Il mare e la navigazione permeano tutta la storia del romanzo: dalla preistoria della forma nell'antichità (le peripezie del naufrago Ulisse), alla sua rinascita moderna (le avventure di Robinson Crusoe), fino a quelle opere moderniste (come Le onde di Virginia Woolf) che mettono in discussione le convenzioni di base del romanzo.
Margaret Cohen, Il mare, in:
Il romanzo, 4. vol.:Temi, luoghi, eroi, Torino, G. Einaudi, 2003, p. 430-447.
Ogni volta che m'accorgo di atteggiare le labbra al torvo, ogni volta che nell'anima mi scende come un novembre umido e piovigginoso, ogni volta che mi accorgo di fermarmi involontariamente dinanzi alle agenzie di pompe funebri e di andar dietro a tutti i funerali che incontro, e specialmente ogni volta che il malumore si fa tanto forte in me che mi occorre un robusto principio morale per impedirmi di scendere risoluto in istrada e gettare metodicamente per terra il cappello alla gente, allora decido che è tempo di mettermi in mare al più presto.
Herman Melville, Moby Dick o la balena, Milano, Adelphi, 1987, p. 37
Patrick O'Brian, L’ultimo viaggio di Jack Aubrey, Milano, Longanesi, 2010
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Stanislao Nievo, Il prato in fondo al mare, Venezia, Marsilio, 2010
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Hermann Melville, Moby Dick, Milano, Feltrinelli, 2007
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Francisco Coloane, Antartico, Parma, U. Guanda, 2006
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Donatello Bellomo, La donna della tempesta, Milano, Mursia, 2006
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Jean-Claude Izzo, Marinai perduti, Roma, E/O, 2004
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Ernest Hemingway, Il vecchio e il mare, Milano, Oscar Mondadori, 2003
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Björn Larsson, Il porto dei sogni incrociati, Milano, Iperborea, 2001
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Joseph Conrad, La linea d'ombra , Milano, Bompiani, 2000
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Álvaro Mutis, Trittico di mare e di terra, Torino, Einaudi, 1997
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