Giovannino Guareschi in biblioteca

libri, film e fumetti

Io, anche in prigionia conservai la mia testardaggine di emiliano della Bassa: e così strinsi i denti e dissi: 'Non muoio neanche se mi ammazzano!'
dalla prefazione di
Istruzioni per l'uso - diario clandestino 1943-1945

 

Giovannino Guareschi

Nato a Fontanelle di Roccabianca (Parma) nel 1908, giornalista, caricaturista, umorista, è uno degli scrittori italiani più tradotti nel mondo, con oltre 20 milioni di copie vendute.


La sua creazione più nota - grazie anche alla trasposizione cinematografica - è il personaggio di Don Camillo. Nel 1946 la figura appare per la prima volta nel primo racconto della serie Mondo piccolosulla rivista satirica Candido. Nel 1948 esce il primo romanzo per la Rizzoli Mondo Piccolo. Don Camillosaga ventennale in 346 puntate e 5 film conosciuta in tutto il mondo. Le vicende del parroco antagonista del 'rosso' sindaco Peppone si svolgono in un verosimile paesino della bassa padana emiliana chiamato Ponteratto



La prima trasposizione cinematografica viene realizzata dal regista francese Julien Duvivier nel 1952. Nel 1953 segue Il Ritorno di Don Camillo. Entrambe le pellicole vengono girate per lo più nel paese di Brescello (Reggio Emilia) che diviene nell'immaginario collettivo il 'paese di Don Camillo e Peppone'.



Negli anni venti, finite le scuole superiori, Guareschi si iscrive all'università di Parma, risiedendo per alcuni anni nel convitto 'Maria Luigia', dove conosce Cesare Zavattini, coautore delle sue prime vignette. Collabora alla realizzazione di alcuni giornaletti satirici in cui risulta evidente il nitido segno e l'essenzialità del tratto, che rompe con la tradizione grafica ottocentesca e guarda piuttosto alle Avanguardie. Questa tendenza artistica si delinea già in La Gita di Piacere, il primo fumetto satirico prodotto con Zavattini, dove la forza comunicativa, l'eleganza dello stile, la cura nel montaggio e nella composizione della pagina formano una struttura irregolare che si piega alle esigenze espressive e satiriche.


Dal 1936 al 1943 scrive per la rivista satirica Bertoldo diretta proprio da Zavattini, ma nel settembre del 1943 un bombardamento ne distrugge la sede. Penna pungente e dissacrante contro il regime fascista, Guareschi viene arrestato e imprigionato insieme ad altri soldati italiani prima nei campi di prigionia tedeschi e poi in Polonia, dove tra il 1943 e il 1945 scrive il componimento musicato Le favole di Natale e Diario Clandestinodove descrive ill periodo della prigionia.


Dopo la guerra, fonda insieme a Giovanni Mosca la rivista di orientamento monarchico Candido, che gli offre l'occasione - a lui che è profondamente cattolico - di appoggiare apertamente la monarchia e di criticare la sinistra e il Partito comunista italiano. Nel 1957, lasciata la rivista, inizia altre collaborazioni (inclusa la stesura del Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica).

 

Nel 1963 esce il film-documentario La Rabbia con la doppia regia di Giovannino Guareschi e Pier Paolo Pasolini. L'intenzione, nata da un'idea del produttore Gastone Ferranti, era di realizzare una specie di duello-confronto, dove Guareschi e Pasolini, considerati i maggiori intellettuali dell'epoca, facessero da canto e controcanto rispetto alla domanda di quale fosse l'origine del disagio della paura e dei conflitti nella società.


Nel 1968 riceve per la seconda volta la proposta di diventare direttore di Candido, ma muore per attacco cardiaco prima di ricominciare. I suoi funerali - disertati dalle autorità - vedono la partecipazione di Enzo Biagi, Nino Nutrizio ed Enzo Ferrari.

 

 


Array.fileTitle

immagine dall'Archivio Guareschi di Roncole Verdi (PR), riproduzione autorizzata dagli eredi di Giovannino Guareschi

Collegamenti:

Proposte della biblioteca