una pira. (pp. 11-12)
R. K. Narayan, Un elefante per Malgudi, traduzione di Francesca Neri, Firenze, Giunti, 1999
SN NARARK ELE
› La mattina seguente, a Market Road la vita riprese il ritmo normale, anche se la giornata cominciò in ritardo. Era come se la città si stesse svegliando da una fantasia piena di colori, di splendore, di folla e canzoni. Dopo tutto quel che era successo era difficile risvegliarsi sulla scena di un qualunque giorno lavorativo. Market Road era coperta di bucce di banana, gusci di noce di cocco, foglie e fiori. Gli spazzini municipali avevano molto da fare. (p. 205)
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Maradagàl
Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore, Milano, Garzanti, 2000
SN GADDCE COG
› Di ville, di ville!; di villette otto locali doppi servissi; di principesche ville locali quaranta ampio terrazzo sui laghi veduta panoramica sul Serruchón - orto, frutteto, garage, portineria, tennis, acqua potabile, vasca pozzonero oltre settecento ettolitri: - esposte a mezzogiorno, o ponente, o levante, o levante-mezzogiorno, o mezzogiorno-ponente protette d'olmi o d'antique ombre dei faggi avverso il tramontano e il pampero, ma non dai monsoni delle ipoteche, che spirano a tutto andare anche sull'anfiteatro morenico del Serruchón e lungo le pioppaie del Prado; di ville! Di villule!, di villoni ripieni, di villette isolate, di ville doppie, di case villerecce, di ville rustiche, di rustici delle ville, gli architetti pastrufaziani avevano ingioiellato, a poco a poco un po' tutti i vaghissimi e placidi colli delle pendici preandine, che, manco a dirlo, "digradano dolcemente": alle miti bacinelle dei loro laghi. (p. 22)
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Meridiano
Alessandro Banda, La città dove le donne dicono di no, Parma, U. Guanda, 2005
SN BANDA CIT
› Le chiese di Meridiano sono deprimenti. Tutte. Senza eccezione. Il Duomo di Meridiano, che domina il Centro di Meridiano, è deprimente. La Chiesa Parrocchiale di Meridiano Bassa è deprimente. La Chiesa di Maria Sconfortata è deprimente (e sconfortante). Persino la Cappella di San Valentino, alla periferia est di Meridiano, sita in una magnifica conca di vigneti, dove si celebrano ridenti matrimoni e battesimi pieni di speranza, persino quella - è deprimente. (p. 39)
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Una metropoli
Dario Voltolini, Una intuizione metropolitana, Torino, Bollati Boringhieri, 1990
SN VOLTD INT
› Esci, entri, circonvoluisci, tagli, scheggi, parcheggi, ripassi, quartiere per quartiere, fondali girevoli, tonalità infinite di interminabili grigi, palazzi, lavori in corso, bar, ponti scorrono via come giornali in rotativa, come banconote tra le dita della cassiera, come lampi stroboscopici. (p. 29)
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Middendo, la metropoli di Lillliput
Jonathan Swift, I viaggi di Gulliver, traduzione e cura di Gianni Celati, Milano, Feltrinelli, 1997
S* 823 SWIFJ
› La città è un quadrato perfetto: ogni lato del muro misura infatti duecento metri di lunghezza. Le due grandi strade, che s'intersecano e la dividono in quattro quartieri, sono larghe due metri. I vicoli e calli ove non potevo entrare, vedendoli solo dall'alto al passaggio, sono larghi dai venticinque ai trenta centimetri. La città può contenere cinquecentomila anime; le case vanno dai tre ai cinque piani; i negozi e i mercati sono ben provvisti di merci. (pp. 35-36).
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Montelusa
Luigi Pirandello, Scialle nero, in Novelle per un anno. 1, Milano, Mondadori, 1959
S* 853 PIRAL 1.1
› E infatti parve a tutti che il cielo, il gajo aspetto della nostra bianca cittadina s'oscurassero a quell'apparizione ispida, lugubre. Un brulichio sommesso, quasi di raccapriccio, si propagò al passaggio di lui per tutti gli alberi del lungo e ridente viale del Paradiso, vanto della nostra Montelusa, terminato laggiù da due azzurri: quello aspro e denso del mare, quello tenue e vano del cielo. (p. 110)
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Paese dei Balocchi
Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio: storia di un burattino, introduzione di Stefano Bartezzaghi, prefazione di Giovanni Jervis, con un saggio di Italo Calvino, Torino, Einaudi, 2002
S* 853 COLLC
› Questo paese non somigliava a nessun altro paese del mondo. La sua popolazione era tutta composta di ragazzi. I più vecchi avevano quattordici anni: i più giovani ne avevano otto appena… Su tutte le piazza si vedevano teatrini di tela, affollati di ragazzi dalla mattina alla sera, e su tutti i muri delle case si leggevano scritte col carbone delle bellissime cose come queste: Viva i balocci (invece di balocchi): non voglamo più schole ( invece di non vogliamo più scuole): abbasso Larin Metica ( invece di l'aritmetica) e altri fiori consimili (pp. 130-131)
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New York, anno 2848
Mellonta Tauta in: Edgar Allan Poe, I racconti, traduzione di Giorgio Manganelli, Torino, Einaudi, 1983
S 813 POE EA
› Pare che Paradiso sia da tempo immemorabile un'isola - alla lettera. Intendo; vale a dire, a nord - secondo le testimonianze più antiche - ha sempre avuto come confine quello che una volta era un ruscello, o piuttosto uno stretto braccio di mare. Questo è stato via via allargato, finché ha raggiunto l'ampiezza attuale - un miglio. L'isola misura nove miglia di lunghezza; quanto a larghezza, varia e di molto. L'area intera (dice Guru) era, un ottocento anni or sono, tutto un fittume di case, talune alte fino a venti piani; per ragioni inspiegabili, in questi paraggi il terreno era considerato specialmente prezioso. (p. 981)
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Obaba
Bernardo Atxaga, Obabakoak: storie, traduzione di Sonia Piloto di Castri, Torino, Einaudi, 1991
SN ATXAB OBA
› Per arrivare da quel paese sino a Obaba dovevamo superare centoventisette curve: ottanta in lieve pendenza, fino alla fine di una lunga salita: e da lì, dopo essere passati sull'altro versante della montagna, altre quarantasette in discesa. (p. 218)
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Orsenna
Julien Gracq, La riva delle Sirti, Napoli, Guida, 1990
SN GRACJ RIV
› Qualcosa di losco e infermo alitava nelle vie di Orsenna in quei momenti di stanchezza nuda. Si sarebbe detto che le acque stagnanti che bagnavano le fondamenta della città bassa si ritirassero al lor limite estremo, mettendo allo scoperto quella foresta di pali fangosa e formicolante di febbri malsane che le serviva di base: io mi immergevo con dilettazione in quelle profondità che fermentavano: un istinto mi metteva davanti agli occhi d'un tratto, come ad un visionario, una città minacciata, una crosta corrosa che stava sprofondando, sotto un passo troppo pesante, in quelle paludi di cui essa era stata il fiore supremo. (p. 55)
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Quinquendone
Jules Verne, Una fantasia del dottor Ox, a cura di Maurizio Ferrara, Firenze, Passigli, 2005
SN VERNJ FAN
› Se cercate su una carta delle Fiandre, antica o moderna, la cittadina di Quinquendone, è probabile che non la troverete. Quinquendone è forse una città scomparsa? No. Una città del futuro? Nemmeno. Esiste a dispetto dei geografi, da ottocento o novecento anni. E anzi conta duemilatrecentonovantatré anime, se vogliamo ammettere un'anima per ogni abitante. (p. 21)
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Smeraldina
Italo Calvino, Le città invisibili, Torino, Einaudi,1972
SN CALVI CIT
› Una mappa di Smeraldina dovrebbe comprendere, segnati in inchiostri di diverso colore, tutti questi tracciati, solidi e liquidi, palesi e nascosti. Più difficile è fissare sulla carta le vie delle rondini, che tagliano l'aria sopra i tetti, calano lungo parabole invisibili ad ali ferme, scartano per inghiottire una zanzara, risalgono a spirale rasente un pinnacolo, sovrastano da ogni punto dei loro sentieri d'aria tutti i punti della città. (p. 96)
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Utopia
