Mario Ramous

E’ stato fra i poeti, uno dei "più consapevoli e tecnicamente più agguerriti non soltanto della sua generazione, ma, in generale, degli ultimi decenni del '900" (G. Raboni). Autore di ben diciotto raccolte, da La memoria, il messaggio, con prefazione di Salvatore Quasimodo (1951) fino a Il gran parlare (1998), vincitrice del Premio Città di Verona (1999), attraverso Il presente, l’affetto (1954), Quantità e qualità (1968), Battage per Valeria (1973), Interferenze (1988), Per via di sguardo (1996), fra gli altri titoli. Non meno fecondo è stato il traduttore di classici: di Catullo, di Ovidio per Garzanti e dell'Eneide, in versione integrale, per i tipi di Marsilio nel 1998, citando solo le imprese maggiori. Critico d'arte esordiente nel 1947 sulle pagine del "Progresso d'Italia", fu quindi attivo su molte altre pubblicazioni, come la notevole collana d'arte contemporanea "Documenti", curata presso Cappelli. Della casa editrice bolognese Ramous è stato direttore dal 1950 al 1975. Nel giugno 2004 il Comune di Bologna ha acquisito l'archivio di Mario Ramous per dono degli eredi. Esso è ora custodito - e consultabile - a Casa Carducci.

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