Tommaso Moro, L'Utopia, Roma, Armando, 1996
S 192 THOMM
› Sono ne l'isola cinquantaquattro città grandi e magnifiche, di medesima favella, istituti e leggi, e quasi a l'istesso modo situate quanto il luoco ha permesso; le più vicine sono scostate una da l'altra miglia ventiquatro, ma niuna è tanto luntana da l'altra che non vi possa andare un pedone in un giorno. (p. 32)
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Tativille
Playtime, diretto da Jacques Tati, Milano, Multimedia San Paolo, 2003, dvd
VF TATIJ PLA
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Vigata
Andrea Camilleri, Un filo di fumo, Palermo, Sellerio, 1997
SN CAMIA FIL
› Palazzo Barbabianca aveva una proprietà che risaliva al precedente proprietario, Fofò Cavatorta, e la particolarità era che tutte le finestre e tutti i balconi che davano sul lato della via dedicata dal 1885 a Quintino Sella, lo statista che i siciliani ricordavano benissimo magari senza bisogno di una strada, erano stati accuratamente murati a cantoni e calcina. (pp. 46-47)
Andrea Camilleri, La gita a Tindari, Palermo, Sellerio, 2000
SN CAMIA GIT
› Camminò un pedi leva e l'altro metti fino a sotto il faro, s'assittò sullo scoglio chiatto. Forte era l'odore asprigno del lippo, la peluria verde che si trova nella parte vascia degli scogli, quella a contatto del mare (p. 272)
Il commissario Montalbano, diretto da Alberto Sironi, Roma, Elle U multimedia; Rai trade, 2003, dvd
La serie comprende i seguenti titoli: Il ladro di merendine, Gatto e cardellino, La voce del violino, La gita a Tindari, Il cane di terracotta, La forma dell'acqua, Tocco d'artista, Gli arancini di Montalbano, Il senso del tatto, L'odore della notte
VTEL MONTA …
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Zemrude
Italo Calvino, Le città invisibili, Torino, Einaudi,1972
SN CALVI CIT
› É l'umore di chi la guarda che dà alla città di Zemrude la sua forma. Se ci passi fischiettando, a naso librato dietro il fischio, la conoscerai di sotto in su: davanzali, tende che sventolano, zampilli. Se ci cammini col mento sul petto, con le unghie ficcate nelle palme, i tuoi sguardi s'impiglieranno raso terra, nei rigagnoli, i tombini, le resche di pesce, la cartaccia. (p. 72)
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Città e letteratura
La città è lo specchio di chi la vive: l'uomo incontra nella città se stesso e l'altro, Dio e il mondo. Attraversare la città, una città, vuol dire incontrarsi e perdersi, liberarsi e imprigionarsi. Vuol dire sapersi leggere oltre il diaframma della realtà, spesso oltre se stessi. (p. 11)
Gianni Puglisi, Paolo Proietti, Le città di carta, Palermo, Sellerio, 2002,
Luoghi della letteratura italiana, introduzione e cura di Gian Mario Anselmi e Gino Ruozzi, Milano, B. Mondadori, 2003
S* 850 LUOGH |
Giampaolo Dossena, Luoghi letterari: paesaggi, opere e personaggi, Milano, S. Bonnard, 2003
S* 850 DOSSG |
Maria de Fanis, Geografie letterarie: il senso del luogo nell'alto Adriatico, Roma, Meltemi, 2001
S* 850 DEFAM |
Alessandro Fontana e Jean-Louis Fourniel, Piazza, Corte, Salotto, Caffè, in Letteratura italiana. Le questioni, vol. 5, Torino, Einaudi, 1989, pp.635-686
C 850 LETTE |
Elvira Godono, La città nella letteratura postmoderna, Napoli, Liguori, 2001
S* 809 GODOE |
Emiliano Ilardi, Il senso della posizione: romanzo, media e metropoli da Balzac a Ballard, Roma, Meltemi, 2005
S* 809.3 ILARE |
| Le nuove metropoli:
Leo Ou-Fan Lee, Shangai (Mezzanotte, Mao Dun, 1932)
Ernesto Franco, Buenos Aires (Adan Buenosayres, Leopoldo Marechal, 1948)
Ernest N. Emenyonu, Lagos (People of the city, Cyprian Ekwensi, 1954)
Roger Allen, Il Cairo (La trilogia del Cairo, Nagib Maahfuz, 1956-57)
Ardis L. Nelson, L'Avana (Tre tristi tigri, Giullermo Cabrera Infante, 1964)
Sibel Irzik, Istanbul (Il libro nero, Orhan Pamuk, 1990)
in Il romanzo, a cura di Franco Moretti, Temi, luoghi, eroi, vol. 4, Torino, Einaudi, 2003
C 808.3 ROMAN |
La città senza confini: studi sull'immaginario urbano nelle letterature di lingua inglese, a cura di Carlo Pagetti, Roma, Bulzoni, 1995
S* 823 CITTA |
Michel Plaisance, Città e campagna (XIII-XVII secolo), in Letteratura italiana. Le questioni, vol. 5, Torino, Einaudi, 1989, pp. 582-634
C 850 LETTE |
Gianni Puglisi, Paolo Proietti, Le città di carta, Palermo, Sellerio, 2002
S 307.76 PUGLG |
Amerigo Restucci, L'immagine della città, in Letteratura italiana. Storia e geografia, vol.7.3, Torino, Einaudi, 1989, pp. 169-220
C 850 LETTE |
Sergio Romagnoli, Spazio pittorico e spazio letterario da Parini a Gadda, in Storia d'Italia. Annali, vol. 5 Il paesaggio, Torino, Einaudi, 1982, p. 432-559
C 945 STORI 5 |
Mili Romano, Città della letteratura: immagini e percorsi, Bologna, CLUEB, 1996
S* 809 ROMAM |
Flavia Schiavo, Parigi, Barcellona, Firenze: forma e racconto: dalla città ottocentesca a quella contemporanea, note introduttive di Francesco Indovina e Giuseppe O. Longo, Palermo, Sellerio, 2004
S 711 SCHIF |
Alessandra Teatini, Voci della città: piccola guida narrativa di Bologna e dintorni, Bologna, CLUEB, 2001
SL 853 TEATA |
Raymond Williams, The country and the city, London, Chatto & Windus, 1973
S* 820 WILLR |
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L'esplosione della città
una breve panoramica sulle ultime novità editoriali che affrontano temi come la città, le periferie, lo sviluppo urbanistico e le comunità urbane.
Abitare in città: questioni architettoniche sociali ambientali, a cura di Marta Calzolaretti, Roma, Gangemi, 2006
S 720 ABITA |
Lucio Altarelli, Light city: la citta in allestimento, Roma, Meltemi, 2006
S 725 ALTAL |
Ash Amin, Nigel Thrift, Città: ripensare la dimensione urbana, Bologna, Il mulino, 2005
S 307.76 AMINA |
Fausto Anderlini, Dopo l'urbanizzazione: sprawl suburbano e dinamica sociale: Bologna e altre metropoli, Bologna, CLUEB, 2003
SL 307.76 BOLOG |
Gastone Ave, Città e strategie: urbanistica e rigenerazione economica delle città, Santarcangelo di Romagna, Maggioli, 2004
S 307.1 AVE G |
Pepe Barbieri, Metropoli piccole, Roma, Meltemi, 2003
S 711 BARBG |
Michael Batty, Cities and Complexity: Understanding Cities with Cellular Automata, Agent-Based Models, and Fractals, Cambridge, Mass, MIT Press, 2005
S 711 BATTM |
Lorenzo Bellicini, Richard Ingersoll, Periferia italiana, Roma, Meltemi, 2001
S 711 BELLL |
Leonardo Benevolo, La città contemporanea, Roma etc., Laterza, 1993, in: Leonardo Benevolo, Storia della città, Roma etc., Laterza
C 711 BENEL 4
sola consultazione |
Claudia Bettiol, Negoziare il territorio: la gestione della complessità, Firenze, Alinea, 2005
S 307.1 BETTC |
Bologna: la metropoli rimossa, Roma, Meltemi, 2004
SL 711 BOLOG |
Fabrizio Bottini, I nuovi territori del commercio: società locale, grande distribuzione, urbanistica, Firenze, Alinea, 2005
S 711 BOTTF |
Sergio Brenna, La città architettura e politica: fondamenti teorico-pratici di urbanistica ad uso di progettisti e pubblici amministratori, Milano, Hoepli, 2004
S 711 BRENS |
Bruce Bégout, Zeropoli: Las Vegas, città del nulla, Torino, Bollati Boringhieri, 2002
S 307.76 BEGOB |
Bruno Zevi e la città del Duemila, a cura di Maria Cristina Tarantelli, Roma, Rai-ERI, 2002
S 720.92 ZEVIB |
Donatella Calabi, Storia della città: l'età contemporanea, Venezia, Marsilio, 2005
S 711.4 CALAD |
Pier Luigi Cervellati, La città bella: il recupero dell'ambiente urbano, Bologna, Il mulino, 1991
S 711 CERVPL |
Françoise Choay, La città: utopie e realtà, Torino, Einaudi, 2000
S 711 CHOAF |
Ciao, Bologna, a cura di Archivio di studi urbani e regionali, scritti di P. Bianchi, Milano, F. Angeli, 2004
SL 711 CIAOB |
Francesco Ciardini, Progettare il progetto: il progetto urbano per una continuità fra ricerca, didattica ed esperienze, Roma, Gangemi, 2005
S 711 CIARF |
Cities in a globalizing world: global report on human settlements 2001, edit by United Nations Centre for Human Settlements (Habitat), London, Sterling, Earthscan, 2001
C 307.1 CITIE
sola consultazione |
Città. Architettura e società, Venezia, Marsilio: Fondazione La biennale di Venezia, 2006, 2 vol.
S 724 CITTA |
Città e scienze umane: sociologie del territorio, geografia, storia, urbanistica, antropologia, semiotica, informatica, a cura di Franco Martinelli, Napoli, Liguori, 2004
S 711 CITTA |
La città europea del 21. secolo: lezioni di storia urbana, a cura di Catia Mazzeri, Milano, Skira, 2002
S 711 CITTA |
La città infinita, a cura di Aldo Bonomi e Alberto Abruzzese, Milano, B. Mondadori, 2004, pubblicato in occasione della mostra tenuta a Milano nel 2004
S 307.76 CITTA |
La città plurale: trasformazioni urbane e servizi interculturali, a cura di Lorenzo Luatti, Bologna, Emi, 2006
S 307.1 CITTA |
Marco Cremaschi, L'Europa delle città: accessibilità, partnership, policentrismo nelle politiche comunitarie per il territorio, Firenze, Alinea, 2005
S 307.1 CREMM |
Giovanni Crocioni, Politiche urbane a Bologna nei primi anni 2000, Roma, Gangemi, 2005
SL 307.1 CROCG |
Fares el-Dahdah, Lucio Costa: Brasilias superquadra, Munich, Prestel, 2005
S 711.4 COSTL |
Mike Davis, Il pianeta degli slum, Milano, Feltrinelli, 2006
S307.76 DAVIM |
Paolo Desideri, La città di latta: favelas di lusso, autogrill, svincoli stradali e antenne paraboliche, Genova, Costa & Nolan; Ancona etc, Editori associati, 2000
S 307.76 DESIP
|
La diffusione urbana: tendenze attuali, scenari futuri, a cura di Cristoforo Sergio Bertuglia, Andrea Stanghellini, Luca Staricco, Milano, F. Angeli, 2003
S 307.7609 DIFFU |
L'esplosione della città: Barcellona, Bologna, Donosti-Bayonne, Genova, Lisbona, Madrid, Marsiglia, Milano, Montpellier, Napoli, Porto, Valencia, Veneto centrale, a cura di Francesco Indovina, Laura Fregolent, Michelangelo Savino, Bologna, Editrice Compositori, 2005
S 711 ESPLO |
Futuro metropolitano: un progetto per il territorio bolognese, a cura di Provincia di Bologna, Settore pianificazione territoriale e trasporti, Firenze, Alinea, 2005
SL 711 FUTUR |
Mariangiola Gallingani, Le occasioni della metropoli: la pianificazione metropolitana a Bologna: disegni compiuti, sentieri interrotti, sogni, suggestioni, Bologna, CLUEB, 2004
SL 711 GALLMA |
Valeria Giordano, La metropoli e oltre: percorsi nel tempo e nello spazio della modernità, Roma, Meltemi, 2005
S 307.76 GIORV |
Happy: cities and public happiness in post-war Europe, edited by Cor Wagenaar, Rotterdam, Nai publishers, 2004
S 711 HAPPY |
Informal city: Caracas case, edited by Alfredo Brillembourg, Kristin Feireiss, Hubert Klumpner, Munich, Prestel, 2005
S 711 INFOR |
L'innovazione tra centro e periferia: il caso di Bologna, a cura di Marco Cammelli, Bologna, Il mulino, 2004
SL 711 INNOV |
Patrizia Mello, Metamorfosi dello spazio: annotazioni sul divenire metropolitano, Torino, Bollati Boringhieri, 2002
S 711 MELLP |
La metropoli del 2010: idees, escenaris, projectes i il-lusions, Generalitat de Catalunya, Departament de politica territoial i obres publiques, 2001
S 711 METRO |
Ezio Micelli, Perequazione urbanistica: pubblico e privato per la trasformazione della citta, Venezia, Marsilio, 2004
S 711 MICEE |
William J. Mitchell, Placing Words: symbols, space, and the city, Cambridge, Mass, London, The MIT Press, 2005
S 720 MITCWJ |
Giampaolo Nuvolati, Lo sguardo vagabondo: il flaneur e la città da Baudelaire ai postmoderni, Bologna, Il mulino, 2006
S 307.76 NUVOG |
Osservatorio Nomade: Immaginare Corviale: pratiche ed estetiche per la città contemporanea, a cura di Flaminia Gennari Santori, Bartolomeo Pietromarchi, Milano, Bruno Mondadori, Fondazione Adriano Olivetti, 2006
S 711 OSSER |
Philipp Oswalt, Berlino città senza forma: strategie per un'altra architettura, ed. italiana a cura di Paola Cannavò, Roma, Meltemi, 2006
S 720.9 OSWAP |
Rosario Pavia, Le paure dell'urbanistica: disagio e incertezza nel progetto della città contemporanea, Roma, Meltemi, 2005
S 711 PAVIR |
Adriano Paolella, L'ombra dei grattacieli: per una critica ambientale dell'architettura contemporanea, Saonara, il Prato, 2006
S 724 PAOLA |
Periferie e nuove urbanità, a cura di Federico Bucci, Milano, Electa, 2003
S 307.76 PERIF |
Margherita Petranzan, Gianfranco Neri, Franco Purini: la città uguale: scritti scelti sulla città e il progetto urbano dal 1966 al 2004, Padova, Il Poligrafo, 2005
S 711.4 PURIF |
Giorgio Piccinato, Un mondo di città, Torino, Edizioni di Comunità, 2002
S 307.76 PICCG |
Progettazione urbanistica: materiali e riferimenti per la costruzione del piano comunale, a cura di Federico Oliva, Paolo Galuzzi, Piergiorgio Vitillo; con cd rom contenente norme nazionali e ragionali, tavole di progetto, schemi, relazioni, norme tecniche di attuazione, Rimini, Maggioli, 2002
S 711 OLIVF |
Franco Purini, Roberta Albiero, Valter Tronchin, Città e luoghi: materiali per la Città rimossa, Roma, Gangemi, 2004
S 711 PURIF |
Leonie Sandercock, Verso cosmopolis: città multiculturali e pianificazione urbana, Bari, Dedalo, 2004
S 711 SANDL |
Bernardo Secchi, La città del ventesimo secolo, Roma, GLF editori Laterza, 2005
S 711.4 SECCB |
Shrinking Cities, edited by Philipp Oswalt for the Kulturstiftung des Shrinking Cities: Volume 1: International research, edited by Philipp Oswalt for the Kulturstiftung des Bundes, Ostfildern-Ruit, Hatje Cantz Verlag, 2005, vol I
S 307 SHRIN |
Shrinking Cities, edited by Philipp Oswalt for the Kulturstiftung des Shrinking Cities: Volume 1: International research, edited by Philipp Oswalt for the Kulturstiftung des Bundes, Ostfildern-Ruit, Hatje Cantz Verlag, 2006, vol. II
S 307 SHRIN |
Spazi comuni: reinventare la città, a cura di Pino Brugellis, Francesco Pezzulli, Milano, Bevivino, 2006
S 307.76 SPA |
Francesco Tonucci, La città dei bambini: un modo nuovo di pensare la città, Roma, GLF Editori Laterza, 2005
S 362.7 TONUF |
Eugenio Turri, La megalopoli padana, Venezia, Marsilio, 2004
S 307.76 TURRE |
Serena Vicari Haddock, La città contemporanea, Bologna, Il mulino, 2004
S 307.7609 VICAHS |
Paul Virilio, Città panico: l'altrove comincia qui, Milano, R. Cortina, 2004
S 307.76 VIRIP |
Herbert Ypma, Città, Rozzano Editoriale Domus, 2001
S 647.94 YPMAHJ |
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La città cantata
| Berlino
Ich hab noch einen Koffer in Berlin
Deswegen muß ich nächstens wieder hin.
Die Seeligkeiten vergangener Zeiten
Sind alle noch in meinem kleinen Koffer drin.
Ich hab noch einen Koffer in Berlin
Der bleibt auch dort und das hat seinen Sinn.
Auf diese Weise lohnt sich die Reise
Denn wenn ich Sehnsucht hab, dann fahr ich wieder hin.
"Ich hab noch einen Koffer in Berlin" in
Marlene Dietrich, Lili Marleen, Italy, EMI, 1964
M STR DIETM LIL
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| Bologna
Bologna è una vecchia signora dai fianchi un po' molli
col seno sul piano padano ed il culo sui colli
Bologna arrogante e papale Bologna la rossa e fetale
Bologna la grassa e l'umana già un poco Romagna
e in odor di Toscana
Bologna per me provinciale Parigi minore (…)
pero' che boheme confortevole giocata fra casa e osterie
quando a ogni bicchiere rimbalzano le filosofie
"Bologna" in
Francesco Guccini, Metropolis, Milano, EMI Music Italia, 1996
M ITA GUCCF MET
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| Bruxelles
Mais lui il s'en fout bien
Mais lui il dort tranquille
Il n'a besoin de rien
Il a trouv son le
Une le de soleil et de vagues de ciel
Et il pleut sur Bruxelles
"Il pleut sur Bruxelles" in
Dalida, Dalida, Paris, Orlando-Barclay, 1997
M STR DALI DAL
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| Firenze
Firenze lo sai non è servita a cambiarla
La cosa che ha amato di più è stata l'aria
Lei ha disegnato ha riempito cartelle di sogni
Ma gli occhi di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano
"Firenze" in
Ivan Graziani, Firenze - Lugano no stop, Italia, BMG, 2004
M ITA GRAZI FIR
top |
| Milano
Piroette di sabbia e le guglie del Duomo
differenza tra pietra e le voglie di un uomo
che ha per vita una gabbia
liberata dal sesso, gonfia di verità
partorita con gioia nel lontano ricordo
con le doglie sincere di una maternità
che alla luce, di notte, nella piazza e con rabbia
ha donato, confusa, il suo figlio balordo.
"Il duomo di notte" in
Alberto Fortis, Universo Fortis, Milano, Universal Music Italia, 2003
M ITA FORTA UNI
top |
| New York
Sugar Plum Fairy came and hit the streets
Lookin' for soul food and a place to eat
Went to the Apollo
You should've seen em go go go
They said, Hey shuga Take a walk on the wild side
I Said, Hey babe Take a walk on the wild side
"Walk on the wild side" in
Lou Reed, Transformer, Great Britain, BMG, 1972
M STR REEDL TR
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| Parigi
Près de Notre Dame parfois couve un drame
Oui mais à Paname tout peut s'arranger
Quelques rayons du ciel d'été
L'accordéon d'un marinier
L'espoir fleurit au ciel de Paris
"Sous le ciel de Paris" in
Edith Piaf, Les grandes chansons d'Edith Piaf, Edith Piaf avec accompagnement d'orchestre, France, Philips, 1983
M STR PIAFE GRA
top |
| Roma
Quanto sei bella Roma quand'è sera
quando la luna se specchia dentro ar fontanone
e le coppiette se ne vanno via,
quanto sei bella Roma quando piove.
Quanto sei bella Roma quand'è er tramonto
quando l'arancio rosseggia ancora sui sette colli
e le finestre so' tanti occhi, che te sembrano dì: quanto sei bella.
"Roma Capoccia" in
Antonello Venditti, Circo massimo, Milano, Heinz music, 1987
M ITA VENDA CIR
top |
| Venezia
Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare,
la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi, Venezia, la vende ai turisti,
che cercano in mezzo alla gente l'Europa o l'Oriente,
che guardano alzarsi alla sera il fumo o la rabbia, di Porto Marghera
"Venezia" in
Francesco Guccini, Metropolis, Milano, EMI Music Italia, 1996
M ITA GUCCF MET
top |
La città filmata
| Algeri
La battaglia di Algeri, diretto da Gillo Pontecorvo, Firenze, DNC Home Entertainment, 2003, dvd e vhs
VF PONTG BAT
Rachida, diretto da Yamina Bachir Chouikh, Roma, CVC, 2003, dvd
VF BACHY RAC
top
|
| Bangkok
Le lacrime della tigre nera, diretto da Wisit Sasanatieng, Milano, Twentieth Century Fox Home Entertainment, 2004, dvd e vhs
VF SASAW LAC
top |
| Barcellona
L'appartamento spagnolo, diretto da Cedric Klapisch, Milano, Twentieth Century Fox Home Entertainment, 2003, dvd
VF KLAPC APP
Tutto su mia madre, diretto da Pedro Almodovar, Campi Bisenzio, Cecchi Gori home video, 2000, dvd
VF ALMOP TUT
top |
| Beirut
Spy game, diretto da Tony Scott, Segrate, Medusa video, 2002, dvd
VF SCOTT SPY 1-2
West Beyrouth, diretto da Ziad Doueri, Roma, Lucky Red Home Video, 1997, vhs
VF DOUEZ WES
top |
| Belfast
L'agenda nascosta, diretto da Ken Loack, Italia, MGM home entertainment, 2003, dvd
VF LOACK AGE
top |
| Berlino
Il cielo sopra Berlino, diretto da Wim Wenders, Italia, Ripleys Home Video, 2003, dvd e vhs
VF WENDW CIE
Good bye, Lenin, diretto da Wolfgang Becker, Roma, Elleu, 2004, dvd
VF BECKW GOO
Rosenstrasse, diretto da Margarethe von Trotta, Roma, 01 Home Entertainment, 2004, dvd
VF VONTM ROS
top |
| Betlemme
Intervento divino, diretto da Elia Suleiman, Italia, Warner Home video, 2003, dvd
VF SULEE INT
top |
| Bologna
E allora mambo!, diretto da Fabio Bonifacci e Lucio Pellegrini, Milano, Medusa Home Entertainment, 2000, dvd
VF BONIF EAL
Fatti di gente per bene, diretto da Mauro Bolognini, Italia, CDE, 2005, dvd
CVF BOLOM FAT
sola visione in biblioteca
La guerra degli Antò, diretto da Riccardo Milani, Italia, Cecchi Gori Home Video, 1999, vhs
VF MILAR GUE
Quo vadis, baby, diretto da Gabriele Salvatores, Milano, Medusa Video, 2005, dvd
CVF SALVG QUO
sola visione in biblioteca
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| Budapest
Senza destino, diretto da Lajos Koltai, Milano, Medusa video, 2006, dvd
CVF KOLTL SEN
sola visione in biblioteca
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| Buenos Aires
Assassini dei giorni di festa, diretto da Damiano Damiani, Milano, Minerva, Zeal Fortuna Films, 2002, dvd
VF DAMID ASS
Nove regine, diretto da Fabian Bielinsky, Filmauro home video, 2003, dvd
VF BIELF NOV
Valentin, diretto da Alejandro Agresti, Milano, Medusa, 2002, dvd
VF AGREA VAL
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| Calcutta
La città della gioia, diretto da Roland Joffè, Milano, Warner home video, 1994, vhs
VF JOFFR CIT
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| Cartagine
Cartagine in fiamme, diretto da Carmine Gallone, Roma, CVC, 1992, vhs
VF GALLC CAR
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| Caserta
Ferdinando e Carolina, diretto da Lina Wertmuller, Milano, Medusa, 1999, vhs
VF WERTL FER
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| Chicago
Chicago, diretto da Rob Marshall, Milano, Buena Vista Home Entertainment, 2003, dvd
VF MARSR CHI
Hardball, diretto da Brian Robbins, Roma, Eagle Pictures, 2002, dvd
VF ROBBB HAR
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| Detroit
8 mile, diretto da Curtis Hanson, Italia, Universal pictures, 2003, dvd
VF HANSC EIGM top |
| Douala (Camerun)
De Ouaga a Douala en passant par ... Paris, diretto da Jean Marie Teno, Brescia, Oltremare audiovisivi, 1987, vhs
VF TENOJM DEO
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| Dublino
The commitments, diretto da Alan Parker, MGM home entertainment; Milano, Twentieth century fox home entertainment, 2001, dvd
VF PARKA COM
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| Ferrara
E ridendo l'uccise, diretto da Florestano Vancini, 30 Holding s.r.l., 2005, dvd
CVF VANCF ERI
sola visione in biblioteca
Gli occhiali d'oro, diretto da Giuliano Montaldo, Campi Bisenzio, General Video, 2004, dvd
VF MONTG OCC
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Firenze
Camera con vista, diretto da James Ivory, Milano, Eagle Pictures, 2003, dvd
VF IVORJ CAM
Pontormo: un amore eretico, diretto da Giovanni Fago, Milano, Egle Pictures, 2004, dvd
VF FAGOG PON
Ritratto di signora, diretto da Jane Campion, Roma, Universal, 2001, dvd e vhs
VF CAMPJ RIT
Un tè con Mussolini, diretto da Franco Zeffirelli, Segrate, Medusa Video, 2000, dvd
VF ZEFFF TEC
top |
| Genova
Agata e la tempesta, diretto da Silvio Soldini, Italia, Dolmen home video, 2004, dvd
VF SOLDS AGA
Carlo Giuliani ragazzo: Genova, 20 luglio 2001, diretto da Francesca Comencini, Roma, L'Espresso, 2002, vhs
VF COMEF CAR
Figurine, diretto da Giovanni Robbiano, Milano, Medusa video, 1997, vhs
VF ROBBG FIG
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| Gerusalemme
Le crociate, diretto da Ridley Scott, Milano, Medusa video, 2005, dvd
CVF SCOTR CRO 1-2
sola visione in biblioteca
Kadosh, diretto da Amos Gitai, Italia, Multimedia San Paolo, 2001, dvd
VF GITAA KAD
La passione di Cristo, diretto da Mel Gibson, Milano, Eagle Pictures, 2004, dvd
VF GIBSM PAS
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| Hong Kong
Angeli perduti, diretto da Wong Kar-Wai, Roma, BIM distribuzione, 2003, dvd e vhs
VF KARWW ANG
Hard boiled, diretto da John Woo, Roma, Passworld, 2003, dvd
VF WOO J HAR
In the mood for love, diretto da Wong Kar-Wai, Italia, Eyescreen home video, 2001, dvd e vhs
VF KAR WW INT
top |
| Istanbul
Bagno turco, diretto da Ferzan Ozpetek, Italia, Sorpasso, 1997, dvd
VF OZPEF BAG
Un tocco di zenzero, diretto da Tassos Boulmetis, Campi Bisenzio, Cecchi Gori Home Video, 2005, dvd
CVF BOULT TOC
sola visione in biblioteca
Topkapi, diretto da Jules Dassin, Gran Bretagna, MGM Home Entertainment, 2000, vhs
VF DASSJ TOP
Uzak, diretto da Nuri Bilge Ceylan, Roma, Elleu Multimedia, 2005, dvd
CVF CEYLB UZA
sola visione in biblioteca
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| Lahore
Matrimoni e pregiudizi, diretto da Gurinder Chadha, Milano, Twenty Century Fox home entertainment, 2005
CVF CHADG MAT
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| L'Avana
Fragola e cioccolato, diretto da Tomas Gutierrez Alea e Juan Carlos Tabio, Milano, BIM, 2003, dvd
VF GUTIAT FRA
Havana, diretto da Sydney Pollack, Roma, Universal pictures, 2003, dvd
VF POLLS HAV
top |
| Lisbona
Capitani d'aprile, diretto da Maria De Medeiros, Roma, Ripley's home video, 2002, dvd e vhs
VF MEDEM CAP
Lisbon story, diretto da Wim Wenders, Italia, Dolmen Home Video, 2005, dvd e vhs
CVF WENDW LIS
sola visione in biblioteca
Sostiene Pereira, diretto da Roberto Faenza, Campi Bisenzio, Dolmen Home Video, 2005, dvd e vhs
CVF FAENR SOS
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| Livorno
L'amore ritrovato, diretto da Carlo Mazzacurati, Milano, Medusa Video, 2005, dvd
VF MAZZC AMO
Ovosodo: che cosa dolce, crudele, ridicola ... la vita, diretto da Paolo Virzì, Italia, Cecchi Gori editoria elettronica home video, 2005, dvd
CVF VIRZP OVO
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| Londra
Lock & Stock: pazzi scatenati, diretto da Guy Ritchie, Campi Bisenzio, Cecchi Gori Home Video, 2000, dvd
VF RITCG LOC
My beautiful laundrette, diretto da Stephen Frears, Roma, Elleu multimedia, 2003, dvd e vhs
VF FREAS MYB
Notting Hill, diretto da Roger Michell, Italia, Universal Studio, 2003, dvd
VF MICHR NOT
Piccoli affari sporchi, diretto da Stephen Frears, Miramax Home Entertainment; Milano, Buena Vista home entertainment, 2004, dvd
VF FREAS PIC
Il ventaglio di Lady Windemere, diretto da Ernst Lubitsch, Milano, Mondadori Video, 1992, vhs
VF LUBIE VEN
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| Los Angeles
Assassinio di un allibratore cinese, diretto da John Cassavetes, Italia, Elleu multimedia, 2003, dvd
VF CASSJ ASS
Bread and Roses, diretto da Ken Loach, Roma, Elleu Multimedia, 2004, dvd
VF LOACK BRE
Collateral, diretto da Michael Mann, Milano, Paramaunt Home entertainment, 2005, dvd
CVF MANNM COL
sola visione in biblioteca
Crash: contatto fisico, diretto da Paul Haggis, Roma, Filamuro home video, 2006, dvd
CVF HAGGP CRA
sola visione in biblioteca
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| Milano
Cattivi pensieri, diretto da Ugo Tognazzi, Roma, BMG, 1995, vhs
VF TOGNU CAT
Ratataplan, diretto da Maurizio Nichetti, Milano, Twentieth century fox home entertainment, 2004, dvd
VF NICHM RAT
Rocco e i suoi fratelli, diretto da Luchino Visconti, Segrate, Medusa Video, 2003, dvd
VF VISCL ROC
Romanzo popolare, diretto da Mario Monicelli, Italia, Number One video, 1995, vhs
VF MONIM ROM
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| Mosca
Mosca non crede alle lacrime, diretto da Vladimir Mensov, Campi Bisenzio, General Video, 2005, dvd e vhs
VF MENSV MOS
Reds, diretto da Warren Beatty, Italia, Univideo ; Paramount, 2000, vhs
VF BEATW RED
La vita in rosso, diretto da Pavel Lounguine, Segrate, Medusa, 1997, vhs
VF LOUNP VIT
top |
| Napoli
L'amore molesto, diretto da Mario Martone, Italia, Lucky red, 2004, dvd
VF MARTM AMO
Blues metropolitano, diretto da Salvatore Piscitelli, Milano, Medusa, vhs
VF PISCS BLU
Le mani sulla città, diretto da Francesco Rosi, Roma, CVC, vhs
VF ROSIF MAN
L'oro di Napoli, diretto da Vittorio De Sica, Italia, Filmauro home video, Aurelio De Laurentiis multimedia home video, 2006, dvd e vhs
CVF DESIV ORO
sola visione in biblioteca
Totò Sapore e la magica storia della pizza, diretto da Maurizio Forestieri, Milano, Medusa video, 2004, dvd
VF FOREM TOT
Vento di terra, diretto da Vincenzo Marra, Campi Bisenzio, Dolmen home video, 2005, dvd
VF MARRV VEN
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| New York
L'età dell'innocenza, diretto da Martin Scorsese, Roma, Columbia Tristar home entertainment, 2001, dvd e vhs
VF SCORM ETA
Gangs of New York, diretto da Martin Scorsese, Milano, Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia, 2003, dvd
VF SCORM GAN
In America, diretto da Jim Sheridan, Milano, Twentieth Century Fox Home Entertainment, 2004, dvd
VF SHERJ INA
Manhattan, diretto da Woody Allen, Milano, MGM; Twentieth Century Fox Home Entertainment, 2000, dvd e vhs
VF ALLEW MAN
S.O.S. Summer of Sam, diretto da Spike Lee, Roma, Eagle Pictures, 2003, dvd e vhs
VF LEE S SOS
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| Palermo
Il gattopardo, diretto da Luchino Visconti, Milano, Medusa video, dvd e vhs
VF VISCL GAT
Tano da morire, diretto da Roberta Torre, Italia, Lucky Red home video, 1997, vhs
VF TORRR TAN
top |
| Palestina, un paese
Private, diretto da Saverio Costanzo, Roma, 01 distribution, 2005, dvd
CVF COSTS PRI
sola visione in biblioteca
Route 181: frammenti di un viaggio in Palestina-Israele = fragments d'un voyage en Palestine-Istrael, diretto da Michel Khleifi & Eyal Sivan, Torino, Bollati Boringhieri, 2004, 4 dvd
VDOC 956.9405 KHLEM
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| Parigi
Cenerentola a Parigi, diretto da Stanley Donen, Milano, Paramount Home Entertainment, 2001, dvd e vhs
VF DONES CEN
Il favoloso mondo di Amelie, diretto da Jean-Pierre Jeunet, Milano, Twentieth Century Fox home entertainment, 2002, dvd
VF JEUNJP FAV 1-2
Lovers, diretto da Jean-Marc Barr, Roma, Elleu multimedia, 2000, vhs
VF BARRJM LOV
Ognuno cerca il suo gatto, diretto da Cedric Klapisch, Milano, Twentieth Century Fox home entertainment, 2003, dvd
VF KLAPC OGN
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| Pechino
Le biciclette di Pechino, diretto da Wang Xiaoshuai, Milano, Medusa Video, 2002, vhs
VF WANGX BIC
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| Praga
Anche i boia muoiono, diretto da Fritz Lang, Bologna, Ermitage, 2004, dvd
VF LANGF ANC
Canone inverso: making love, diretto da Ricky Tognazzi, Firenze, Cecchi Gori home video, 2000, dvd
VF TOGNR CAN
Delitti e segreti, diretto da Seven Soderbergh, Roma, CVC; Milano, Mondo Home Entertainment, 2005, dvd e vhs
CVF SODES DEL
sola visione in biblioteca
L' insostenibile leggerezza dell'essere, diretto da Philip Kaufman, Milano, Warner Home Video, 2003, dvd
VF KAUFP INS
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| Rimini
Amarcord, diretto da Federico Fellini, Milano, Warner Home Video, 2004, dvd
VF FELLF AMA
Da zero a dieci, diretto da Luciano Ligabue, Segrate, Medusa, 2002, dvd
VF LIGAL DAZ
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| Rio de Janeiro
Bossa nova, diretto da Bruno Barreto, Great Britain, Columbia Tristar home video, 2001, vhs
VF BARRB BOS
Carioca, diretto da Thornton Freeland, Milano, Elleu multimedia, 2004, dvd
VF FREET CAR
City of God, diretto da Fernando Meirelles, Campi Bisenzio, Cecchi Gori Editoria Elettronica, 2003, dvd
VF MEIRF CIT
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| Roma
Caro diario, diretto da Nanni Moretti, Roma, CVC, 2001, dvd e vhs
VF MOREN CAR
La dolce vita, diretto da Federico Fellini, Segrate, Medusa Video, 2003, dvd e vhs
VF FELLF DOL
La finestra di fronte, diretto da Ferzan Ozpetek, Campi Bisenzio, Cecchi Gori Home Video, 2003, dvd e vhs
VF OZPEF FIN
Una giornata particolare, diretto da Ettore Scola, Campi Bisenzio, General Video Recording, 2002, dvd e vhs
VF SCOLE GIO
Nell'anno del Signore, diretto da Luigi Magni, Roma, L'Unità, 1995, vhs
VF MAGNL NEL
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| San Francisco
Groove, diretto da Greg Harrison, Italia, Columbia Tristar home entertainment, 2001, dvd
VF HARRG GRO
Pal Joey, diretto da George Sidney, Italy, Columbia Tristar Home entertainment, 2003, dvd e vhs
VF SIDNG PAL
top |
| San Pietroburgo
Alcuni giorni della vita di Oblomov, diretto da Nikita Mikhalkov, Campi Bisenzio, General video, 2002, dvd
VF MIHANS ALC
Arca russa, diretto da Alexander Sokurov, Campi Bisenzio, Cecchi Gori home video, 2003, dvd e vhs
VF SOKUA ARC
Insalata russa, diretto da Youri Mamine, Milano, e.Mik, 1994, vhs
VF MAMIY INS
Le notti bianche, diretto da Luchino Visconti, Milano, Twentieth Century Fox home entertainment, 2004, dvd e vhs
VF VISCL NOT
Onegin, diretto da Martha Fiennes, Italia, IIF home video, 1999, vhs
VF FIENM ONE
Ottobre, diretto da Sergej M. Ejzenstejn, Bologna, Ermitage, 2005, dvd e vhs
CVF EJZESM OTT
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| Sana'a
Medea; Le mura di Sana'a, diretto da Pier Paolo Pasolini, Roma, Rarovideo, 2004, dvd
VF PASOPP MED
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| Shanghai
My american grandson: il nipotino americano, diretto da Ann Hui, Brescia, Videomission Oltremare-Film, 1991, vhs
VF HUI A MYA
Shanghai, mon amour: le notti di Mian Mian, diretto da Fancesco Conversano e Nene Grignaffini, Italia, Movie Movie, 2000, vhs
VDOC 895.13 MIANM
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| Tokyo
Tokyo Godfathers, diretto da Satoshi Kon, Italia, Sony Pictures home entertainment, 2005, dvd
CVF KON S TOK
sola visione in biblioteca
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| Torino
Le amiche, diretto da Michelangelo Antonioni, Milano, Mondadori Video, 1990, vhs
VF ANTOM AMI
I compagni, diretto da Mario Monicelli, Roma, CVC, vhs
VF MONIM COM
Così ridevano, diretto da Gianni Amelio, Firenze, Cecchi Gori home video, 1998, vhs
VF AMELG COS
Dopo mezzanotte, diretto da Davide Ferrario, Milano, Medusa video, 2004, dvd
VF FERRD DOP
Preferisco il rumore del mare, diretto da Mimmo Calopresti, Milano, Eagle pictures, 2002, dvd
VF CALOM PRE
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| Trieste
Tartarughe sul dorso, diretto da Stefano Pasetto, Italia, Moonlight, 2006, 1 kit (1 dvd, 1 cd)
CVF PASES TAR
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| Venezia
Il cavaliere misterioso, diretto da Riccardo Freda, Cristaldifilm, 1998, dvd e vhs
VF FREDR CAV
Italiano per principianti, diretto da Lone Scherfig, Roma, Elleu multimedia, 2002, dvd
VF SCHEL ITA
Joseph Loseys Eva, diretto da Joseph Losey, New York, Kino on video, 2000, dvd
VF LOSEJ EVA
Pane e tulipani, diretto da Silvio Soldini, Italia, Elleu multimedia, 2000, dvd
VF SOLDS PAN
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| Vienna
La pianista, diretto da Michael Haneke, Roma, BIM; Milano, Twentieth Century Fox Home Entertainment, 2002, dvd
VF HANEM PIA
Prima dell'alba, diretto da Richard Linklater, Milano, Warner home video, 2004, dvd
VF LINKR PRI
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La città fotografata
Di seguito vi segnaliamo alcuni volumi in cui la città si mostra davanti all'obiettivo dei fotografi, restituendo immagini suggestive e sorprendenti
Andreas Feininger: that's photography, edited by Thomas Buchsteiner and Otto Letze; texts by Thomas Buchsteiner and Andreas Feininger, Ostfildern-Ruit, Hatje Cantz Verlag, 2004
S 779 FEINA |
Lorenzo Artusio, Mille saluti da Torino, Torino, Edizioni del Capricorno, 2002
S 914.5121 MILLE |
Gabriele Basilico, Beirut 1991 (2003), con i testi di Francesco Bonami, Dominique Edde, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2003
S 956.92 BASIG |
Gabriele Basilico: L.R. 19/98: la riqualificazione delle aree urbane in Emilia-Romagna, a cura di Piero Orlandi, Bologna, Compositori, 2001
S 711 BASIG |
Gabriele Basilico, Scattered City, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2005
S 779 BASIG |
Andrea Battaglini, St. Petersburg, Milano, Mazzotta, 2002
S 779 BA |
David Paul Bayles, Urban forest: images of trees in the human landscape, San Francisco, Sierra Club Books, 2003
S 779 BAYLDP |
Euro-outskirts: a hundred photos on the edge of ten European capitals: Amsterdam, Berlin, Brussels, Copenhagen, Lisboa, London, Madrid, Paris, Rome, Wien, edited by Rafael Font Vaillant, Vilar, 2004
S 307.76 FONTVR |
Stuart Franklin, La città dinamica: viaggio nelle metropoli del terzo millennio, Milano, Mondadori, 2003
S 770 FRANS |
Fulvio Irace, Milano moderna: architettura e città nell'epoca della ricostruzione, fotografie di Gabriele Basilico e Paolo Rosselli, Milano, F. Motta,
1996
S 720.945211 IRACF |
Francesco Jodice, What we want: landscape as a projection of people's desires, Milano, Skira, 2004
S 704.9 JODIF |
William Klein, Parigi + Klein, Roma, Contrasto, 2002
S 779 KLEIW |
Aglaia Konrad, Elasticity, Rotterdam, Nai publishers; Valenciennes, Editions de l'Acquarium agnostique; Brussels, Argos Editions, 2002
S 778.9 KONRA |
Tracy Metz, Fun: leisure and the landscape, photography Janine Schrijver and Otto Snoek, Rotterdam, NAI, 2002
S 306.4 METZT |
Paolo Monti: fotografie 1950-1980, a cura di Giovanni Chiaramonte, Milano, F. Motta, 1993
S* 779 MONTP |
Francesco Pignatelli: reversed cities, testi di Giuliana Scimé, Fernanda
Pivano, Milano, Charta, 2003
S 779 PIGNF |
Donata Pizzi, Città metafisiche: città di fondazione dall'Italia all'oltremare, 1920-1945, Milano, Skira, 2005
S 779 PIZZD |
Rome, photographs By Karsten Thormaehlen text by Vito Avantario, Kempen, teNeues, 2003
S 779.9945 THORK |
Side effects: Olivo Barbieri, Francesco Jodice, Armin Linke, a cura di Luca Molinari, Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2002
catalogo della Mostra: Effetti collaterali: visioni dalla metropoli contemporanea (Nomad) tenuta alla Triennale di Milano nel 2002
S 779 SIDE |
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La città degli scrittori
Se si volessero suddividere in due gruppi tutte le descrizioni di città esistenti secondo il luogo di nascita dell'autore, risulterebbe certamente che quelle scritte dalle persone native del luogo sono nettamente in minoranza. Lo stimolo superficiale, l'esotico, il pittoresco agisce solo sul forestiero. Perché un nativo giunga a rappresentare l'immagine di una città occorrono motivi diversi e più profondi. Motivi che inducono a viaggiare nel passato anziché in luoghi lontani. (p. 468)
Walter Benjamin, Il ritorno del flâneur, in Ombre corte: scritti 1928-1929, a cura di Giorgio Agamben, Torino, Einaudi, 1993
S* 834 BENJW 5
A metà strada fra il romanzo, il reportage, le guida turistica e il racconto di memorie, gli omaggi a città che gli scrittori hanno fatto proprie, per nascita o per scelta, e di cui sono riusciti a cogliere il genius loci.
| Ascoli Piceno
Giorgio Manganelli, La favola pitagorica: luoghi italiani, a cura di Andrea Cortellessa, Milano, Adelphi, 2005
S 914.5 MANGG
› Il punto è: esiste Ascoli Piceno? Ricordo di averla visitata in un'esistenza che, per molti indizi, dovrei considerare precedente; quello che non ho potuto stabilire è se Ascoli Piceno esiste ora. Ricordo di aver bevuto l'anisetta in una piazza estremamente decorativa; ritengo improbabile che una piazza così fatta esista veramente; probabilmente è una allucinazione, come la parola "rua" per designare una strada, o le olive ripiene. (p. 93)
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| Amsterdam
Marta Morazzoni, La città del desiderio: Amsterdam, Parma, Guanda, 2006
SN MORAM CIT
› La Amsterdam della mia prima volta era sostanzialmente il contenitore di pochi dei pochi quadri del pittore più grande del mondo; anzi del pittore di quel piccolo pezzo di muro giallo che è la cosa più bella che sia mai stata dipinta. L'esagerazione è di Marcel Proust, ho le spalle coperte! (p. 16)
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| Berlino
Monika Maron, La mia Berlino, Torino, Bollati Boringhieri, 2005
S 914.3155 MAROM
› Il centro della capitale è il suo quartiere più occidentale. Il centro è il confine, l'invalicabile è il centro, anche dei pensieri. Qui, nel cuore del centro, si apre una porta, un portone di ferro verniciato di marrone da cui passano quelli che vengono da fuori, dall'altra parte, dall'ovest, comunque lo si voglia chiamare. La porta ha una sola maniglia, dall'altra parte. (p. 15)
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| Edimburgo
Robert Louis Stevenson, Edimburgo e Tre passeggiate a piedi: a zonzo tra Scozia e Inghilterra, Padova, F. Muzzio, 1996
S* 828 STEVRL
› Così il quartiere del Castello sovrasta l'intera città e offre libera vista verso mare e pianura. Domina per miglia da ogni parte; e la gente sui ponti delle navi, o intenta ad arare nei placidi luoghi agresti al di là del Fife può vedere lo stendardo sulle merlature del Castello e il fumo della città vecchia che si spande in giro sulla campagna sottostante. (pp. 19-20)
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Istanbul
Orhan Pamuk, Istanbul: i ricordi e la città, traduzione di Semsa Gezgin, Torino, Einaudi, 2006
SN PAMUO IST
› La città della mia infanzia era una fotografia in bianco e nero, un mondo semibuio e grigio, almeno io me lo ricordo così, anche perché da sempre mi hanno attratto gli interni delle abitazioni, nonostante sia cresciuto nell'oscurità di una deprimente casa-museo. Le strade, i viali e i quartieri lontani mi sembravano luoghi pericolosi, usciti da film di gangster in bianco e nero. (p. 35)
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| Lisbona
Fernando Pessoa, Lisboa, quello che il turista deve vedere, Roma, Voland, 1997
S* 914 PESSF
› Per il turista che arriva dal mare, Lisbona, anche da lontano, si erge come un'affascinante visione di sogno, contro l'azzurro vivo del cielo che il sole colora del suo oro. E le cupole, i monumenti, i vecchi castelli si stagliano sopra il turbinio di case, come araldi lontani di questo luogo delizioso, di questa regione fortunata. (p. 15)
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| Londra
Will Self, London: appunti da una metropoli, traduzione di Rosaria Contestabile, Milano, Mondadori, 2005
S 914.21 SELFW
› Ogni volta che penso alla Westway vengo assalito da un'ondata di emozione. Davvero. Mi ricordo quando è stata terminata, nel 1970,e il primo giro da "grande" che vi ho fatto qualche anno dopo. In alto, dietro un motorino, saltando da una all'altra delle quattro corsie nel caldo di una sera estiva. (p. 38)
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| Los Angeles
A. M. Homes, Los Angeles, traduzione di Cecilia Veronese, Milano, Feltrinelli, 2004
SN HOMEAM LOS
› Questa è una città che ha un abominevole lato oscuro, loschi figuri, noir hard-boiled, La dalia nera, gli omicidi della famiglia Manson. Questa è la città dove la realtà si trasforma in fantasia e la fantasia diventa realtà. Qui è nata la "Reality TV; qui l'inseguimento di O. J. Simpson è stato trasmesso in diretta, ripreso da un elicottero che braccava la Ford Bronco, mentre percorreva le tristemente famose higway della città. (p. 23)
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| Milano
Aldo Nove, Milano non è Milano, Roma, GLF editori Laterza, 2004
SN NOVEA MIL
› Venendo a Milano in treno dalla provincia di Varese nei primi anni Settanta era possibile assistere, ai finestrini, alla progressiva costruzione di un'idea di città che corrispondeva a una sorta di dilatazione all'inverosimile degli spazi, allo stesso tempo costretti dal loro gonfiarsi a ridursi, in un gioco strano di addizioni e sottrazioni visive. (p. 16)
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Napoli
In gita a Napoli con Peppe Lanzetta, Torino, Gribaudo, 1997
S 914.573104 LANZP
› Sotto Napoli, c'è un'altra città.
Enorme, seconda città, città sotto la città.
Nella pietra di tufo giallo nel corso dei secoli sono state scavate più di cinquecento caverne.
Usate come rifugi durante l'ultima guerra, usate per lo più come officine, depositi, garage, per la maggior parte sono collegate tra di loro. (p.78)
Marcello D'Orta, Nero napoletano, viaggio tra i misteri e le leggende di Napoli, Venezia, Marsilio, 2004
S 390.09 DORTM
› Da Castel Capuano a Port'Alba, attraverso piazza San Gaetano e Via Tribunali, infatti, è tale la concentrazione di monumenti, chiese palazzi in qualche modo legati al sovrannaturale, al fantastico, al macabro che registi come Hitchcock, Argento, Corman avrebbero tratto ispirazione per anni. (p. 45)
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| New York
Goffredo Parise, New York, a cura di Silvio Perrella, Milano, Rizzoli, 2001
S 917.47 PARIG
› Soho ha il pregio di essere, per conto suo, una di quelle opere d'avanguardia inconsapevole, come il mulino Stuck a Venezia, che non hanno bisogno di essere riempite con altre opere. I suoi vuoti sono già dei pieni e un pezzo di muro, una vecchia porta ricoperta di catrame, la mondezza impastata d'asfalto, sono già Burri, non si sa se post o ante litteram. (pp. 53-54)
Antonio Munoz Molina, Finestre di Manhattan, traduzione di Maria Nicola, Milano, Mondadori, 2006
SN MUNOMA FIN
› La finestra, al decimo o all'undicesimo piano, dava sulla strada, di fronte alle finestre illuminate e alle cupole futuristiche del Waldorf-Astoria, che di notte scintillavano in una fantasmagoria da cinema in bianco e nero, come se da un momento all'altro potesse comparire King Kong abbarbicato alle loro creste di bronzo. (p. 28)
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| Palermo
Roberto Alajmo, Palermo è una cipolla, Roma, GLF editori Laterza, 2005
S 914.58231 ALAJR
› I greci hanno lasciato il modello perfetto dei loro templi. I romani portarono a compimento l'ideale di anfiteatro….E allo stesso modo anche gli odierni abitanti della Città lasceranno ai posteri una prova architettonica del grado di civiltà conseguito, ciò che dopo diecimila anni di evoluzione del gusto sulle sponde del Mediterraneo hanno saputo elaborare di originale e progressivo: le pagode. (p. 9)
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| Praga
John Banville, Ritratti di Praga, Parma, Guanda, 2005
S 914.371 BANVJ
› "…Una piccola targa, incisa dallo scultore Karel Hladik, venne posta in alto, accanto all porta; la stele commemorativa venne eretta nel 1965, dopo che la famosa conferenza su Kafka tentasi nel castello di Liblice aveva reso il più grande artista di Praga accettabile alle autorità come critico della decadenza e dell'alienazione capitalista."
[…] Ci eravamo zittiti. Il pensiero che Kafka fosse stato per tanto tempo una presenza inesistente nella sua città natale sembrava così… be', kafkiano, che tutti e tre eravamo imbarazzati. (pp. 32-33)
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| Roma
Marco Lodoli, Isole: guida vagabonda di Roma, Torino, Einaudi, 2005
S 914.5632 LODOM
› Passeggiando per Roma è bene ogni tanto lanciare un'occhiata in alto, come si lancia nell'azzurro di un laghetto un amo speranzoso: c'è caso di pescare un bell'angelo di marmo sospeso su un cornicione, o lo scorcio ardito di una cupola, o anche solo la faccia simpatica di una signora affacciata alla finestra. (p. 76)
Emanuele Trevi, Senza verso: un'estate a Roma, Roma, Laterza, 2004
SN TREVE SEN
› Attraversando in diagonale l'antico pavimento della chiesa non degnavo di uno sguardo né il mosaico dell'abside, con l'albero della vita e i cervi che si abbeverano ai piedi del crocifisso, né gli affreschi con le storie di santa Caterina d'Alessandria, salvata dall' angelo la prima volta che era finita nei guai, e decapitata la seconda, perchè mai nulla, nel bene e nel male, si ripete identico. (pp.8-9)
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| Trieste
Mauro Covacich, Trieste sottosopra: quindici passeggiate nella città del vento, Roma, Laterza, 2006
S 914.53931 COVAM
› Un tizio in bermuda e Birkenstock si sta facendo un autoscatto con Italo Svevo. Lo scrittore è sobrio come ci si aspetta che sia, il cappello in mano, il completo da impiegato. Nessun piccione gliel'ha ancora fatta in testa. La statua è l'ultima novità di Piazza Hortis. (p. 59)
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| Venezia
Predrag Matvejevic, L'altra Venezia, prefazione di Raffaele La Capria, Milano, Garzanti, 2003
S 914.5311 MATVP
› Nei punti in cui le calli sono più strette e più oscure, uno strano venticello spira attraverso i passaggi. E' difficile dire se arriva da lontano o nasce da lì - gli spazi d'intorno si riscaldano o si raffreddano in modo diverso, quelli all'ombra e quelli al sole, quelli vicini all'acqua e quelli lontani dai canali. (p. 60)
Tiziano Scarpa, Venezia è un pesce: una guida, Milano, Feltrinelli, 2000
S 914.53 SCART
› Venezia è un pesce. Guardala su una carta geografica. Assomiglia a una sogliola colossale distesa sul fondo (p. 7)
Indossa occhiali da sole molto scuri: proteggiti. Venezia può essere letale. In centro storico la radioattività estetica è altissima. Ogni scorcio irradia bellezza; apparentemente dimessa: profondamente subdola, inesorabile. (p. 71)
Diego Valeri, Guida sentimentale di Venezia, Bagno a Ripoli, Passigli, 1997
S 914.5311 VALED
› Un sottile pulviscolo argenteo vela l'azzurro il rosa e l'oro infusi nell'aria, scorpora la pietra, attutisce i lineamenti degli edifici; e, appunto allora che il confine sembra abolito, voi sentite d'essere su un confine invalicabile, su un promontorio estremo, di estremo splendore, di questa oscura terra degli uomini. (p.79)
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I non luoghi
I non-luoghi ... sono saturi di umanità: prodotti da uomini, frequentati da uomini, ma da uomini esclusi dalle loro relazioni reciproche, dalla loro esistenza simbolica. Sono spazi che non si coniugano né al passato, né al futuro, bensì al presente. . Richiedono uno sguardo e una parola; uno sguardo per ricostituire una relazione minima che renda loro una dimensione simbolica, sociale; una parola che li integri in un racconto
| Vie aeree, ferroviarie, autostradali
Italo Calvino, Il viaggiatore notturno, in Ti con zero, presentazione dell'autore, Milano, A. Mondadori, 1995
SN CALVI TIC
Daniele Del Giudice, Staccando l'ombra da terra, Torino, Einaudi, 1994
SN DELGD STA
› Noi voliamo per immagini mentali, Bruno, secernendole a ogni istante, visualizzando posizioni rispetto a un cielo e a una terra non più visibili, posizioni che immaginiamo mediante un atto, mi si passi il termine, di ben calibrata fantasia…Certo, la ben calibrata fantasia ha dei supporti, gli strumenti di bordo che a poco a poco sostituiscono il mondo reale, il mondo al di là del parabrezza ... (p. 93)
Carlo Lucarelli, Autosole, Milano, Rizzoli, 1998
SN LUCAC AUT
› Luci rosse e gialle che frenano, rallentano e piano piano si fermano. L'autostrada diventa un serpente di scaglie fitte, che attende immobile sotto al sole rovente, respirando piano.
(p. 9)
Pier Vittorio Tondelli, Autobahn, in Altri libertini, Milano, Feltrinelli, 2005
SN TONDPV ALT
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| Mezzi di trasporto
Gabriele Romagnoli, Passeggeri: catalogo di ragioni per vivere e volare, Milano, Garzanti, 2000
SN ROMAG PAS
› Era il momento del film, l'aereo era al buio, molti dormivano. Li contai: quelli visibili erano cinquantasei. Con gli occhi della mente li cancellai, disegnai lo schema della fusoliera e cominciai ad evocare un differente carico di passeggeri ... Uomini e donne che componessero un catalogo di ragioni per vivere e per volare ... Decisi di procedere per associazioni di idee, fino a riempire i cinquantasei posti. Bastava trovare un punto di partenza. (pp. 5-6)
Cesare De Marchi, Una crociera, Milano, Feltrinelli, 2000
SN DEMAC CRO
› Immensa la nave: salda e ferma come un edificio, senza relazione apparente con l'elemento liquido che la sosteneva. Qualche passeggero rimpiccioliva su per la scaletta che portava al ponte di coperta. (p. 13)
Raymond Queneau, Esercizi di stile, introduzione e traduzione di Umberto Eco, Torino, Einaudi, 2005
SN QUENR ESE
› Dopo la solita interminabile attesa, ecco che l'autobus appare e frena lungo il marciapiede. Qualcuno scende, taluno sale e io tra questi ultimi. Ci si pressa sulla piattaforma, il bigliettaio fa ciò che dovrebbe fare, si riparte. (p. 32)
Sandro Veronesi, Caos calmo, Milano, Bompiani, 2005
SN VEROS CAO
Le dico di girarmi i fax sull'apparecchio in macchina, così finalmente mi servirà a qualcosa….
- Sai - le dico - ho promesso a mia figlia che oggi resterò davanti alla sua scuola finché non uscirà, alle quattro e mezza.
- Ah - fa lei.
- Si sta bene, qui - aggiungo - E' una bella giornata, e posso lavorare in macchina. (p. 34)
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| Aeroporti, stazioni
Giuseppe Culicchia, Ambarabà, Milano, Garzanti, 2000
SN CULIG AMB
... Lungo strade e attraverso stanze su è giù per corridoi, ascensori e scale mobili. Seguendo queste sino in fondo ci si inoltra nel buio. Nel buio rotto dagli squarci di neon delle stazioni. Nel buio dove treni corrono veloci. All'interno di una pausa luminosa, in ventuno aspettano il prossimo convoglio. Nessuno conosce nessuno e perciò nessuno parla. Tutti aspettano soltanto. (p. 11)
Rana Dasgupta, Tokyo cancelled, Rana Dasgupta, traduzione di Silvia Rota Sperti, Milano, Feltrinelli, 2006
SN DASGR TOK
› Sapete, amici, non credo che ci conosciamo abbastanza bene per starcene qua seduti in silenzio. Ne deve passare di acqua sotto i ponti, prima di poter fare una cosa simile. Non dovremmo ignorarci. Siete d'accordo? Permettetemi di fare una piccola proposta - forse non vi va nemmeno - ma stavo pensando fra me e me: C'è qualcuno che ha delle storie da raccontare? (p. 14)
Aldo Nove, Aeroporto, in Puerto Plata Market, Torino, Einaudi, 1997
SN NOVEA PUE
› In aeroporto, è come se in pratica non ti trovi da nessuna parte ancora, tu ti ci stai avvicinando piano piano, e prima di arrivarci cammini sulle piastrelle lucide, sali e scendi sulle scale mobili, compri le sigarette, la Coca-Cola la Fanta "Panorama" "Tuttosport" le caramelle il dopobaraba e centinaia di persone passano e continuano a passare, come quella volta che io stesso ho visto passare vicino a me Valeria Marini, per esempio. (p. 29)
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| Grandi catene alberghiere
Michel Houellebecq, Piattaforma, Milano, Bompiani, 2001
SN HOUEM PIA
› Situato sulla costa orientale di Koh Samui, l'albergo corrispondeva esattamente all'immagine del paradiso tropicale come lo rappresentano gli opuscoli delle agenzie di viaggio. Le colline, intorno, erano piene di vegetazione. Gli edifici bassi, immersi nel verde, degradavano a terrazze fino a un'immensa piscina ovale, con una jacuzzi a ogni estremità. Si poteva nuotare fino al bar, collocato su un'isola al centro della piscina. (p. 75)
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| Strutture per il tempo libero
Michael Crichton, Jurassic Park, Milano, Garzanti, 1995
SN CRICM JUR
› Si udirono squilli di tromba e sui video delle auto apparve la scritta: BENVENUTI A JURASSIC PARK. Una voce tonante disse "Benvenuti a Jurassic Park. Stiamo per entrare nel mondo perduto del passato preistorico, un tempo di possenti creature da tempo immemorabile sparite dalla faccia della terra, che adesso avrete il privilegio di vedere per la prima volta". (p. 174)
Ray Bradbury, Il popolo dell'autunno, Milano, Fabbri Editori, 1995
SN BRADR POP
Joe R. Lansdale, Bob il dinosauro va a Disneyland in In un tempo freddo e oscuro e altri racconti, traduzione di Luca Conti e Luisa Piussi, Torino, Einaudi, 2006
SN LANSJR INU
› Bob non la piantava mai, ventiquattr'ore su ventiquattro. - Disneyland, Disneyland, io voglio andare a Disneyland, - recitava imperterrito, come un mantra. (p. 65)
Pier Vittorio Tondelli, Rimini, Milano, Bompiani, 1985
SN TONDPV RIM
› Le torri di Fiabilandia svettavano color rosa salmone nella notte illuminata da grandi fari rendendosi visibili fin dalla provinciale. Alcuni altoparlanti diffondevano all'esterno una musica di flauti come per sedurre il pubblico a entrare nel giardino delle fiabe. Il parco dei divertimenti sorgeva su una superficie di circa centoventimila metri quadrati, attorno a un lago artificiale, nei pressi di Miramare di Rimini. (p. 229)
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| Spazi commerciali
Douglas Coupland, Generazione shampoo: romanzo, Milano, Corbaccio, 1994
SN COUPD GEN
› Amo il centro. L'ho sempre amato. Lo stato di salute del tuo centro commerciale è importante. All'intera popolazione del centro interessa solo restare il più possibile moderna, dimenticare di continuo il passato, e nel frattempo immaginare un futuro più lustro, più favoloso. (p.140)
Aldo Nove, Made in heaven. Ikea, in Puerto Plata Market, Torino, Einaudi, 1997
SN NOVEA PUE
› Vista da fuori, l'Ikea non lascia spazio al sognare.
E' tutto.
Quando tu sei bambino e sogni un posto dove andare a vedere delle cose da acquistare, sogni l'Ikea. (p.193)
Daniel Pennac, Il paradiso degli orchi, traduzione di Yasmina Mélaouah, Milano, Feltrinelli, 1992
SN PENND PAR
› Silenzio nel Magazzino, dove l'immagine della graziosa casetta si inserì sulla vibrazione colorata di un centinaio di schermi. Dipendenti e clienti, in piedi, muti, lo sguardo fisso, erano tutti riuniti lì, nella sala esposizione dei televisori. Le quattro pareti, tappezzate della stessa immagine, promettevano un epilogo degno della loro attesa. (p. 132)
José Saramago, La caverna, traduzione di Rita Desti, Torino, Einaudi, 2000
SN SARAJ CAV
› Sapete meglio di me che i commercianti della città sono alle prese con difficoltà enormi per mantenersi a galla, vanno tutti a comprare al Centro, c'è sempre più gente che va a vivere nel Centro, Io non voglio, Cosa farete se il centro non comprerà più le stoviglie e se le persone del paese cominceranno ad usare utensili di plastica, Spero di morire prima, (p. 26)
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| Reti cablate
Norman X e Monique Z, Norman e Monique: la storia segreta di un amore nato nel ciberspazio, a cura di Giuseppe Salza, Torino, Einaudi, 1996
SN SALZG NOR
... il computer i è bloccato. Per un momento ho temuto di perdere questa lettera….Stavo per dire che apprezzo sempre più questo nostro canale di corrispondenza. Da questo strano mondo di posta elettronica cominci a trasparire tu. (p. 4)
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| Per saperne di più ...
Gian Mario Anselmi e Gino Ruozzi (a cura di), Luoghi della letteratura italiana, Milano, B. Mondadori, 2003
S* 850 LUOGH
Marc Augé, Nonluoghi: introduzione a una antropologia della surmodernità, Milano, Eleuthera, 1999
S 306 AUGEM
Marc Augé, Disneyland e altri nonluoghi, Torino, Bollati Boringhieri, 1999
S 306.4 AUGEM
Stefano Calabrese e Maria Amalia D'Aronco (a cura di), I nonluoghi in letteratura: globalizzazione e immaginario territoriale, Roma, Carocci, 2005
S* 808.3 NONIN
Remo Ceserani, Treni di carta: l'immaginario in ferrovia: l'irruzione del treno nella letteratura moderna, Torino, Bollati Boringhieri, 2002
S* 809 CESER
Michel Foucault, Eterotopia: luoghi e non-luoghi metropolitani, Milano, Mimesis, 1994
S 307.76 ETERO
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› proposte della biblioteca
Lewis Hine, Construction of the Empire State Building, 1931, International Museum of Phptography, George Eastman House, Rochester tratta da: A new History of photography, Michel Frizot, Koln: Konemann, 1998
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